Lupara bianca e boss in fuga: a Palermo torna la guerra di mafia. E' iniziato il ''dopo Provenzano''

Lupara bianca e boss in fuga. A Palermo torna la guerra di mafia
di Francesco Viviano (Repubblica.it, 23 settembre 2006)

Da quando i familiari del mammasantissima Bartolomeo Spatola, 72 anni, ne hanno denunciato la scomparsa avvenuta sei giorni fa, in questura a Palermo e nel comando provinciale dei carabinieri si susseguono i summit. Ma sembra ormai chiaro quel che si temeva dopo l'arresto del capo dei capi di Cosa nostra, Bernardo Provenzano. ''É scoppiata una nuova guerra di mafia'' dicono investigatori e magistrati.
La lupara bianca del capo storico del mandamento di San Lorenzo, "Lino" Spatola, è il primo inquietante segnale. Ma non è il solo. Prima della scomparsa di Spatola, ''padrino'' del boss latitante Salvatore Lo Piccolo, che con l'altro latitante trapanese Matteo Messina Denaro è candidato alla successione di Provenzano, altri segnali avevano dato la certezza agli investigatori che prima o poi a Palermo e nelle altre province siciliane i boss avrebbero rimesso mano alle armi.

Il primo segnale subito dopo la cattura del superlatitante: i familiari di Lo Piccolo, che con il figlio Sandro è ricercato da anni, si erano allontanati da Palermo. Altri mafiosi avevano fatto la stessa scelta. Ed altri ancora - che si è scoperto essere del fronte avverso ai Lo Piccolo - dopo l'operazione ''Gotha'' del giugno scorso che ha portato all'arresto del boss Antonino Rotolo e di un'altra ventina di mafiosi, sono improvvisamente scomparsi da Palermo perché temevano di essere ammazzati proprio dai Lo Piccolo.
Le conversazioni che Rotolo dagli arresti domiciliari aveva avuto con altri mafiosi che lo andavano a riverire, intercettate dalla squadra mobile di Palermo, hanno svelato che il boss programmava l'eliminazione di Salvatore e Sandro Lo Piccolo: tra i boss che avevano dato il loro assenso c'era anche Lino Spatola, ufficialmente capo mandamento di San Lorenzo e capo dello stesso Lo Piccolo, che aveva allevato e che poi era sfuggito al suo controllo facendosi strada nella galassia di Cosa Nostra. Non solo: Lo Piccolo aveva anche avuto la ''benedizione'' dei mafiosi siculo-americani, alcuni dei quali qualche mese fa sono rientrati a Palermo.

Le conversazioni di Rotolo, Spatola e altri boss che avevano deciso di eliminare i Lo Piccolo sono state riportate sui giornali e nell'ordinanza dell'operazione ''Gotha'', avvisando così il boss latitante che il suo vecchio padrino lo aveva tradito. Lo Piccolo avrebbe perciò reagito, organizzando la trappola per fare sparire dalla circolazione l'anziano Spatola, uscito alcuni mesi fa dal carcere. Sei giorni fa, nonostante non godesse di ottima salute, ''don Lino'' aveva detto alla sorella che sarebbe uscito ("ma non so quando torno") perché doveva incontrare delle persone. La sua scomparsa è stata già catalogata come ''lupara bianca''.
''Segno inequivocabile - affermano magistrati ed inquirenti - che la pax che era stata imposta da Bernardo Provenzano dopo la sua cattura è saltata ed i nuovi boss stanno regolando i loro conti''.

- Quelli segnati sui ''pizzini'' (Guidasicilia, 20 giugno 2006)

26 settembre 2006
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