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Palermo, Catania e Messina. Ecco cosa hanno fatto le tre siciliane nell'epifanica giornata

Una a Trieste, l'altra a Firenze, le due siciliane portana a casa la sconfitta. Il Messina in casa fa bella figura

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Palermo rinunciatario
Davide Moscardelli si regala un ricco tredici, vola solitario in testa alla classifica dei marcatori e regala alla Triestina un meritato successo contro quel Palermo che, da settimane, lo corteggia inutilmente anche se spera ancora di prenderlo entro la fine del mese.
Al termine di un pomeriggio gelido, l' Epifania è stata festeggiata solo dai tifosi locali, esaltati da una prestazione determinata e priva di sbavature che ha consentito ai loro beniamini di abbattere, contro ogni pronostico, una corazzata rosanero supponente e raramente propositiva.
Gli alabardati sono scesi in campo decisi a confermare le ottime indicazioni di fine 2003, archiviato con l' impresa corsara di Ascoli. Attilio Tesser ha confermato il modulo che prevede un trequartista dietro le punte (il recuperato Muntasser, protagonista di una prestazione eccellente) ma un problema agli adduttori lo ha privato di Pinzan, consentendo l' esordio in campionato tra i pali di Campagnolo.

A centrocampo ha fatto rientro in campo, Parola in sostituzione del convalescente Aquilani mentre, nelle retrovie, è toccato a Mantovani fare le veci dello squalificato Bega. Silvio Baldini, dal canto suo, ha dovuto rinunciare agli acciaccati Asta ed Atzori con l' ex Ferri nuovamente sulla corsia destra di una difesa completata da Conteh ed Accardi. Solo panchina per Gasbarroni e regia come al solito affidata a Corini.
La prima conclusione arriva al quarto d'ora con un destro di Mutarelli sopra la traversa. Subito dopo, sul fronte opposto, Parola e Godeas si ostacolano su un ghiotto traversone di Marianini. Al 9' il Rocco si infiamma: centro del solito Muntasser, Mantovani allunga di testa per Godeas che realizza una facile rete annullata per un contestatissimo fuorigioco.
Ribaltamento di fronte ed è Toni a girare di poco a lato da buona posizione. Ma è la Triestina a fare la gara con un Palermo troppo rinunciatario. Al 35' ci prova Corini ma la prima frazione si chiude con un miracolo in angolo di Berti su un sinistro di Godeas con tanto di bis, ma in questo caso su un' inzuccata dell' attaccante giuliano, in apertura di ripresa. Al 17' del secondo tempo arriva anche un miracolo di Campagnolo, ingannato dalla fortuita deviazione di Pecorari su un destro di Mutarelli ma abile nel deviare la sfera proprio sulla linea.
Gli ospiti salgono di tono ma, al tempo stesso, si sveglia anche Moscardelli al quale si oppone il solito Berti al 26'. L' estremo difensore ospite non può però fare nulla dieci minuti più tardi, sul tocco decisivo del capocannoniere proveniente dalla C/2: traversone di Godeas da destra, velo di Aquilani e girata risolutrice del romano. Ultimo brivido, al 44', quando Campagnolo si oppone senza troppa difficoltà ad una conclusione disperata di Corini.

Fonte: Giornale di Sicilia

 
Catania, impresa sfiorata
Cuore, generosità e un bel secondo tempo non bastano al Catania per tornare da Firenze con un risultato positivo. I rossazzurri perdono 3-2 con la Fiorentina pagando le sofferenze della prima frazione di gara, in particolare gli ultimi 20 minuti, quando i padroni di casa realizzano le tre reti che decidono la partita.
Le incertezze dei rossazzurri sono figlie della situazione d'emergenza che priva Matricciani e Colantuono di ben quattro titolari - gli infortunati Mascara e Firmani, lo squalificato Grieco e l'indisponibile dell'ultimo minuto, il difensore Stendardo, fermato dall'influenza - e di uno schieramento tattico che inizialmente non ne tiene conto. I due tecnici scelgono di confermare il 4-3-2-1 degli ultimi tempi schierando Zeoli al centro della difesa al posto di Stendardo, Fini, Delvecchio e Del Grosso a centrocampo e il debuttante Berrettoni accanto a Oliveira in appoggio a Sedivec.

Un modulo d'attacco che però espone troppo i catanesi alle offensive della Fiorentina, rilanciata da una campagna acquisti da protagonista e con ben sei degli otto colpi di mercato in campo dal primo minuto: Viali e Savini al centro della difesa, Piangerelli e Fontana a centrocampo con Fantini a sinistra, Vryzas in attacco accanto a Riganò. Il Catania, che parte comunque bene sprecando una occasione più che buona in contropiede con Del Grosso (tiro debole e centrale), fatica a fare filtro a centrocampo, dove lo stesso Del Grosso appare spaesato, subisce la spinta sulle fasce dei fiorentini e stenta anche al centro della difesa, zona in cui Vryzas e Riganò creano non pochi problemi a Terra e Zeoli. Il bomber eoliano spreca di testa dopo due minuti e poi si divora un gol al 14' mandando alto, solo davanti a Squizzi, dopo un fuorigioco non scattato.
L'undici rossazzurro non rinuncia a farsi vedere in avanti non sfruttando al meglio un'altra occasione con Del Grosso, che su cross di Fini invece di servire Oliveira, libero al centro, gira di testa in porta senza creare alcun problema a Cejas. Due minuti dopo la Fiorentina sblocca il risultato con Vryzas, che di testa anticipa Terra raccogliendo una punizione di Fontana e battendo Squizzi: una rete viziata dal fuorigioco di Riganò, che non tocca la palla, ma influisce sull'azione.
Il Catania si disunisce e permette alla Fiorentina di esaltarsi. Al 37', Maggio salta sulla sinistra Giallombardo e serve Vryzas: sulla girata dell'attaccante prelevato dal Perugia c'è Riganò che, sul filo del fuorigioco, raccoglie il pallone e segna facilmente. Prima che si vada negli spogliatoi, i viola riescono addirittura a triplicare. Stavolta è Fusco a sbagliare non intercettando un lungo lancio di Fontana che Fantini addomestica di petto superando poi Squizzi in uscita.

Nella ripresa, Matricciani e Colantuono cambiano modulo passando a un più solido 4-4-2 con Sturba al posto di Sedivec e Berrettoni in attacco con Oliveira. Al 10' Diliso rileva Fusco, in calo dopo le ultime belle prestazioni. La Fiorentina potrebbe realizzare la quarta rete con Comotto, Riganò e Fantini, ma gli uomini di Cavasin peccano di precisione e alla distanza calano subendo l'iniziativa del Catania, che accorcia le distanze con Delvecchio, lesto a battere a porta vuota dopo un tentativo di Sturba, chiuso da Cejas in uscita.
Genevier entra al posto dell'opaco Del Grosso, i rossazzurri insistono e riaprono la partita con Oliveira, preciso nell'insaccare di testa un cross di Diliso dalla destra. Gli etnei, spinti dai numerosi e calorosi tifosi al seguito, sperano ora nella clamorosa rimonta e la sfiorano al 35' con Oliveira, che arriva con un attimo di ritardo sul traversone basso di Berrettoni mancando la spettacolare deviazione di tacco.

Parisi lancia il Messina
Ricomincia con una vittoria il campionato del Messina, che continua la sua scalata alla vetta della classifica sotto la guida di Bortolo Mutti. Con l'Ascoli è stato praticamente un monologo anche se i giallorossi hanno mostrato in più di una occasione qualche pecca in fase difensiva.
I marchigiani hanno fatto subito intendere di mirare alla divisione dei punti e per buona parte della gara sono riusciti a non far nuocere i giallorossi ad esclusione, nel primo tempo, di una fiammata che in tre minuti ha chiamato Micillo al grande intervento su una punizione tagliata di Parisi e di un bolide di Sullo, che ha sfiorato il palo con il portiere marchigiano fuori causa.

Tutte le emozioni nella ripresa: dopo 4' Micillo esce di pugno, tocca il pallone, ma travolge anche Di Napoli. L'arbitro Cruciani concede un generoso calcio di rigore, che Parisi trasforma tra le proteste degli ospiti. L'Ascoli non ci sta, prova a spingere e al 19' giunge al pareggio grazie ad una apertura di Sosa per Antonelli il quale si incunea in area e trafigge Storari con un fortissimo sinistro.
Il Messina si ributta in avanti e al 25' il difensore Parisi compie il suo capolavoro: con una punizione dal vertice destro dell'area taglia un bellissimo pallone che si insacca nel sette. Nel finale il Messina pensa a difendere il risultato, l'Ascoli cerca il pareggio, ma Storari non corre grossi pericoli.

Fonte: La Sicilia

7 gennaio 2004
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