Primi della classe

Sono venticinque giovani, provenienti da tutta Italia, i nuovi Alfieri del Lavoro che ci danno una nuova speranza

Se i membri della classe dirigente di un paese (l'Italia) a domande quali: ''Che cos'è il Darfur?'', o ''Che cos'è la Consob?'', o ancora ''Guantanamo cos'è e dove si trova?'', rispondono rispettivamente: ''Il Darfur è uno stile di vita frenetico'', ''La Consob... Certo è la Consob... Sì è la commissione che controlla...'',
''Guantanamo? Boh. Ah sì è una prigione che si trova in AFAGNISTAN''!, beh non bisogna poi stupirsi se dai test predisposti dall'Invalsi (l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) per sondare la preparazione degli alunni italiani, questi siano risultati dei ''SOMARI''.
Certo, entrambe le circostanze, vere e documentabili, dovrebbero fare parecchio ''attapirare'' (utilizziamo questo neologismo televisivo nella certezza che sia comprensibile a tutti) una popolazione che ha come connazionali Dante, Galilei, Leonardo, Eco, Fo, Fermi e potremmo andare avanti per un bel pezzo, ma purtroppo, abbiamo l'impressione che l'Italia tutta, da quella che siede in Parlamento a quella che siede sui banchi di scuola, quasi quasi accetti di buon grado la possibilità di poter diventare la nazione delle ''pupe e dei secchioni cerebrolesi''.   

Così per snocciolare qualche dato esemplificativo dei risultati del test dell'Invalsi, si viene a sapere che meno di un ragazzino su tre delle scuole medie è stato in grado di calcolare correttamente il perimetro di un semplice triangolo e 2 su 3 non hanno riconosciuto un triangolo rettangolo. Più della metà non è stato capace di individuare il diametro di un cerchio. E che dire, passando all'Italiano, dell'intercalare più usato dai ragazzi? Si scopre che solo un alunno su tre conosce l'esatto significato della parola 'cioè'. Per non parlare di espressioni come 'tener d'occhio' o 'un'utilità notevole' il cui significato resta misterioso per la metà dei ragazzini. E anche un aggettivo come 'perfido' può risultare ostico per un numero considerevole di alunni.
Sarà colpa del loro stile di vita sempre più ''Darfur''?

Fortunatamente però, una ragazza di Mazara del Vallo, nei giorni scorsi è riuscita ad alzare un po' i toni, e chi non vuole accettare di stare andando a finire nel baratro dell'ignoranza comune, può rivolgere lo sguardo verso di lei e pensare: ''Ecco a chi devono andare le sorti dell'Italia''.
La nostra pupilla si chiama Ester Messina e ieri mattina, insieme a ventiquattro suoi eccellentissimi colleghi, è stata premiata dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, come ''Alfiere del Lavoro''.
I ''magnifici venticinque'' si sono diplomati lo scorso mese di luglio e adesso si stanno preparando per costruirsi, e costruire, ''il futuro'' all'università. Essere Alfiere del lavoro significa avere, come si dice in queste occasioni, seguito una carriera scolastica d'eccellenza. Insomma, i superbravi d'Italia. Carla Ansaloni, Marco Antonucci, Manuela Ascani, Silvia Bonati, Francesca Canzani, Alessandra Caporale, Angela Marzia Catania, Riccardo Cenni, Martina Derme, Andrea Falaschetti, Alice Incerti, Michaela Jud, Marco Lazzarini, Dimitri Lorenzani, Ester Messina, Antonella Mongiardo, Natale Panella, Maria Patti, Tereza Pertot, Fabiana Ricci, Valerio Sarritzu, Gianvito Scaringi, Ilaria Torelli, Federico Torturu e Alfio Vicino sono il fiore all'occhiello della scuola italiana. I ragazzi che hanno, tra le mille difficoltà che si incontrano nell'adolescenza, hanno saputo dare il meglio si se stessi. Sono stati segnalati, nei mesi scorsi, dai presidi delle scuole superiori di tutta la penisola: su un totale 103 sono arrivate segnalazioni da 102 province italiane.

Ricevere una tale premio (istituito nel 1961 ''creando un legame ideale fra gli studenti e i Cavalieri del lavoro e come premio per l'impegno e la motivazione dimostrati nello studio e come stimolo al completamento di una brillante formazione universitaria e professionale''), non è per niente un gioco da ragazzi, o meglio, bisogna meritarselo con impegno e volontà e avere un curriculum scolastico d'eccezione: ottimo al diploma di scuola media e 100 centesimi agli esami di Stato. Ma non basta, nel corso dei primi quattro anni di scuola superiore i ragazzi devono avere collezionato pagelle da record, spesso con quasi tutti 10.
Le medie dei voti riportate dai ''fantastici 25'' sono da capogiro: da 9,57 a 9,83. La più brava in assoluto, come accennato, è Ester Messina - diplomata al liceo scientifico statale Ballatore di Mazara del Vallo (TP) - con una media che sfiora la perfezione: 9,83. La ragazza siciliana ha già le idee abbastanza chiare. Ha partecipato ai test di selezione per medicina e Chirurgia presso l'ateneo di Pavia e anche in questa occasione ha dimostrato tutto il suo valore: si è piazzata al cinquantaseiesimo posto, su 200 disponibili, a fronte di oltre mille partecipanti.

Per finire una curiosità... A conferma di quello che quasi tutte le statistiche sulla scuola ci dicono da anni tra i due sessi sono le ragazze a prevalere, sono state 15, infatti, le superbrave.
Consiglieremmo, quindi, alla signora onorevole di Forza Italia, Elisabetta Gardini, per intenderci quella che ha fatto scena muta alla domanda sulla Consob, e quella che giusto ieri ha detto di essersi sentita ''violentata'' dalla presenza del deputato transgender Wladimir Luxuria nel bagno delle donne in Parlamento, di chiedere, se possibile, di farsi dare qualche lezione privata dalle 15, loro sì onorevoli, giovane donne che speriamo, non troppo tardi, possano prendere il posto attualmente occupato dalla signora suddetta (che significa ''detta sopra'' e non chissà quale offesa, signora Gardini!).

28 ottobre 2006
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