Melissa P. tra successi e problemi. La sorella della giovane scrittrice catanese discriminata a scuola

Il libro scandalo che ha decretato il successo della 18enne catanese, sembra stia creando disagi ai suoi familiari

Scandalo, entusiasmo e scetticismo, i tre ingredienti che hanno fatto diventare il romanzo "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire", della giovane scrittrice catanese Melissa Panarello, da tutti conosciuta come Melissa P., un esplosivo caso editoriale.
Senza parlare dell'intrinseco valore letterario, il diario romanzato, in parte autobiografico, della giovane catanese (diciotto anni quest'anno) dalla sua uscita ha fatto letteralmente il botto: in Italia ha subito scalato le classifiche e venduto oltre 850 mila copie in dieci giorni, in Germania è arrivato già alla terza ristampa, dove ha venduto 30 mila copie, è stato tradotto in 25 paesi e presto diventerà anche un film, probabilmente diretto dal regista palermitano Luca Guadagnini.

E proprio in Germania, dove Melissa P. è stata ribattezzata la "Lolita siciliana", questa estate per incrementare le già floride vendite del romanzo, il quotidiano Bild (12 milioni di copie vendute nel mondo) ha proposto per una settimana una piccola parte del libro.
L'iniziativa ha fatto salire di altre 2 mila copie in un solo giorno le vendite e il diario sul sesso senza amore, "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" (edito in Italia da Fazi) che nell'edizione tedesca di Goldmann Taschembuch Verlag s'intitola 'Con gli occhi chiusi' ('Mit geschlossenen Augen') è fra i primi in classifica dei libri venduti in Germania.
I diritti di traduzione del romanzo sono stati venduti in 25 paesi ed è stato al primo posto delle classifiche anche in Cile, fra i primi posti in Argentina, top ten in Spagna, Olanda e Portogallo.

Ma la vita di Melissa P., quando la si pensa come Melissa  Panarello non è tutta rosa e scalate di classifiche, infatti al di là dell'aura di celebrità esiste la realtà che nei confronti dei suoi familiari, da quando è diventata famosa, ha riservato svariate boccate amare.
"Mia figlia è la sorella di Melissa P. e nelle scuole è discriminata". Questo in sintesi ha denunciato ai quotidiani la mamma di Melissa P., Francesca Marano.
"Dopo la pubblicazione del libro di Melissa sono iniziati i problemi a scuola sia per Melissa che per la sorella. Gli insegnati sottolineavano che mia figlia minore fosse la vergogna nazionale, in quanto sorella di Melissa, ed invitavano gli alunni a non frequentarla, addirittura in più di una occasione oltre ad essere apostrofata è stata anche picchiata dai compagni".
Per tentare di risolvere la questione senza ulteriori traumi la bambine hanno cambiato scuola. "La sorella di Melissa - continua la madre - ha dovuto cambiare scuola, in quanto alla "Giovanni Verga" di Acicastello (CT), le avevano reso la vita impossibile. Adesso temo che anche nella nuova le cose non cambino".
Infatti la mattina in cui la sorella dodicenne di Melissa è entrata nella nuova classe è stata sospesa dalla preside per un giorno, subito dopm averla conosciuta. "La preside mi ha detto – ha continuato la signora Marano, parlando con un giornalista - che mia figlia non poteva restare in quella scuola perché ha dei problemi, facendomi capire che il problema fosse Melissa. Adesso temo per i forti pregiudizi che stanno circondando mia figlia e sul suo futuro scolastico".

La replica della preside della scuola media "Roberto Rimini" di Acitrezza, a queste pesanti accuse, sono arrivate puntuali. "È vero - dice - abbiamo sospeso la nostra alunna per un giorno dalle lezioni a causa del suo comportamento non consono alle regole della scuola. Mi ero recata in classe per conoscere la nuova arrivata, sconoscendo la parentela con la più famosa sorella. Alle mie domande ed in particolare sulle motivazioni che l'avessero spinta a cambiare scuola ha risposto, con arroganza, che in quella di provenienza i docenti la trattavano male. Lo invitata a stare più calma e moderare il linguaggio, davanti alle sue resistenze ho preso il provvedimento disciplinare. Che fosse la sorella di Melissa l'ho appreso dalla madre quando è venuta a scuola. Vorrei sottolineare che la scuola non discrimina nessuno e come ho detto alla stessa madre per noi è la nostra alunna e nulla c'entra con la sorella. Noi giudichiamo gli alunni a scuola a prescindere dalle parentele".

1 ottobre 2004
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