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Nella Sicilia di Parmalat

Le preoccupazioni degli allevatori della Sole, dei lavoratori della Emmegi-Santal e di quelli della Ciappazzi

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Il "caso Parmalat", unanimemente riconosciuto come la più grande truffa della storia industriale e finanziaria italiana, ha rivelato quotidianamente fatti, particolari e imbrogli da far rimanere allibiti pure i più navigati giornalisti economici.
Con le ultime ricostruzioni che gli inquirenti hanno avuto da Fausto Tonna, l’ex direttore finanziario in carcere dal 31 dicembre, l’inchiesta si avvia verso una nuova svolta.
La risposta alla più elementare domanda, che chiunque avrebbe potuto porre, "Quanti soldi ha sottratto alla Parmalat la famiglia Tanzi?", è scioccante. La cifra si avvicina ai due miliardi di euro.
L’entità delle "distrazioni di denaro a favore della famiglia Tanzi" è stata quantificata da Tonna e dal contabile Gianfranco Bocchi, richiamati dal carcere nei loro uffici di Collecchio e attivi nella ricostruzione dei conti Bonlat (la discarica del gruppo) e nei "trasferimenti" da e verso Coloniale e Parmatour. Ritrovate nei computer aziendali le schede di 500 società della galassia Parmalat, i due arrestati hanno potuto ricostruire un decennio di prelievi abusivi a favore dei Tanzi o di loro società personali.
Per l’esattezza, la famiglia del ragionier Calisto Tanzi avrebbe beneficiato "di almeno 1,8 miliardi di euro negli ultimi 10 anni": cifra che Tonna considera dimostrabile documentalmente, approssimata per difetto.

Intanto le indagini vanno avanti e i sequestri della Guardia di Finanza continuano a fioccare. Ieri è stata la volta degli atti sui bond per 300 milioni di euro emessi da Parmalat in luglio e ricomprati in novembre nelle banche milanesi Nextra e Morgan Stanley, perquisizioni nelle quali i decreti i magistrati accusano "funzionari da identificare", quindi non ancora indagati, di avere "operato in accordo con esponenti della Parmalat per sostenere i titoli del gruppo pur conoscendone il grave stato di crisi".
Che sarebbero "saltate teste" eccellenti, lo si era ravvisato subito dopo la scoperta dell’imbroglio.
Il supercommissario Enrico Bondi, infatti, avrebbe già avviato lallontanamento di una decina di manager legati alla vecchia gestione. E Parmalat Capital, con le affiliate Food e Dairy holding, domiciliate alle isole Cayman (verso le quali sarebbero state avviate nuove rogatorie), hanno presentato richiesta di amministrazione controllata presso un tribunale di Manhattan.

Intanto in Sicilia
Intanto in Sicilia, regione invischiata in più imbrogli del sig. Tanzi, i tumulti, le inchieste e i dubbi sulle (e delle) aziende imparentate con Parmalat, continuano a susseguirsi.
Ecco, in ordine, quali sono state i fatti che hanno visto l’azienda siciliana facente parte del cast della "più grande truffa della storia industriale e finanziaria italiana"

11 Gennaio 2004
La società Latte Sole, controllata integralmente da Parmalat e che lo scorso anno ha chiuso il primo semestre di bilancio con un utile netto di 685 milioni di euro, ha presentato ricorso al tribunale di Catania contro la chiusura di credito nei suoi confronti, decisa dagli istituti bancari di riferimento che hanno bloccato anche i fidi.
La società contesta la decisione ''unilaterale ed illegale della chiusura delle linee di credito senza che ne ricorrano i motivi''. Contestata anche la scelta delle banche di non concedere alcun preavviso.
Ricordiamo che la Latte Sole opera da circa cinquant'anni in Sicilia e Calabria, con 171 dipendenti diretti ed un indotto di oltre altre 900 persone.
Lavora 86 milioni di litri di latte acquistato in gran parte da produttori siciliani

16 Gennaio 2004
La Latte Sole ha nei confronti degli allevatori della provincia di Ragusa, che in media forniscono all'azienda del gruppo Parmalat  2 mila quintali di latte al giorno, debiti per oltre 6,5 milioni di euro. La stima, fornita dalla Coldiretti di Ragusa, sarebbe relativa al periodo ottobre-dicembre 2003.
Dei 2 mila quintali di latte, 1.400 sono conferiti dagli allevatori associati, il resto da singoli o cooperative di produttori, per un valore giornaliero complessivo di 66 mila euro.
La Coldiretti ragusana ha informato che l'azienda ha pagato a metà dicembre le forniture dello scorso settembre, garantendo il pagamento per le forniture dell’ottobre 2003 a metà gennaio (pagamenti che non sono ancora arrivati).
Gli allevatori sono preoccupati soprattutto per l'atteggiamento delle banche.

19 Gennaio 2004
Il giudice della quarta sezione civile del Tribunale di Catania, Dora Bonifacio, ha rigettato il ricorso dell'azienda catanese "Latte Sole", presentato la scorsa settimana per chiedere la riapertura delle linee di credito bloccate dalle banche.
Gli istituti bancari avevano sospeso i crediti a seguito dello scandalo Parmalat. I dirigenti dell'azienda "Latte Sole" avevano presentato ricorso in quanto la società, controllata da Parmalat, è ritenuta «solida» e presenta dinamici in attivo. Secondo il giudice, infatti, sono condivisibili le richieste della Latte Sole ma il Tribunale non può imporre alle banche di riattivare i fidi perché il caso non è previsto in giurisprudenza e pertanto, spiega, «l' auctoritas di un provvedimento è destinato a restare lettera morta».
"La società ricorrente (la Latte Sole, ndr) - spiega il giudice Dora Bonifacio nel provvedimento - ha infatti chiesto a questo Tribunale di ingiungere alle convenute (le banche, ndr) il ripristino delle linee di credito sospese o revocate in modo asseritamente illegittimo ma una siffatta pronuncia, sia in via cautelare che di merito, è inammissibile nel nostro ordinamento posta la sua incoercibilità e la sua sanzionabilità soltanto attraverso il riconoscimento del danno patito".
Intanto, il commissario straordinario della Parmalat Enrico Bondi "si è detto impegnato" a mantenere l'operatività della Latte Sole. Lo ha affermato il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, a margine del consiglio d'amministrazione di Capitalia, nel quale, ha detto, ha chiesto la riapertura del credito all' azienda. Sulla Latte Sole, ha spiegato Cuffaro, "stiamo lavorando, c'è l'interesse a tenere produttiva l'azienda, non ci sono preoccupazioni".

20 Gennaio
Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una manifestazione di protesta venerdì 23 gennaio, per protestare contro "la decisione di sette banche di chiudere credito e fidi alla Latte Sole", società interamente controllata dal gruppo Parmalat.
I sindacati hanno annunciato un concentramento, alle 9, in piazza della Repubblica da dove partirà un corteo che raggiungerà la sede della prefettura. Una delegazione sarà ricevuta a Palazzo del governo.
Intanto, sebbene l'azienda non abbia ancora ricevuto ordinativi dalla sua committente Santal, gli 82 dipendenti della Emmegi hanno deciso di tornare nello stabilimento di Termini Imerese e continuare la produzione utilizzando le scorte di succo d'arancia rossa, congelate nelle celle frigorifere. "E' la forma di protesta scelta dai lavoratori rientrati nello stabilimento - spiega il segretario provinciale della Flai-Cgil, Vito Ciulla - anche se l'azienda sostiene che prima di continuare la produzione bisogna aspettare che il commissario Bondi faccia chiarezza".
La Emmegi, con i suoi 33 milioni di agrumi trasformati all'anno, rappresenta il 30 per cento della produzione agrumicola della Sicilia.

21 Gennaio 2004
Carlo Prevedini è l'amministratore unico della Latte Sole. Lo ha deciso il commissario straordinario della Parmalat, Enrico Bondi, dopo avere sciolto il Consiglio di amministrazione dell'azienda casearia con stabilimenti a Catania e a Ragusa. Lo ha rivelato il direttore amministrativo dell'azienda, Margherita Grillo, a conclusione di una riunione che si è tenuta nel pomeriggio di oggi a Collecchio con Bondi.
La nomina ad amministratore unico di Carlo Prevedini, 55 anni, è valida per il triennio 2004-2006. Il manager piacentino ha anche avuto mandato, dall' assemblea ordinaria degli azionisti della Latte Sole, "di revocare l' incarico conferito alla Deloitte and Touche" e di "procedere alla nomina di un' altra società di revisione".
Intanto la Cgil, Cisl e Uil, confermano la manifestazione di protesta di venerdì 23 gennaio, a Catania contro la chiusura del credito e dei fidi alla Latte Sole.
Assemblea permanente anche per i lavoratori della Emmegi di Termini Imerese (Palermo) e della Ciappazzi di Terme Vigliatore (Messina), la prima controllata dal gruppo Parmalat, la seconda dalla Cosal Srl, società che fa capo direttamente alla famiglia Tanzi.
Alla Emmegi, dove si trasformano le arance rosse in succo commercializzato col marchio Santal, la produzione è ancora ferma sebbene gli 82 dipendenti abbiamo manifestato l'intenzione di riprendere la lavorazione delle scorte accumulate nelle celle frigorifere. I lavoratori attendono notizie dagli incontri che si susseguono a Collecchio fra il commissario Enrico Bondi e i dirigenti della fabbrica.
Alla Ciappazzi, invece, la produzione è ferma da oltre un anno, dopo che lo stabilimento passò dalla ''Figeria'' di Giuseppe Carrapico alla ''Cosal'' di Calisto Tanzi. Per l'azienda si ipotizza adesso la cessione.

e continua...

22 gennaio 2004
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