Potrebbe essere spodestato il ''Re della foresta''. Anche il leone in pericolo d'estinzione

Lo studio del biologo americano L. Frank rivela la grave diminuzione in Africa dei maestosi felini

I leoni sono pericolosamente a rischio di estinzione: fino a vent'anni fa circa 230.000 esemplari scorazzavano nelle savane dell'Africa. Oggi la popolazione felina del continente si è ridotta ad un decimo, appena 23.000 unità. A lanciare l'allarme è Laurence Frank, un biologo della University of California che ha condotto uno studio pubblicato sulla rivista britannica New Scientist nel quale punta il dito contro l'uomo. Sono i bracconieri, i proprietari di ranch e gli allevatori i principali responsabili della decimazione dei maestosi felini. Gli allevatori, in particolare, uccidono i predatori per difendere il proprio bestiame da eventuali attacchi. A questa circostanza, si aggiunge il fatto che i leoni in circolazione sono sempre più malandati: molti di loro covano i sintomi di malattie come l'Aids felino e la tubercolosi bovina.

A condividere la preoccupazione di Frank è Tricia Holford, dell'associazione benefica a tutela della fauna selvatica, Born Free Foundation. Secondo la Holford, la popolazione di 23.000 esemplari è ''spaventosamente piccola'' e causa di questa penuria di felini, i leoni maschi spesso hanno difficoltà a trovare nuove femmine con le quali accoppiarsi. Quelli che invece si accoppiano spesso sono più esposti all'Aids felino o tendono a trasmettere la tubercolosi bovina contratta dalle mucche aggredite. Ma il re della giungla non è il solo predatore a rischio di estinzione. Gli fanno compagnia anche ghepardi e cani selvatici, dei quali sono rimasti rispettivamente 15.000 e poco meno di 5.500 esemplari nel continente nero. Il problema è che nessuno sembra se ne sia accorto. ''La gente è a conoscenza del pericolo di estinzione di elefanti, gorilla e rinoceronti, ma apparentemente è del tutto ignara del fatto che anche la sopravvivenza di questi grandi carnivori è sull'orlo del baratro'', ha dichiarato Frank, sottolineando che ''in Africa non è troppo tardi per salvare la situazione''.

Secondo lo studioso, bisognerebbe prendere ad esempio la Laikipia, regione centrale del Kenya, la quale rappresenta l'unica area dove la fauna selvatica è in aumento. Lì gli allevatori tollerano gli attacchi dei leoni al loro bestiame perchè sono coscienti dell'attrattiva turistica che rappresentano. ''La Laikipia è un laboratorio ideale per studiare cosa succede tra predatori e bestiame e tra uomo e predatori e determinare così i migliori modi per diminuire i conflitti in corso tra di loro'', ha dichiarato Frank.

Fonte: Ansa

8 ottobre 2003
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