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Pranzo di ferragosto

La carriera di un regista può cominciare a sessant'anni. Deliziosa opera prima di Gianni Di Gregorio

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PRANZO DI FERRAGOSTO
di Gianni Di Gregorio

Gianni è un uomo di mezz'età, figlio unico di madre vedova, una nobildonna decaduta che lo tiranneggia sistematicamente, con la quale vive in una vecchia casa nel centro di Roma. L'esistenza di Gianni si trascina tra le faccende domestiche e l'osteria, ma lui non sa che lo aspettano 24 ore tra le più pesanti e infernali mai passate in vita sua. Infatti, alla vigilia di Ferragosto, gli piombano in casa la mamma e la zia di Luigi (l'amministratore di condominio che in cambio dell'ospitalità delle donne gli ha promesso la cancellazione dei debiti contratti negli anni) e la madre di un amico medico che è di turno in ospedale...


Anno 2008 
Nazione Italia
Produzione Matteo Garrone
Distribuzione Fandango
Durata 75'
Regia, Soggetto e Sceneggiatura Gianni  Di Gregorio
Con Valeria De Franciscis, Gianni Di Gregorio, Marina Cacciotti, Maria Calì, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata, Luigi Marchetti, Marcello Ottolenghi, Petre Rosu
Genere Commedia

NOTE DI REGIA

"Figlio unico di madre vedova, ho dovuto misurarmi per lunghi anni, da solo, (moglie e figlie si erano dileguate per istinto di sopravvivenza), con mia madre, personaggio di soverchiante personalità, circondato dal suo mondo. Pur se provato, ho conosciuto e amato la ricchezza, la vitalità e la potenza dell'universo dei 'vecchi'. Ma ho anche visto la loro solitudine e vulnerabilità in un mondo che cammina a passo accelerato senza sapere dove va perché dimentica la sua storia, perde la continuità del tempo, teme la vecchiaia e la morte ignorando che nulla ha valore se non la qualità dei sentimenti. Nell'estate del 2000 realmente l'amministratore del condominio, sapendomi moroso, mi propose di tenere sua madre per le vacanze di ferragosto. In un sussulto di dignità rifiutai, ma da allora mi chiedevo spesso cosa sarebbe potuto succedere se avessi accettato. Questo è il risultato. Per le attrici (...) ho scelto delle signore che non avevano mai recitato, prive di vizi formali, in base alla forza della loro personalità. Durante le riprese mi hanno travolto, la storia cambiava in base ai loro umori ma l'apporto, in termini di spontaneità e verità, è stato determinante. Alcune riprese le ho addirittura rubate. (...) il dottore e l'amico di Trastevere sono realmente miei amici d'infanzia. In quanto a me, ho interpretato il ruolo protagonista perché in fase di preparazione, mentre spiegavo all'equipe che occorreva trovare un uomo di mezz'età, più o meno alcolizzato, che aveva vissuto per anni con la madre, tutti i visi si sono rivolti molto seriamente verso di me. Ho avuto il coraggio perché da ragazzo ho studiato regia ma anche recitazione con Alessandro Fersen"
.

La critica
"Le persone anziane sanno benissimo quale impiccio siano per i parenti, soprattutto d'estate, soprattutto a Ferragosto: quando c'è aria di fuga e di vacanza, ma loro sono lì, inamovibili e spaventate, e sentono l'impazienza degli altri, che vorrebbero liberarsi di loro almeno per un giorno. Poi ci sono anche i vecchi che non ci pensano nemmeno, che ritengono del tutto dovuta un'assoluta devozione filiale, e non importa se a pagarla con la cancellazione della propria vita saranno proprio i figli, vittime acquiescenti e rassegnate. Gianni Di Gregorio, sceneggiatore di Gomorra e autore di Pranzo di Ferragosto, costato 50 mila euro, prodotto da Matteo Garrone, presentato alla Settimana Internazionale della Critica, ha avuto come destino quello di ritrovarsi figlio unico di una madre vedova, molto amata e autoritaria; moglie e figli non hanno resistito, se ne sono andati, lui si è ritrovato solo a misurare il suo invecchiare e la sua solitudine accanto alla vitalità di una donna sempre più vecchia e indomabile. Ha avuto così tutto il tempo per intenerirsi e arrabbiarsi, per approfondire e capire, il mondo di chi deve confrontarsi con la propria vulnerabilità e ribellione, la voglia di vivere e la paura di morire, il senso di esclusione, di cancellazione, di fine, che segna il centellinare dei giorni (...)"
Natalia Aspesi, 'la Repubblica'

"Trascorrere le due giornate in cui si svolge la storia in compagnia di Gianni, la mammà Valeria ultranovenne e le loro anziane ospiti è una vera delizia".
Alessandra Levantesi, 'La Stampa'

"Piccolo, costato la pochezza di 50 mila euro, recitato da attrici non professioniste, e magnifico. (...) Era da 'Memento mori' di Muriel Spark che non incontravamo nonnette così cocciute, tenere, svanite, criticone, golose, capaci di mettere il muso e far capricci per un nonnulla".
Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio'

"Il film, suo malgrado, più ruffiano della 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia si chiama Pranzo di Ferragosto.(...) il film ha una sua grazia e una sua leggerezza, le anziane attrici non professioniste recitano la loro quotidianità (...) La simpatia e il tratto gentile del regista fanno il resto, a disegnare una storia priva di sbavature nella sua semplicità (...). Giusto nella durata, poco più di un’ora, Pranzo di Ferragosto è insomma un divertissement garbato, di per sé tuttavia non sufficiente a spiegare l’enfasi con cui è stato accolto (...) Paradossalmente, Pranzo di Ferragosto ci fa sentire più buoni, ci aiuta a credere che stare con i vecchi sia un piacere, che il nostro cuore italico, riconoscente, batta ancora per loro. Almeno sul grande scherno di un cinema".
Stenio Solinas, 'il Giornale'

Premio 'Luigi de Laurentiis' per la Miglior opera prima alla 23ma Settimana Internazionale della Critica, Mostra di Venezia 2008. Ha ricevuto anche il Premio Francesco Pasinetti (SNGCI) come Miglior film e il Premio Isvema per un film opera prima o seconda.

8 settembre 2008
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