Nell'era del www. Il quotidiano rapporto degli italiani con il personal computer

Il 94% delle imprese ha un Pc, e il 28,5% della popolazione naviga quotidianamente in Iternet

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Sono ormai il 94% le aziende italiane che hanno almeno un personal computer e molte lo usano anche per navigare in Internet e gestire le e-mail. La fotografia sulla diffusione dell'Ict nelle imprese con più di 10 addetti è stata scattata dall'Istat, che ha effettuato un'indagine su oltre 11mila realtà produttive nella seconda metà del 2003.
Tra il 2003 e il 2002 il numero di aziende che hanno un Pc è cresciuto dello 0,8%. Cresce anche la quota di imprese che utilizza l'email (76,7%, 1,7 punti percentuali in più rispetto al 2002), la rete Internet (81,5%, +4 punti percentuali) e che è provvista di un sito web (49,6% contro il 47,3% del 2002).
Si va invece riducendo la diffusione delle reti chiuse (Intranet ed Extranet), mentre il modem sempre più spesso cede il passo alla larga banda: in particolare l'xdsl ha raggiunto il 36,7%, registrando un'impennata del 118% rispetto al 2002. L'Isdn, tuttora la tecnologia più diffusa, scende invece dal 54,6% al 45,2%.

Se quasi nessuno può fare a meno di Internet, tuttavia quasi tutti usano la rete per servizi finanziari (per esempio i rapporti con le banche) e molto pochi se ne servono per il commercio elettronico, che quindi ancora non decolla. Nel 2002, infatti, solo il 9,8% delle imprese ha effettuato acquisti online (comunque in crescita di 1,9 punti percentuali sul 2001), per un valore complessivo pari al 2,6% degli acquisti totali. E appena il 4,7% ha venduto online beni e servizi, per un valore complessivo pari al 2% del fatturato totale. Tra i mercati di provenienza dei beni e servizi acquistati via Internet prevale quello nazionale, anche se nell'industria è consistente la quota di acquisti effettuati all'estero.
Molto gettonati (se ne è servito il 66% del totale) sono invece i servizi informativi offerti sui siti web dalla Pubblica Amministrazione, mentre ben il 52% utilizza i servizi di pagamento online offerti dalla P.A.
Tornando alla presenza dei pc, l'Istat afferma che il settore merceologico nel quale si contano meno computer (64,7%) è quello dei ristoranti, bar, mense e fornitura di pasti preparati. A livello di macrosettore, invece, l'industria registra una diffusione maggiore (95%), rispetto ai servizi (93%).

Sono invece, 13,7 milioni gli italiani che navigano su internet: il 28,5% della popolazione.
Il surfer tipo è maschio, giovane, istruito e ha un reddito alto. Questi sono soltanto alcuni dei dati che emergono dalla ricerca 'Internet e tipologie di consumo' realizzata dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel), in collaborazione con l'istituto di ricerca Eurisko.

A collegarsi alla rete, secondo gli analisti dell'Eurisko, è il 35,2% degli uomini contro il 22,4% delle donne, il 57,7% della fascia d'età compresa tra i 14 e i 24 anni e il 48,9% tra i 25 e i 34. A navigare, sono il 74,2% dei laureati e il 46% dei percettori di reddito alto.
Tra chi lavora, si collega a Internet il 39,8%, mentre tra chi non ha un impiego il 20,3%. Se si considerano i lavoratori, la rete raggiunge il 77,8% dei dirigenti o funzionari, il 69,6% degli imprenditori o liberi professionisti, il 60,7% degli impiegati o insegnanti, il 29,5% degli artigiani o commercianti, il 18,9 % degli operai.
Le connessioni 'nostrane' più attive sono quelle da casa, pari al 20,9% delle attivazioni totali; seguono quelle dagli uffici con il 9,3% e da scuola con il 3,2%.
Nonostante i confortanti numeri che ci sottolineano la forte propensione al consumo della rete da parte degli utenti italiani, l'utenza 'made in Italy' rispetto a quella dei nostri vicini europei è in ritardo: in Germania i 'surfer' della rete sono il 60% della popolazione, in Gran Bretagna il 54% ed in Francia il 43%.

Per quanto riguarda la macro area più attiva, in testa c'è il Nord-Ovest, contando il 26,8% dei 'navigatori': in particolare la Liguria (36,7%) e la Lombardia(36,4%) che in termini regionali sono seconde soltanto al Triveneto che detiene la percentuale più alta di connessioni attive, pari al 35,5%. A seguire, in ordine decrescente, abbiamo il Sud e le Isole con il 35,3% delle connessioni nazionali, pari a 3.833 utenti, il Centro con il 19,6% (2.696 utenti) ed il Nord Est (18,4% pari a 2.655 navigatori).

L'uso più comune della rete, affermano gli analisti dell'Eurisko, è quello per ricevere ed inviare email, coprendo rispettivamente il 73% e il 66%; la rete viene utilizzata anche per curiosare (72%), cercare informazioni (56%) o notizie utili per il lavoro (43%), per lo studio o il turismo e per il tempo libero.
Al contrario da quanto rilevato dall'Istat, per Eurisko sono in aumento invece gli utenti che usano la rete per l'ecommerce, ovvero per fare acquisti di qualsiasi genere, infatti se nell'aprile del '99 erano soltanto 360 mila gli avventurieri ad acquistare online, nel novembre del 2003 gli acquirenti multimediali sono diventati più di due milioni, dei quali la maggior parte sono gli abbonati alla banda larga (Adsl).
Per quanto riguarda il fenomeno Adsl c'è da segnalare che il mercato è in una fase di sviluppo. Oggi, la banda larga è circoscritta nelle aree sub-culturali più evolute, ovvero nei centri metropolitani, dove ci sono condizioni socio-economiche migliori. Ciò non toglie che gli utenti ordinari si dichiarano fortemente attratti dall'alta velocità, e il 43% è propenso a fare il salto di qualità, di cui soltanto il 9% è convinto di farlo entro il prossimo anno.

6 maggio 2004
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