Nel 2003, nel Mondo il boia ha mosso la propria mano per 5.599 volte

Sono diminuite le esecuzioni capitali lo scorso anno, e 133 Paesi hanno rinunciato a praticarle

Anche se le condanne a morte continuano a essere praticate, il 2003 segna un rallentamento delle peni capitali. "Per la quasi totalità in paesi dittatoriali, autoritari o illiberali, diminuiscono le esecuzioni e la tendenza complessiva è verso l’abolizione". Questa è la notizia contenuta nell’edizione del 2004 del rapporto "La pena di morte nel mondo" curato, dall'associazione "Nessuno tocchi Caino", presentato ieri a Roma.

Nel 2003 si è infatti registrata una diminuzione delle esecuzioni, che rende più forte l'avanzata verso l'abolizione della pena di morte.
Una tendenza manifestatasi nonostante il numero reale delle esecuzioni sia aumentato.
Secondo i dati del Rapporto, lo scorso anno sono state, infatti, compiute 5.599 esecuzioni, una cifra nettamente superiore alle 4.101 del 2002. Aumento che dipende però dal fatto che quest'anno per la prima volta dalla Cina, dove la pena di morte è segreto di Stato, sono cominciate a filtrare cifre e dati sulle esecuzioni.

I Paesi che hanno rinunciato a praticare la pena di morte sono 133. Di questi 81 sono totalmente abolizionisti, 14 sono abolizionisti per crimini ordinari e uno, la Russia, è impegnato ad abolirla perché membro del Consiglio d'Europa: intanto ha attuato una moratoria delle esecuzioni.
Altri 5 Paesi hanno attuato una moratoria e 32 sono abolizionisti di fatto, cioè non compiono esecuzioni da oltre dieci anni.
I Paesi che mantengono le esecuzioni capitali sono 63, tre in meno rispetto al 2002, e di questi solo 29 hanno compiuto esecuzioni, nel 2002 erano stati 34.

La pena di morte continua a essere praticata nella quasi totalità in Paesi dittatoriali, autoritari o illiberali, che sono 43 dei 63 Paesi mantenitori. I primi nella triste classifica di nazioni che hanno compiuto più esecuzioni figurano: Cina, Iran, Iraq e Vietnam.
Solo nell'Impero di Mezzo vi sono state almeno 5 mila esecuzioni (89,3% del totale mondiale). Molti di questi paesi non forniscono dati ufficiali sulla pena di morte e ci sono anche situazioni in cui le esecuzioni sono tenute assolutamente nascoste come in Corea del Nord ed in Siria.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti nel 2003 è diminuito il numero delle esecuzioni, delle condanna e dei detenuti nel braccio della morte. Sono state eseguite 65 condanne a fronte delle 71 del 2002.
L'Africa è un continente dove vi è il maggior numero di paesi che non eseguono sentenze capitali da oltre dieci anni: 18 su 32 stati membri dell'Onu. Una condizione che può portare alla legalizzazione della sospensione di fatto della pena di morte e in alcuni casi all'abolizione, ma soprattutto proprio questo gruppo di Paesi africani può determinare la differenza del voto all'Assemblea generale sulla risoluzione per la moratoria.

24 giugno 2004
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