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Nessun caso di Ebola a Lampedusa

Un messaggio allarmante girava su facebook. Era una bufala. Denunciato l'autore del falso allarme

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"Ebola è arrivato: 3 casi a Lampedusa. I medici e gli scienziati temono un’epidemia globale. Condividi, informa anche amici e parenti".
Questo il messaggio inquietante che fino a ieri girava su facebook. Un incubo. Ma subito si è scoperto che l’allarme era falso, la notizia è una bufala.
A rassicurare tutti ci ha pensato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nel corso del Question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione di un deputato della Lega Nord sul virus Ebola: "In Italia ci sono tentativi in corso di procurato allarme. Oggi su internet girava questo tipo di messaggio, una roba allucinante. Questo tipo di informazione è pericolosa per la salute pubblica. Crea un inutile allarmismo nel nostro Paese, dove non è stato riscontrato nessun caso".

Il ministro Lorenzin ha comunque voluto prendere provvedimenti immediati: "Ho già chiamato il ministero dell’Interno - ha spiegato - chiedendo un intervento della Polizia postale perché a questo punto siamo di fronte a procurato allarme".
E con un'indagine rapida, la polizia postale è arrivata all'autore del falso allarme lanciato su facebook per tre casi di Ebola a Lampedusa: un cittadino italiano di 44 anni con precedenti per xenofobia. La polizia informatica lo ha denunciato ed è riuscita a cancellare la falsa notizia da oltre 27mila profili facebook che l'avevano condivisa cancellando anche la macabra fotografia del malato che accompagnava la falsa notizia.
Il ministro Lorenzin, dopo aver ringraziato la polizia postale per la celere operazione ha detto: "Ribadisco che attualmente non esiste alcun rischio da Ebola nel nostro Paese e voglio tranquillizzare in tal senso la popolazione italiana. Invito a cercare le notizie in tema di salute sui canali ufficiali, i soli che diffondono informazioni certificate e corrette".

Il commissario straordinario dell'Asp di Palermo, Antonio Candela, in merito alla notizia falsa, all'Adnkronos Salute ha spiegato: "Non c'è alcun allarme Ebola legato agli sbarchi dei migranti sulle coste siciliane. I controlli che eseguiamo sono rigorosi. Tutti i migranti che sbarcano vengono minuziosamente visitati. E c'è da dire che finora tutti quelli che sono sbarcati a Palermo o a Lampedusa sono stati trovati in condizioni di salute complessivamente buone". "Gli allarmismi sono ingiustificati", ha aggiunto Candela. "Il cordone sanitario è efficiente e la macchina dei controlli medici è ben rodata".

EBOLA, IL PRIMO MALATO IN EUROPA - Si registra intanto il primo caso di Ebola in Europa: un missionario spagnolo che ieri è stato rimpatriato nel suo Paese. Miguel Pajares, 75 anni, stava lavorando in Africa occidentale in un'opera missionaria dell’ordine religioso di San Giovanni di Dio. A quanto riporta la stampa, spagnola e non solo, online, aveva lavorato in Liberia, dove è stato trovato positivo al test dell'Ebola in un ospedale della capitale Monrovia.
Il governo spagnolo ha inviato un aereo dell’aeronautica in Liberia per rimpatriare Miguel Pajares, di fatto il primo paziente positivo al micidiale virus che tocca il suolo europeo. Il sacerdote si è detto molto felice del rimpatrio: "Mi solleva il morale, è fantastico, vale la pena di lottare", ha detto raggiunto telefonicamente dall’emittente spagnola ABC.
L’aereo - un Airbus A310 dell’aeronautica militare - è stato equipaggiato con tutte le misure si sicurezza e personale addestrato. Le autorità spagnole hanno comunque tenuto a precisare che il rischio di contagio è "molto basso".

L’Organizzazione mondiale della Sanità valuta le misure da adottare per fermare l'epidemia, che è già costata la vita ad almeno 900 persone e ne ha infettate oltre 1600 da febbraio a oggi in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone.
Certo, l’allarme nel mondo cresce per il diffondersi del virus. In soli due giorni, dal 2 al 4 agosto, si sono registrati 108 nuovi casi di Ebola e 45 decessi in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone, secondo il bollettino aggiornato dell'Oms.
Più colpita la Sierra Leone, con 691 casi e 286 decessi; seguono Liberia con 516 casi e 282 morti; Guinea (495 contagi e 363 morti) e Nigeria (9 casi e un decesso, anche se oggi il Paese ha comunicato la seconda vittima del virus).

- La febbre emorragica Ebola

7 agosto 2014
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