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Nel 2008 un boom della pedopornografia sul web

Telefono Arcobaleno: circa 22mila segnalazioni di siti pedofili solo nei primi sei mesi del 2008

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Non accenna a diminuire, purtroppo, il boom della pedopornografia sul web. L'attività costante di monitoraggio del web dell'associzione Telefono Arcobaleno, l'organizzazione indipendente che dal 1996 si occupa della tutela dei diritti inviolabili dell'infanzia, ha portato a risultati preoccupanti: 21.600 segnalazioni di siti pedofili solo nei primi sei mesi del 2008, mentre ci si aspetta un incremento del 35% delle attività pedofile in rete per la fine dell'anno.

Proprio in questi giorni, questa preziosa attività condotta dall'equipe informatica di Telefono Arcobaleno, ha consentito di ottenere e denunciare il libro bianco della pedofilia culturale, la dinamica mappatura dei principali siti internet con diretti, chiari ed espliciti contenuti pedopornografici di tipo 'culturale', che non nascondono l'intento di ottenere la 'normalizzazione' del comportamento pedofilo. "Non c'è nessun orgoglio nella pedofilia e non ci deve essere nessuna giornata commemorativa - dichiara Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - che non sia dedicata a combattere questo triste fenomeno con tutti gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione. I movimenti di pensiero in favore della diffusione delle giustificazioni teoriche della pedofilia preesistono ad internet, alcuni di questi siti sono attivi dal decennio scorso e si rilevano anche non marginali presenze 'italiane' per lingua ed espressione". "Altro aspetto da rilevare - sottolinea Giovanni Arena - è la 'connection', il reciproco supporto e la rispettiva promozione che esistono tra i diversi siti pedofili. La rete ne ha amplificato l'operato consentendo ai loro accoliti, sparsi in tutto il mondo, di diffondere su vasta scala gli aberranti proclami".

Al di la di queste espressioni estreme, assolutamente da bloccare, la pedopornografia on line è un vero e proprio subdolo e strisciante pericolo che i minori corrono quotidianamente.
Dal 2002 a oggi si calcola che gli arresti effettuati per pedopornografia on line sono 201, 4.007 le denunce, 3.949 le perquisizioni, 273.334 i siti monitorati, dei quali 177 chiusi in Italia e 10.907 segnalati ad organismi stranieri, 60 le operazioni di rilievo internazionale.
Tale bilancio è stato diffuso dalla Polizia Postale in occasione della recente giornata dedicata alla tutela dei minori della Settimana nazionale della sicurezza in rete.
Secondo i dati raccolti dalla polizia nelle scuole secondarie italiane, il 91% dei minori naviga in internet e quasi l'80% lo fa senza la supervisione di un genitore. Il 27% utilizza le chat. Più di un ragazzo su 10 dichiara inoltre di avere avuto contatti "pericolosi" sul web e più della metà dei minori italiani ha accesso al mondo della pornografia tramite la rete.

Nel 2006 Microsoft Italia ha donato alla Polizia Postale nazionale la piattaforma Cets (Child Exploitation Tracking System - Sistema di tracciamento contro la pedopornografia), uno strumento di indagine on line che consente agli investigatori di indagare con maggior efficacia gli individui e i siti internet sospetti. Gli investigatori italiani all'avanguardia in questo genere di operazioni, sono infatti stati i primi ad esserne dotati in Europa della piattaforma Cets e i terzi a livello mondiale (il Cets è stato inizialmente sviluppato da Microsoft in collaborazione con la polizia canadese e poi reso operativo anche in Indonesia). "L'utilizzo di tecnologie e software investigativi di altissimo livello come il Cets - spiega Domenico Vulpiani, direttore del Servizio di polizia postale e delle comunicazioni - rappresenta sempre più oggi un aspetto di fondamentale importanza per un efficace contrasto alla pedopornografia su internet".
Ma non c'è soltanto l'azione repressiva. Fondamentale per la lotta alla pedopornografia è anche e soprattutto la prevenzione. Insegnare ai giovani i criteri di una corretta navigazione è la migliore arma di difesa dalle insidie del web.

Negli Stati Uniti, il procuratore capo di New York, Andrew Cuomo, avendo promesso il il pugno di ferro contro la pedopornografia, è riuscito a concludere un patto con i tre colossi americani Verizon, Sprint e Time Warner Cable, che si sono impegnati solennemente a bloccare tutti i siti internet rei di diffondere contenuti pedofili.
Nel mirino c'è la rete mondiale Usenet e gli altri siti che propongono immagini o contenuti pornografici che riguardino i minori. L'accordo avrà effetti non solo sulla Grande Mela ma su tutto il territorio americano. Non tutti gli Isp sono però concordi nell'abbandonare il proprio approccio neutrale. Molti rivendicano il diritto alla non responsabilità rispetto a tutto ciò che passa dai loro cavi. Stando così le cose, Cuomo, che ha dichiarato di impegnarsi a trattare anche con altre internet companies, ha ribaduito però che la tolleranza deve essere pari a zero, le responsabilità sono di tutti e non è più concesso chiudere un occhio.

25 giugno 2008
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