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Ma com’è finita col Museo Egizio a Catania?

In realtà, ancora, non è nemmeno iniziata! Lo spiega la Fondazione del Museo di Torino

22 febbraio 2017
Ma com’è finita col Museo Egizio a Catania?

[Articolo tratto da Mobilita.org | Catania] - In relazione alla crescente circolazione di notizie costruite sulla base di fonti non ufficiali, la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino ha reso pubblica la propria posizione riguardo al progetto di trasferimento di una selezione di reperti egizi a Catania, presso il Convento dei Crociferi.
Da circa un anno sono in corso incontri di approfondimento e verifica da parte del Museo Egizio per valutare la proposta ricevuta dalla Città di Catania, che è stata sin dall’inizio condivisa con il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino e con il Consiglio di Amministrazione i cui rappresentanti sono nominati direttamente dal Collegio dei Fondatori (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT).

Nessun accordo è stato ancora firmato e sono tuttora in corso le opportune valutazioni di fattibilità del progetto al fine di produrre una bozza di accordo condivisa e definita dagli uffici legali dei tre enti coinvolti

Il Museo Egizio è stato fondato nel 1824. La Fondazione Museo delle Antichità Egizie è stata costituita nel 2004 come innovativo strumento di gestione museale e ad essa lo Stato Italiano, proprietario del bene, ha conferito la collezione di circa 50.000 reperti di antichità egizie per una durata di 30 anni.
Gli oggetti dell’esposizione permanente sono 3.300 e altri 13.000 sono stati allestiti nelle Gallerie della Cultura Materiale, un percorso parallelo che offre al pubblico l’accessibilità di parte dei materiali custoditi nei depositi.
Se e quando verrà formalizzato l’accordo con Catania, la selezione dei reperti egizi di età ellenistica destinati alla città etnea non sarebbe superiore ai 300 pezzi, selezionati fra i materiali custoditi nei depositi e non destinati, né ora né in futuro, all’esposizione permanente del Museo Egizio.

Il Museo Egizio ha un fitto programma di mostre temporanee: nel 2016 ha prodotto "Il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto nel mondo romano", in collaborazione con la Soprintendenza Pompei e il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) che, grazie al contributo di 20 enti prestatori, ha permesso a 216.851 visitatori di vedere artefatti di eccezionale valore artistico mai esposti a Torino. Nel corso dell’anno ha inoltre inaugurato mostre a Leiden (NL) e a Karlsruhe (D) che sono tuttora in corso. L’11 marzo 2017 apre "Missione Egitto 1903 -1920. L’avventura archeologica M.A.I. raccontata", un’esposizione sviluppata dal Museo Egizio per raccontare e valorizzare la prima Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli. Anche per questa esposizione è stato fondamentale il contributo di oltre 20 enti prestatori tra cui il British Museum. Infine, per il 2017, la programmazione prevede una mostra San Pietroburgo e un’esposizione itinerante in Cina che toccherà cinque città.
Negli ultimi 10 anni il Museo Egizio ha costantemente incrementato il numero di visitatori e ha portato a compimento un importante progetto di ristrutturazione e ampliamento senza chiudere al pubblico neppure un giorno. Nel 2016 ha registrato un incremento del 20% con 852.095 ingressi, dato che gli consente di mantenere saldamente la sua posizione tra i 10 musei più visitati d’Italia.

- www.museoegizio.it

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22 febbraio 2017
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