Ma il processo non è ancora finito...

Dopo che Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro hanno smentito il pentito Spatuzza, a qualcuno sembra che sia tutto finito...

Tutto è finito in ''barzelletta'' ha commentato lapidario Silvio Berlusconi. "A chi mi chiamerà mafioso dirò solo che è uno stronzo" ha detto Marcello Dell'Utri che ha trovato il boss stragista Filippo Graviano, un signore serio pieno di dignità e compostezza "un vero pentito, cioè una persona che sa di dover espiare e vuole espiare le proprie colpe [...] Nel guardarlo ho avuto l'impressione di dignità da parte di uno che si trova in carcere e ha delle sofferenze [...] A differenza dell'impressione che mi ha fatto Spatuzza, mi è parso di vedere dalle parole di Filippo Graviano il segno di un percorso di ravvedimento". Probabilmente una persona eroica tanto quanto Vittorio Mangano... Certo, Filippo Graviano ha detto di non conoscere Dell'Utri, quindi, per lui che è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, sentire che un boss mafioso smentisce la versione del suo attuale grande accusatore, Gaspare Spatuzza, che ha sostenuto essere lui il referente politico dei Graviano, non può che fargli un grande piacere.
Il processo, però, non è ancora finito - l'udienza è stata rinviata al 18 dicembre - e francamente non si capisce per quale motivo sembra che la coppia Dell'Utri-Berlusconi abbiano vinto la battaglia contro i cattivi magistrati comunisti che li vogliono a tutti i costi in galera, quando invece sarà proprio merito dei giudici se da questi gravi impicci i due amici del Pdl ne usciranno completamente puliti.

Comunque, tornando alla cronaca giudiziaria di ieri, le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, rilasciate a Torino lo scorso 4 dicembre (LEGGI) sono state stamane dai boss mafiosi Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro di fronte ai giudici della Corte d'appello di Palermo chiamati a pronunciarsi sulla sentenza di condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa comminata nel 2004 al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Mentre Giuseppe Graviano, fratello di Filippo, ha detto che le sue condizioni di salute non gli permettevano di rispondere alle domande, e il suo avvocato ha successivamente diffuso il testo di una lettera inviata dal boss alla Corte, nella quale lamenta le condizioni disumanizzanti della sua detenzione.
  Filippo Graviano, ha esordito chiarendo che avrebbe risposto alle domande "nei limiti delle mie possibilità". Ha poi fatto delle premesse assicurando di essere un attento cultore della legalità ("E' da circa 10 anni che l'ho messa al primo posto nella mia scala di valori", ha affermato), e finalmente, rispondendo alle domande del procuratore generale Antonino Gatto, ha smentito Spatuzza su tutti i fronti.
Spatuzza, ex killer della famiglia Graviano, aveva riferito una frase che Filippo gli avrebbe detto quando entrambi erano rinchiusi nel carcere di Tolmezzo: "E' bene far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare qualche cosa è bene che anche noi cominciamo a parlare coi magistrati". Filippo Graviano ha smentito la frase: "Io non ho mai detto queste cose a Spatuzza, non potevo dirle. Ho tentato di spiegarlo ai magistrati che mi hanno interrogato in precedenza. Quando fui arrestato nel '94 avevo pochi mesi da scontare, non avevo problemi e nessuno doveva promettermi niente".  Filippo Graviano ha smentito Spatuzza anche sul fronte dei legami tra la mafia e Dell'Utri. Il pentito aveva detto che tra il '93 e il '94 "Cosa Nostra era tranquilla perché aveva nuovi referenti politici che le avevano messo il Paese nelle mani: Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri", e aveva attribuito la rivelazione ancora una volta a Filippo Graviano. Che ieri ha invece negato di aver mai conosciuto Dell'Utri, "direttamente o indirettamente".
Anche il boss mafioso Cosimo Lo Nigro ha smentito Spatuzza. Alla domanda del Pg Antonino Gatto se fosse mai stato a Campofelice di Roccella, località balneare del palermitano, il boss ha risposto: "Mai stato". A Torino, Spatuzza aveva detto alla Corte d'Appello che alla fine del 1993 Cosimo Lo Nigro e il boss mafioso Giuseppe Graviano si erano incontrati a Campofelice di Roccella. In quell'occasione Graviano avrebbe parlato a Spatuzza del progetto dell'attentato allo stadio Olimpico di Roma. "Ho conosciuto solo in carcere i Graviano - ha affermato Lo Nigro- Sono 14 anni che sono in carcere, però può anche essere che questi signori venivano ad acquistare il pesce nel mio negozio in via Bergamo, perché io ero pescivendolo. Ma ho avuto il piacere di conoscerli solo in carcere. Siamo stati a Tolmezzo col signor Filippo".
Giuseppe Graviano si è invece avvalso della facoltà di non rispondere, adducendo motivi di salute dei quali aveva parlato in una lettera indirizzata alla Corte. Il presidente non ha permesso che tale lettera venisse letta in Aula, ma il difensore di Graviano, Gaetano Giacobbe, ne ha svelato successivamente il contenuto ai giornalisti: "Il mio cliente è in uno stato di alienazione totale. E' monitorato 24 ore su 24 dalle videocamere ed è tenuto sotto riflettori e visori ionizzanti. Non gli danno neppure la carta igienica. Il suo non è un 41 bis normale, ma una tecnica mirata ad annientare la personalità e a indurre alla collaborazione con la giustiza".

Dunque, Berlusconi e Dell'Utri non hanno nascosto la propria soddisfazione per il contenuto delle dichiarazioni di Graviano e Lo Nigro. Ma, come ha detto il Procuratore Generale di Palermo Nino Gatto, titolare dell'accusa nel processo a Marcello Dell'Utri, giunto a due udienze dalla conclusione, è bene non dare per scontato alcun esito processuale e attendere la fine della fase dibattimentale prima di tirare le somme sulla attendibilità delle rivelazioni del pentito di mafia Gasapare Spatuzza, non confermate ieri da Filippo Graviano. "Il processo - ha chiarito il Pg intervistato dal Messaggero - non è ancora finito. Ascoltare il pentito Spatuzza è stato sì inusuale ma necessario: la sua dichiarazione su Dell'Utri è stata fatta. Non è riscontrata ed allora non se ne tiene per niente conto? No: deve essere valutata insieme alle altre. Allo stato attuale, finchè non viene smentito, non dico che esista il fatto ma la dichiarazione sì. E deve essere valutata insieme alle altre". In questo senso, il Pg di Palermo non esclude la richiesta di nuove testimonianze alla ricreca di riscontri o smentite a Spatuzza. Come, ad esempio, per Ciancimino jr. "Tutto è possibile. Decideremo cosa fare - ha spiegato - dopo aver approfondito le carte acquisite, cosa che non abbiamo avuto il tempo di fare. Non si può dire che Graviano ha negato e allora tutto è andato male. O che, siccome ha confermato, è andato tutto bene. Bisogna fare una disamina globale, meditata e non a caldo delle testimonianze. Vedremo se nelle prossime puntate ci saranno altri riscontri". "Prima di trarre conclusione -  invitando alla prudenza - bisogna aspettare ad avere tutte gli atti. Per ora sono confluite nel dibattitamento le dichiarazioni di Graviano. Ma può darsi se ne aggiungano altre. Stiamo correndo come matti: arrivano carte da varie Procure. E' materiale voluminoso, ricco di fatti complicati e collegamenti. Si deve guardare a tutto il materiale acquisito e questo lo si potrà fare solo alla fine. Un'udienza va valutata nel suo complesso, con tutte le risultanze processuali: non possiamo basarci su una sola testimonianza".

[Infomazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Repubblica.it, Apcom.net]

- Giuseppe Graviano, silenzio che parla di Attilio Bolzoni (Repubblica.it)

- Una sceneggiata dove niente è come appare di Francesco La Licata (La Stampa)

- Le anomalie di un processo di Giuseppe D'Avanzo (Repubblica.it)

 

 

12 dicembre 2009
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