Nella cittadina di Erice (TP) Slow Food presenta i 26 prodotti tipici siciliani da preservare

Dall'aglio di Nùbia al Ragusano Dop, i 26 Presìdi siciliani Slow Food, ricchezza dell'Isola

Domenica 27 giugno grazie ad una manifestazione di Slow Food, Erice (TP) diventa il palcoscenico delle ghiottonerie dell'isola Bancarelle aperte per gli acquisti.
Oggi e domani, domenica 27 giugno, Erice (TP) diventa il palcoscenico dei Presìdi Slow food siciliani.
Degustazioni, assaggi, incontri per conoscere il ricco patrimonio enogastronomico siciliano.
Il Mercatino dei Presìdi, nell'ambito della manifestazione "Dolcemente Erice" è aperto oggi dalle 15.30 alle 20 e domenica dall 9.30 alle 20. L'ingresso è libero con possibilità di acquistare i prodotti presso le bancarelle allestite per le suggestive stradine della cittadina.

I 26 Presìdi Slow Food che saranno presenti ad Erice.

Aglio Rosso di Nùbia. Nùbia è una piccola contrada di Paceco, il suo aglio è bianco all'esterno e rosso vivo all'interno e ha sapore intenso.

 

Asino Ragusano. L'asino ragusano ha mantello baio scuro con ventre «di biscia o di cervo», muso grigio a peli rasati, criniera e coda nere, groppa larga e arti robusti. Il latte d'asina può essere utilizzato per l'alimentazione di neonati che soffrono di intolleranze alimentari.

Bottarga di Favignana. La mattanza del tonno è una pratica antichissima, ma oggi rischia di scomparire, perché i pesci diminuiscono di anno in anno. Il tonno si mangia fresco, ma si presta pure alla conservazione sott'olio.

Cappero di Pantelleria e Cappero di Salina. Nelle isole di Salina e Pantelleria il cappero è parte del paesaggio e ha costituito a lungo il fulcro dell'economia. Raccolti a mano e riposti in tini di legno alternati con sale grosso, dopo circa un mese i capperi sono pronti.

Capra Girgentana. E inconfondibile per le lunghissime corna a spirale. Il Presidio lavora per individuare un formaggio di girgentana di alta qualità.

Cuddrireddra di Delia. A Delia, in provincia di Caltanissetta, questa parola dal suono duro indica un dolce buonissimo: un biscotto a forma di bracciale. Rappresenta un'ideale fine pasto magari con i passiti siciliani.

Fava Larga di Leonforte. Le fave larghe di Leonforte sono buone e cuociono facilmente. Quando sono secche si prepara la pasta ccu' i favi a du' munni, la frascatula (una polenta con finocchietti selvatici e farina di fave abbrustolite e di ceci) e altri piatti della tradizione.

Fragolina di Ribera. Pare che le piccole fragole coltivate ancora oggi in quest'area dell'Agrigentino, derivino da piantine portate in Sicilia dai reduci di ritorno dalla Grande Guerra. Molto aromatica, di un colore rosso intenso e delicatissima deve essere consumata entro un giorno dalla raccolta.

Lenticchie di Ustica. Sull'isola crescono le lenticchie più piccole d'Italia. Di colore marrone scuro, tenere e saporite, non hanno bisogno di ammollo e cuociono rapidamente.



Maiorchino
. Uno dei più grandi pecorini d'Italia, sia in senso fisico che qualitativo, adatto a stagionature prolungate. Si produce sui Monti Peloritani lavorando latte crudo di pecora con un'aggiunta di latte di capra.

Mandorle di Noto. Sono tre le varietà: la romana, la pizzuta d'Avola e la fascionello. La mandorla è regina della pasticceria siciliana.

 

Manna delle Madonie. Dalla corteccia dei frassini di Castelbuono e Pollina, nelle Madonie, si ottiene una sostanza azzurrina e resinosa che, esposta al sole, si rapprende trasformandosi nella manna, un dolcificante naturale a basso contenuto di glucosio e fruttosio.

Masculina da magghia. Masculine, ovvero le alici pescate nel golfo di Catania. L'imprigionamento della testa delle alici nelle maglie della rete (da cui il nome da magghia) provoca un dissanguamento naturale che rende il pesce più gustoso e quindi pregiato.

Meloni d'inverno. Il cartucciaro di Paceco ha forma allungata (con l'estremità un po' ricurva) e buccia liscia e gialla; il Purceddu d'Alcamo ha forma ovale e bucciaverde e rugosa. Entrambi hanno polpa bianca e succosa.

Oliva minuta. I comuni di Castell'Umberto e San Salvatore di Fitalia, sono gli unici habitat dove cresce una popolazione rara ed antichissima di oliva: la minuta saracena. L'olio che se ne ottiene è molto delicato.

Pane nero di Castelvetrano. E una pagnotta rotonda, dalla pasta morbida giallo grano. Impastato con due farine - quella di grano biondo siciliano e quella ricavata da un'antica varietà di frumento, la tumminìa, grazie al quale il pane diventa nero -, è dolce, con profumi intensi e aroma di tostato.

Pesche tardive di Leonforte. Le pesche di Leonforte maturano a settembre, ottobre, addirittura a novembre. Chiuse una a una in sacchettini di carta sono protette dai parassiti e dal vento. Hanno una polpa gialla, soda, dolce, dal sapore singolare.

Pesca Tabacchiera dell'Etna. Sui terreni dell'Etna l'abbondanza di acqua e la notevole escursione termica garantiscono pesche di grande qualità. Fra le tante varietà spicca la tabacchiera, inconfondibile per la forma.

Pistacchi di Bronte. Questa varietà cresce sui terreni accidentati e lavici di Bronte e solo qui ha un colore verde smeraldo brillante e un profumo intenso, resinoso, grasso.


Provola dei Nebrodi. Tradizionale caciocavallo prodotto dai casari dei Monti Nebrodi. Il sapore, con la stagionatura, varia dal dolce al piccantino.

Provola delle Madonie. Formaggio vaccino a pasta filata, ha la forma di un fiasco panciuto e una crosta liscia di color giallo paglierino.

Ragusano. Formaggio vaccino a forma parallelepipeda e crosta dorata, è prodotto nella stagione foraggiera, da novembre a maggio, quando i pascoli iblei offrono più di cento varietà di essenze.


Razza Modicana. Razza bovina dal mantello rosso. Brada tutto l'anno come tutte le vacche selvagge dà latte soltanto se, al suo fianco, c'è il vitellino.

Sale marino artigianale di Trapani. Il sale marino artigianale si ottiene lasciando evaporare l'acqua marina all' interno di grandi vasche lungo la costa. Bastano minori quantità per salare.

Suino Nero dei Nebrodi. Sono allevati allo stato semibrado e brado nei boschi di faggi e querce dei Monti Nebrodi. Danno carni straordinarie.

Vastedda del Belice. La vastedda è l'unico formaggio di pecora a pasta filata. È un formaggio da consumare freschissimo, straordinario per fragranza e intensità.

26 giugno 2004
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