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Nelli, Saro, col Piano Giovani attummuliastivu!

Si azzera tutto e si ripete a settembre. Intanto il nuovo bando appena pubblicato è già affondato

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Tra così tanto trambusto, polemicheamaifinire, accuse, difese e giustificazioni a pioggia, classici scaricabarile e "calmi, tranquilli, tuttapposto ora si riparte", nella storia del fallimento del "click day" per il Piano Giovani una certezza, bisogna dirlo, c’è: l’avvio delle azioni giudiziali e stragiudiziali degli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Gabriele La Malfa - che avevano sottolineato l'inadeguatezza del portale informatico e l'illegittimità del metodo di selezione -, per tutelare i diritti dei loro assistiti. Finora sarebbero circa mille i giovani pronti ad adire le vie legali.
"Non si tratta di posizioni di preconcetta ostilità nei confronti della giunta regionale - hanno voluto precisare gli avvogati -. Tutt'altro: invitiamo il governatore ad affiancarci nella nostra battaglia, individuando i responsabili di questo flop e citandoli in giudizio".

Certo che, almeno ammettere che con questo click day, trasformatosi istantaneamente il tilt day per essere infine ricordato come il flop day, è veramente finita a barzelletta sarebbe come minimo doveroso. Non che si risolverebbe nulla, questo è vero, però, se ogni tanto qualche moderno padre di qualche presunta moderna rivoluzione si alzasse in piedi e… "Ok! Vero è! Abbiamo combinato una gigantesca minchiata!"
Ovviamente non ha detto così il governatore Crocetta, ma ha confermato di volere annullare i tirocini formativi e annunciato l'interruzione dei contratti con la ETT e Italia Lavoro. "Indubbiamente questo periodo di Ferragosto non agevola rispetto alle decisioni da assumere, ma voglio tranquillizzare tutti: il click day del 5 agosto non potrà che essere ripetuto a settembre con le stesse o altre modalità, dipenderà dall'affidabilità del software che utilizzeremo", ha detto Crocetta. "I giovani devono sapere che il governo tutela il loro diritto a partecipare e in modo trasparente - ha aggiunto - Su questo la posizione del governo è unitaria, a partire da me e dall'assessore Scilabra". E ha aggiunto: "L'interruzione dei contratti con la Ett e Italia Lavoro per avere gestito in questo modo la selezione, sulla base della carte che abbiamo, mi sembra inevitabile. Ovviamente va rispettato l'iter amministrativo, ma il governo ha subito un danno irreparabile e va gestito il diritto dei giovani".

Il presidente ha infine aggiunto che: "Su eventuali incompatibilità dei dirigenti della Regione rispetto alla gestione del Piano Giovani stiamo effettuando delle ricerche, il mio capo di gabinetto sta acquisendo le informazioni relative alle assunzioni fatte dalle società interessate: non faremo sconti a nessuno". E il riferimento è chiaro all'assunzione della figlia della dirigente della Formazione, Anna Rosa Corsello. "Al di là degli aspetti giuridici legati alla vicenda - ha detto Crocetta - permangono fatti etici che non sono superabili. È inopportuno che parenti prossimi di dirigenti regionali abbiano rapporti di lavoro con società con le quali la pubblica amministrazione intrattiene dei contratti. Ognuno ne tragga automaticamente le dovute conseguenze, poiché in ogni caso tali conseguenze saranno inevitabili in presenza di accertate incompatibilità".

Prole a parte, da parte sua la Corsello, in tempo record, ha pubblicato un nuovo maxi bando sostitutivo. Stop a click day e procedure basate su velocità e fortuna, luce verde ad una maggiore importanza delle aziende nella selezione dei candidati.
Un nuovo avviso che mette insieme le risorse del programma Garanzia giovani con quelle del progetto Piano giovani: in tutto circa 70 milioni di euro per includere non solo la fascia di età dai 25 ai 35 anni ma anche quella che va dai 18 ai 29 anni. 
Insomma, un percorso
 per andare verso una normalizzazione della questione, si potrebbe pensare. Barzellette e figuracce dietro le spalle per andare verso un futuro migliore… Magari!

La polemica, infatti, invece di placarsi si è infuocata ancora di più. Sì perché del nuovo bando pubblicato da Anna Rosa Corsello gli assessori regionali alla Formazione e al Lavoro, Nelli Scilabra e Giuseppe Bruno, hanno detto di non saperne nulla!
"Sconoscevamo l'avviso sui tirocini e ne abbiamo avuto notizia solo dal sito. L'avviso non è altro che una ricognizione delle risorse disponibili con la previsione di un percorso organizzativo peraltro confuso. Sulle modalità di avvio dei tirocini e delle altre misure di Garanzia giovani e del Piano giovani il governo sta ragionando cercando di evitare gli errori commessi in passato". "Da parte nostra - hanno aggiunto - c'è comunque l'impegno di partire a settembre per dare risposte serie ai nostri giovani. Sulle modalità ne discuteremo coi nuovi direttori generali avendo ben chiaro quali sono le responsabilità e i compiti della politica e della burocrazia".

Di conseguenza, la presa di posizione congiunta ha comportato la rimozione del nuovo bando dal sito del Dipartimento lavoro.

Parallelamente a tutto ciò, ma con medesimo punto originario - ossia Piano Giovani e click day - la storia tra la dirigente Corsello e l’ex pm Antonio Ingroia, oggi alla guida della società informatica Sicilia e-Servizi. Quest’ultimo nei giorni scorsi si era detto disponibile a gestire il nuovo bando dei tirocini (quello già bocciato da Scilabra e Bruno). Ebbene, alla disponibilità di Ingroia Corsello ha risposto: "Ingroia continua a rilasciare dichiarazioni in merito alla scelta di questo dipartimento di affidare a società privata l'incarico di personalizzazione del sistema informativo lavoro in uso presso i Centri per l'impiego dell'Isola, sostenendo che la società Sicilia e-Servizi avrebbe potuto realizzare gli interventi necessari. Ciò, nonostante nel corso della riunione svoltasi in data 12 agosto presso la sede di Sicilia e-Servizi sia, inequivocabilmente, emerso che giammai la società avrebbe potuto approntare un sistema di rete nel ristretto tempo a disposizione e per un corrispettivo pari a quello oggetto dell'affidamento alla società ETT". Quindi, nella nota, inviata a Ingroia e subito resa pubblica, la Corsello ha ricordato che "Sicilia e-Servizi , cui è stato ampiamente contestato, nel tempo, il malfunzionamento del sistema la cui manutenzione e gestione era stata affidata dall'amministrazione del Lavoro su corrispettivo di 800 mila euro l'anno, aveva creato gravi disservizi all'atto della messa in liquidazione e che, prima di individuare soluzioni alternative è stato richiesto parere all'Ufficio Legislativo e Legale sulla possibilità di incaricare codesta società senza gara di evidenza pubblica". La Corsello parla quindi di "inadeguatezza gestionale" di Sicilia e Servizi.

Antonio Ingroia, dopo aver "appreso con stupore dalla stampa che una lettera, della dottoressa Corsello, a me indirizzata, è stata resa pubblica prima ancora che mi pervenisse sostanzialmente e formalmente", si è visto "costretto a replicare pubblicamente al maldestro, seppur umanamente comprensibile, tentativo di difendersi dalle critiche sul 'click day', ormai noto in Italia come 'flop day', attaccando me e Sicilia e-Servizi con argomenti pretestuosi, fuorvianti e del tutto infondati". "Innanzitutto - ha detto l’ex pm - non è affatto vero che io abbia mai sostenuto che SieSE potesse sostituirsi alla Ett garantendo gli stessi servizi in tempi più ristretti e con minore dispendio finanziario. Ho sempre sostenuto il contrario, e cioè che se si fosse chiesto l'ausilio di SIeSE certamente non ci sarebbe stato alcun 'flop day', per il semplice fatto che avremmo rilevato in anticipo, come poi abbiamo rilevato a cose fatte quando ci ha incaricato il Presidente Crocetta, che quel progetto era sbagliato e destinato al fallimento".

"Non posso, inoltre, mancare di evidenziare - ha proseguito l'amministratore di Sicilia e-servizi - che anche questa vicenda dimostra in modo palese, unitamente alla temeraria richiesta di 88 milioni di euro dell'ex socio privato di SIeSE, quali siano gli interessi in gioco attorno all'informatica in Sicilia, e come sia importante tenere saldamente nella mano pubblica l'informatica regionale che altrimenti rischia di essere preda dei più disparati interessi privati, più o meno speculativi".

Purtroppo non ci rimane altro che constatare, ancora una volta, che qualsiasi cosa tenti di venir fuori dal gran palazzo della politica siciliana avrà sempre la sua cifra fisiognomica caratteristica in una delle più tipiche espressioni della nostra più cara e indimenticabile coppia comica: "Ciiiicciooooo a schifiu finiuuuuu!!!!"

19 agosto 2014
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