Nel 1999 le Regioni del Centro e del Sud sono cresciute più del Nord

E' quanto emerge dai dati dell'Istat sui conti economici territoriali del 1999

Le Regioni del Mezzogiorno continuano a crescere a un tasso più elevato di quelle del Nord anche se il divario tra l'economia del Nord e quella del Sud resta elevato.

E' quanto emerge dai dati dell'Istat sui conti economici territoriali del 1999 secondo i quali a fronte di un aumento del prodotto interno lordo italiano nell'anno dell'1,6% il Nord Ovest e il Nord est crescono meno della media nazionale (i tassi sono rispettivamente dell'1,3% e dell'1,5%).

Il Centro e il Sud registrano invece dati superiori alla media nazionale con tassi di crescita pari rispettivamente al 2% e l'1,8%. Il dato del Centro-Sud - rileva l'Istat - è migliore di quello del Centro Nord per il terzo anno consecutivo anche se il differenziale di crescita si è progressivamente ridotto.

Resta elevato invece il divario sul prodotto interno lordo per abitante: a fronte di una media nazionale di 37.209.0000 lire annue il Nord Ovest ha un pil di 45.986.000 lire medie per abitante mentre il Mezzogiorno ha un pil medio di 25.117.000 lire.
A fronte di un buon andamento del Pil le regioni del Sud hanno segnato un basso aumento degli investimenti (+1,3% a fronte del 4,6% della media nazionale) e una sostanziale stabilità dell'occupazione compensata da aumenti rilevanti della produttività. Ecco in sintesi i dati sull'andamento dell'economia nelle diverse aree del Paese:

NORD OVEST: Il modesto andamento dell'economia nell'anno (+1,3%) è dovuto soprattutto alla frenata registrata dall'industria (-0,7% a fronte di un +0,6% segnato a livello nazionale) con un calo significativo della produzione di metallo (-4,9%). Meglio sono andate le costruzioni e il terziario (+1,9%) mentre la crescita dell'agricoltura (+3,2%) è stata inferiore a quella nazionale (+5,8%). Crescita rallentata per i consumi interni (+1,8% a fronte del 2% della media nazionale) mentre gli investimenti fissi lordi hanno segnato una crescita elevata a +5,8%. Bene anche il lavoro (+1%, oltre la media nazionale ferma allo 0,8%). Tra le Regioni vanno bene la Val d'Aosta e il Piemonte (con una crescita del Pil rispettivamente dell'1,7% e del 2%) mentre la Lombardia ha risentito dell'andamento negativo dell'industria e segna un aumento del Pil di appena l'1%(a 48.288.000 lire per abitante). In Piemonte e in Liguria si sono registrati anche andamenti molto positivi per gli investimenti (+7,9% e +7% rispettivamente) mentre la Lombardia con un +4,8% si attesta sulla media nazionale.

NORD EST: La crescita dell'1,5% è stata possibile soprattutto grazie al buon andamento dell'agricoltura (+6,2%), dell'industria (+1,3%) e dei servizi (+0,9%) mentre le costruzioni hanno registrato un arretramento (-0,6%). Male sono andati il settore chimico (-6,7%) e il credito e le assicurazioni (-4,4%). La spesa delle famiglie è cresciuta del 2,8% mentre gli investimenti sono cresciuti del 5,3%. Tra le Regioni il Trentino ha segnato una crescita del Pil dello 0,4% mentre l'Emilia Romagna con un aumento dell'1,8% ha superato il Veneto (+1,6%) e la media dell'area. L'occupazione è cresciuta dell'1,2%. CENTRO: La crescita del PIl (+2%) è stata resa possibile dal buon andamento di tutti i settori economici con picchi nell'agricoltura (+4,2%) e nelle costruzioni (+3,6%). L'industria è cresciuta dell'1,6% mentre i servizi hanno segnato un +1,8%. I consumi privati nell'area hanno segnato un +2,3% mentre gli investimenti sono saliti del 6,6%. La spesa delle amministrazioni è cresciuta dell'1,1%. Il lavoro è aumentato dell'1,2% mentre la produttività è cresciuta dell'1,7%. Le Regioni più dinamiche sono state Umbria (+3%) e Marche (+2,9%) mentre la crescita del Lazio è stata pari a quella nazionale (+1,6%). Tra i diversi settori è andato male soprattutto il credito che nel Lazio ha perso 7,4% punti percentuali.

MEZZOGIORNO: La crescita del valore aggiunto (+1,8%) è stata possibile soprattutto grazie al boom dell'agricoltura (+7,5%) e al buon andamento dell'industria (+1,7%) I consumi privati sono aumentati dell'1,9% mentre gli investimenti hanno fatto segnare un modesto +1,3%, molto al di sotto della media nazionale. L'occupazione è rimasta sostanzialmente stabile (in crescita in Puglia e Basilicata, in calo in Calabria , Abruzzo e Campania) mentre la produttività è cresciuta dell'1,7%. Nell'anno sono andati bene soprattutto il Molise (+2,2%) e la Puglia (+3,2%) mentre l'Abruzzo (+0,6%) e la Sicilia (+1%) hanno avuto risultati inferiori alla media.

Fonte: La Sicilia

25 ottobre 2001
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