Niente cemento sulle Eolie

Marcia indietro del Governo regionale siciliano sulla norma di deroga al piano paesistico delle Isole Eolie

Il "Caso Eolie", che in questi giorni ha animato la politica nazionale e la stampa internazionale, ha mosso l'impegno e l'impeto di molte persone.
Si è compreso che il "Caso" è stato permeato da fanfaronate fin dal primo momento, diventando una lente d'ingrandimento sulle incongurenze politiche dell'intera Nazione, e non esclusivamente della Regione siciliana.
Manifestazioni di contarietà e appelli contro la cementificazione dell'arcipelago dell'Eolie, inestimabile tesoro mondiale, sono arrivate veramente da ogni parte, fra gli ultimi l'appello del settimanale regionale siciliano "Centonove", di Messina, lanciato al Commissario di Governo presso la Regione Siciliana, e firmato da diversi personaggi dello spettacolo, della cultura e della politica (leggi qua).

Appelli e manifestazioni che, stando alle notizie di ieri, sembra che abbiano avuto l'effetto sperato. Infatti l'annunciato incontro avvenuto ieri tra  il sottosegretario per i Beni e le attività culturali, Nicola Bono, il ministro Giuliano Urbani, il viceministro per l'economia, Gianfranco Miccichè e l'assessore alla Regione Sicilia, Alessandro Pagano,  ha prodotto la revoca della  norma di deroga al piano paesistico.
"Questa è la cosa su cui noi - ha riferito Nicola Bono - ci siamo personalmente impegnati. Il principio della deroga al piano paesistico poteva essere l'elemento di vulnerabilità di iscrizione delle Eolie nella lista del patrimonio mondiale". "Il fatto stesso - ha concluso Bono - che esista una norma che autorizza la deroga del piano paesistico può determinare il rischio di una procedura di infrazione. Noi abbiamo ottenuto il risultato che volevamo, la revoca della norma".

"La vicenda Eolie è una di quelle in cui purtroppo si prende facilmente di mira la Sicilia. Nella sostanza non c'è Lipari, Grotta dell'Angelo nessuna voglia o volontà di cementificazione. C'è un difetto di tipo formale che stanno vedendo di sistemare. Dal punto di vista sostanziale non esiste nessun problema, lo sapevamo fin dall'inizio", ha sottolineato il vice ministro all'Economia, Gianfranco Miccichè. Miccichè ha spiegato che "è stato fatto un provvedimento assolutamente normale e regolare se si vuole che la Regione siciliana e le Eolie possano vivere. Poi si può anche amare la morte dei territori ma questo è un altro discorso". Il vice ministro dell'Economia ha poi sottolineato che "il governo della Regione aveva comunque dato parere contrario a questa norma votata dall'assemblea. Le prossime mosse saranno quelle del ritiro o dell'impugnazione da parte commissario dello Stato. Verrà ripresentata subito dopo con le formalità in regola".

L'assessore siciliano ai Beni culturali e all'Ambiente e territorio, Pagano, dopo aver ribadito "che non c'era nessuna volontà di cementificare, men che meno una perla come quella delle isole Eolie", ha sottolineato che "questa norma così com'era verrà cancellata". "L'emendamento presentato in aula da parte del parlamento siciliano, che non aveva - ha spiegato Pagano - il parere preventivo da parte del governo, era errato in termini di forma, non di sostanza. Significava che la norma non rispondeva pienamente a quelli che erano i requisiti minimi per evitare gli abusi complessivi". "Per evitare fraintendimenti bisogna dire che con questa norma, così come era scritta - ha continuato Pagano - si dava la possibilità teorica, molto teorica, di andare oltre rispetto a quei singoli casi che invece erano di allargamento delle possibilità che erano legittimo chiedere da parte dei singoli alberghi esistenti".

Lipari e Salina viste da VulcanoLeggittimità e risoluzioni dubbie per Ermete Realacci, Presidente onorario di Legambiente e parlamentare dell'Ulivo, perché se è vero che c'è stato il dietrofront sulla deroga per le nuove costruzioni nell'arcipelago, è pure vero che con un altro emendamento il governo regionale siciliano ha cancellato nuovi vincoli.
Secondo Legambiente un nuovo colpo di spugna del Parlamento siciliano che consente ad almeno duemila proprietari di costruzioni su verde agricolo di trasformare i loro capannoni, semplici magazzini rurali, piccoli opifici anche in disuso in alberghi o ville a uso abitativo. Ma anche in agriturismi e ristoranti. Una deroga che abbatte tutti i vincoli di inedificabilità per le costruzioni sul verde.
Questa norma è frutto di un emendamento che la maggioranza all'Ars ha approvato nella stessa manovra di bilancio in cui ha preso corpo la sanatoria per gli otto alberghi da realizzare tra Lipari e Vulcano in deroga ai vincoli paesaggistici. In questo caso, a godere dei benefici sono i proprietari di qualsiasi fabbricato realizzato "con regolare concessione edilizia". Ebbene, la destinazione attuale potrà essere trasformata in "commerciale o di civile abitazione", ma anche "da civile abitazione a uso ricettivo alberghiero e di ristorazione". Insomma, qualsiasi manufatto potrà diventare un agriturismo, ma anche una villetta o un hotel.
"Differenza non da poco - ha sottolinea Realacci - perché su un terreno di 5 mila metri quadrati si può edificare, al Lipari e Vulcano viste da Salinamassimo, un'abitazione di 50 metri quadrati, mentre se si realizza un capannone a uso produttivo si possono raggiungere i 500 metri quadri".
"Ancora una volta, qualcuno fa disinformazione a discapito della verità, perché i fabbricati sono già realizzati con regolare concessione edilizia" ha ribattuto il vice presidente forzista della Regione, Francesco Cascio.
 
Scoppierà un altro Caso?

29 ottobre 2004
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