Oggi è la Giornata Internazionale della Pace

Nel 2001 l'ONU stabilì il 21 settembre come la giornata in cui tutte le guerre si sarebbero fermate per un giorno

Giornata internazionale della pace ONU : il mondo manifesta
di Carla Amato

Oggi, 21 settembre, giornata internazionale annuale della pace stabilita dalle Nazioni Unite, sia l'ONU che centinaia di organizzazioni non governative del mondo hanno organizzato veglie di preghiera, manifestazioni, concerti ed altre iniziative alcune delle quali molto originali.
Oggi alle 8.30 il segretario generale dell'ONU Kofi Annan suonerà le campane della pace e terrà una dichiarazione.
Tre ambasciatori di pace dell'ONU, Muhammad Ali, Anna Cataldi e Jane Goodall interverranno alla
cerimonia.
E' chiesto in tutto il mondo un minuto di silenzio alle ore 12 ora locale di ogni Paese e, ove possibile, una veglia di preghiera e meditazione della durata di alcune ore.
Da questa notte si tiene una veglia nella Piazza delle Nazioni Unite a New York.
L'incontro - della durata di 24 ore - è una manifestazione spirituale per promuovere la pace e prevenire i conflitti. Analoghe manifestazioni si sono tenute a Central Park, sempre a New York, ed in altre città dei cinque continenti.

In Europa le manifestazioni si terranno oggi a Ginevra - dove l'ONU ha un'altra sede - in Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Francia, Finlandia, Spagna, Germania, Ungheria, Olanda, Portogallo. In Italia saranno a Roma, a cura dei Padri del Sacro Cuore, che distribuiranno una lettera sulla pace e
la giustizia nelle 100 scuole dove insegnano, ed a Torino.
Da segnalare l'iniziativa di Saragozza (Spagna) che coinvolgerà tutte le chiese di diverse fedi in uno scampanare di pace e in vari incontri di dialogo interreligioso presso i luoghi sacri delle diverse confessioni, che saranno tutti aperti per l'occasione. In Finlandia in 68 scuole sarà piantato un albero per la pace alle 12 ora locale, mentre la slovena Federazione donne per la pace, celebrerà come ogni 21 del mese una giornata di preghiera interreligiosa per ricordare le vittime dei recenti atti di violenze e terrorismo pregando che le donne del mondo possano impegnarsi di più per la pace.
Una fiaccolata interreligiosa si tiene nel Downtown Park , nello Stato di Washington. Un servizio interreligioso si è tenuto nella Cappella delle Nazioni Unite a New York. In Texas, nella cittadina di Spring (primavera) sarà letto un auspicio di pace - "Possa la pace prevalere sulla terra" - scritto in Inglese, Arabo, Francese, Spagnolo, Russo, Indù, Giapponese e Cherokee.

La Conferenza d'Africa per la Pace organizza a Cotonou, nel Benin, un incontro incentrato sui giornalisti e gli artisti che abbiano difeso la pace sui media e nell'arte. Nel Vermont l'Accademia della Pace ha organizzato una videoconferenza che coinvolgerà scuole di tutto il mondo.
Iniziative varie anche in New Jersey, Utah , Ohio, New Mexico, Wisconsin, Minnesota e Canada.

Il Coro dei bambini del mondo, che ha sede in Virginia, negli Stati Uniti, unirà le voci dei bambini di più di 80 nazioni del mondo per cantare insieme la promozione della pace nel mondo. Sarà internet a rendere possibile il miracolo dell'unione dei singoli cori, che canteranno simultaneamente.
I partecipanti includono una scuola di 28000 studenti di Lucknow, in India, un gruppo di giovani abitanti di un campo di rifugiati nei territori palestinesi, un gruppo di giovinetti a Nazareth, in Israele, ed un gruppo di indigeni dell'Isola di Pasqua, nel Pacifico.
Il coro - che sarà chiamato "Il coro dei milioni di voci", a causa del numero senza precedenti di bambini e adulti che vi partecipano in tutto il mondo - canterà "We Rise", una canzone scritta dalla cantante americana di origini filippine Gemma subito dopo l'attentato alle torri gemelle di New
York.
Ed a New York con questa canzone si concluderanno gli 11 giorni di unità globale iniziati l'11 settembre, ricordo degli attentati al World Trade Center. Durante le varie manifestazioni, svoltesi in 100 città, è stata firmata pubblicamente una dichiarazione tratta dalla Carta della Terra.
La manifestazione conclusiva si chiama "Le nostre voci, il nostro mondo" e sarà presieduta da Jane Goodall, ambasciatrice di pace ONU, William Schultz, direttore esecutivo di Amnesty International USA, Adotei Akwei, direttore di Amnesty International Africa ed altri prestigiosi testimoni di pace.

Il Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU ha organizzato due giorni fa un dibattito sul tema "Pace attraverso lo sport". I lavori sono stati aperti da Nane Annan, che ha sottolineato come lo sport affermi la vita ed abitui i bambini ad utilizzare le loro energie al meglio insegnando loro a risolvere i conflitti pacificamente con regole condivise. Ciò è vero per tutti i bambini, ma soprattutto per quelli che vivono nell'ombra della guerra e della povertà, è stato detto.
Studenti atleti di Afghanistan, Kosovo e Sierra Leone hanno poi discusso in videoconferenza con colleghi Americani riuniti in un auditorium della sede ONU. Fra gli intervenuti, l'italiana Anna Cataldi, messaggero di pace dell'ONU, e lo sportivo Johan Olav Koss, ambasciatore di buona volontà dell'UNICEF.

Alle 10.00 di oggi si terrà presso la sede delle Nazioni Unite a New York il dibattito della 59° assemblea generale dell'ONU, con un'introduzione di Kofi Annan. Saranno discussi, firmati e ratificati una serie di trattati riguardanti la protezione dei civili durante le guerre.
Doveroso parlare delle vittime di guerra, in un giorno che vuol celebrare la pace, e che cade per giunta nell'anno conclusivo della decade ONU per l'educazione ai diritti umani e nell'ambito della decade (2001- 2010) ONU per la cultura della pace e della non violenza per i bambini del mondo.

Anche perché - a dispetto dell'intento originario della risoluzione ONU che nel 2001 fissò la data del 21 settembre come giornata della pace, e cioè che le guerre di tutto il mondo si fermassero per un giorno - non si fermeranno i 40 conflitti in atto nel globo, di cui quello dell'Iraq coinvolge ben 32 nazioni di tutti i continenti.

Fonte:
Osservatorio sulla Legalità

Oggi, l'orrore è andato in scena ancora una volta. Il copione è lo stesso di altre volte. Un ostaggio, i terroristi mascherati sullo sfondo e un coltello che inferisce sul prigioniero. Un urlo che squarcia le orecchie. Un orrore che offende gli occhi e spezza il cuore.
Oggi sappiamo che il gruppo Tawhid wal Jihad, quello di Abu Musab al Zarqawi, considerato il capo di Al Qaeda in Iraq, è tornato a uccidere.
Ieri in un messaggio su un sito islamico, ha annunciato di aver decapitato l'ostaggio americano Eugene Armstrong, promettendo analoga sorte anche gli altri due occidentali rapiti giovedì a Bagdad, l'americano Jack Hensley e il britannico Kenneth Bigley.
Oggi, la tv del Qatar Al Jazeera, ha annunciato, non confermandone tuttavia l'esistenza, un nuovo video con l'uccisione del secondo ostaggio americano, Jack Hensley.
Oggi sappiamo che, probabilmente, Simona Pari e Simona Torretta, le nostre connazionali prese in ostaggio a Baghdad all'inizio di settembre, non sono nelle mani del gruppo integralista islamico guidato da Abu Musab al Zarqawi. Ma di loro non sappiamo altro
.

Oggi è la giornata della pace, ma questa pace non si vede da nessuna parte.

21 settembre 2004
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