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Per un salvagente 500 euro in più

Presi sei scafisti a Pozzallo. "Per farci salire a bordo venivamo bastonati senza alcun motivo"

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Distanti dal mare, dopo aver viaggiato in condizioni estreme attraverso il deserto, spesso il mare non l’hanno mai visto prima di imbarcarsi sui barconi della "speranza" in partenza dalle coste nordafricane. Molti migranti, dunque, non sanno nuotare ed è proprio su questa loro ulteriore debolezza che gli scafisti puntano per aumentare i propri guadagni. Così per avere un giubbotto salvagente chi si avventura verso la traversata deve pagare di più: 500 euro.
A svelare tale crudele pratica è stata l’indagine della squadra mobile di Ragusa sull’ultimo sbarco che ha portato l’altro ieri a Pozzallo (Ragusa) 500 migranti, a bordo di due imbarcazioni. Il viaggio sarebbe costato tra 5 e i 6 mila dollari a persona, facendo incassare complessivamente ai trafficanti quasi tre milioni di dollari.

Grazie all’indagine e alle preziose testimonianze di chi è sbarcato, la polizia ha arrestato 6 presunti scafisti: un siriano e cinque egiziani.
"Ci hanno caricato su alcune autovetture e portati su una spiaggia sulla cui riva era ormeggiata una piccola imbarcazione, grazie alla quale, a piccoli gruppi, ci hanno trasportato sul natante con il quale, poi, abbiamo iniziato il viaggio verso le coste italiane", ha raccontato uno dei migranti.
"Per farci salire a bordo - prosegue ancora il racconto - venivamo bastonati senza alcun motivo, ma essendo loro armati nessuno poteva ribellarsi. Il natante in questione era un peschereccio con una stiva all'interno nella quale erano state collocate numerose persone, soprattutto le donne e i bambini. Gli uomini, invece, avevano occupato soprattutto la parte superiore". "Durante il viaggio - ha raccontato ancora il testimone - abbiamo mangiato poco.Per lo più distribuivano formaggini, datteri e pane. Per bere, invece, ci veniva fornita acqua piuttosto sporca mentre gli scafisti mangiavano diverse pietanze ed avevano acqua pulita. Solo chi, come me, aveva versato una somma elevata all'organizzazione criminale, aveva diritto ad un giubbotto di salvataggio".

Un altro trafficante, il tunisino Mohamad Ali Zouali, di 24 anni, è stato fermato dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria perché ritenuto lo scafista di un gruppo dei 1789 immigrati soccorsi dalla nave della Marina Militare San Giusto e sbarcati sabato. Zouali, secondo le testimonianze di alcuni migranti, era lo scafista di un barcone di circa 15 metri con a bordo 373 persone. Il viaggio ha avuto inizio dalla costa libica ed i migranti hanno pagato dai 3000 ai 4000 dollari.

Intanto a Catania… - "L’iniziativa del sindaco di Catania, Enzo Bianco di onorare le vittime del naufragio del 13 maggio con una sepoltura dignitosa e un monumento a ricordo è stata da subito condivisa dal mio ufficio, che si è quindi impegnato a concludere al più presto le complesse operazioni volte a rendere possibile, anche in futuro, l’identificazione delle vittime". Questo è quanto ha affermato in una nota il procuratore della Repubblica, Giovanni Salvi, entrando nel merito del caso delle bare dei migranti ancora stipate nell’obitorio del cimitero di Catania e soprattutto precisando che "i nulla osta sono stati rilasciati, l’ultimo il giorno 26 maggio 2014″. "Questo impegno comune - ha aggiunto il procuratore Salvi - si concluderà, come ha assicurato il sindaco, con la tumulazione e l’inaugurazione del monumento, nelle prossime settimane".
Venerdì scorso, il sindaco Enzo Bianco, parlando a margine del convegno Nato e rispondendo ai cronisti che gli chiedevano come mai ancora non fosse avvenuta la sepoltura dei 17 migranti aveva risposto che non era stato ultimato del tutto l’iter: "Non ci è ancora arrivata l’autorizzazione dall’autorità giudiziaria Non c’è nessun problema da parte nostra, stiamo ultimando la realizzazione di una tomba che sarà realizzata dai ragazzi dell’Accademia delle Belle arti e prima della ricorrenza dei Defunti, la tumulazione avverrà in questo monumento che rende omaggio a coloro i quali hanno sofferto in questa condizione".

6 ottobre 2014
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