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Gli operai ex Fiat di Termini Imerese hanno detto sì al gruppo Metec. Torneranno tutti a lavorare

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L'assemblea degli operai di Fiat e indotto, riunita ieri a Termini Imerese, ha dato il via libera all'accordo raggiunto tra gruppo Metec e sindacati per il rilancio dello stabilimento siciliano, chiuso dal Lingotto tre anni fa. Ora la firma ufficiale al Ministero per lo Sviluppo Economico.

"Grazie al passaggio del sito e di tutti i lavoratori da Fiat a Metec, siamo riusciti a scongiurare i licenziamenti e a gettare le basi per la reindustrializzazione dello stabilimento", hanno detto Gianluca Ficco della Uilm nazionale e Vincenzo Comella, segretario della Uilm di Palermo.
La Uilm ha sottolineato che "l'intesa tecnicamente consta di tre accordi: il primo coinvolge anche le istituzioni e ha natura per così dire programmatica, il secondo riguarda le modalità del passaggio di azienda da Fiat a Metec, il terzo infine apre una mobilità volontaria e incentivata per massimo 130 persone".
"Il sindacato ha fatto e continuerà a fare la sua parte per favorire il progetto di reindustrializzazione di Termini Imerese - hanno concluso i due sindacalisti - affinché esso si realizzi in concreto, però, tutti dovranno fare la loro con altrettanta determinazione: l'impresa effettuando gli investimenti programmati e le istituzioni sostenendoli con l'accordo di programma".

Nel verbale di accordo di tre pagine viene spiegato il progetto industriale di Blutec, newco costituita dal gruppo Metec/Stola, e vengono stabilite le tutele del reddito dei lavoratori coinvolti nel trasferimento del ramo d'azienda (Fiat e Magneti Marelli, circa 760) con le garanzie anche per gli operai dell'indotto (circa 300) e gli impegni delle istituzioni: Stato, Regione siciliana e comune di Termini Imerese. "Il governo - si legge nel verbale di accordo -, vista la rilevanza generale della crisi industriale di Termini Imerese, è impegnato a monitorare costantemente il suo sviluppo. Ciò vale tanto più quando si prospetta una soluzione industriale ritenuta valida".

"L’incredibile tenacia e forza dimostrata in questi 5 anni da tutti i lavoratori di Termini Imerese, hanno permesso di scongiurare, all’ultimo momento utile, i licenziamenti e la chiusura della loro fabbrica". Così il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, e il coordinatore nazionale del settore Auto, Michele De Palma. Con questo accordo, hanno aggiunto, "c’è la possibilità di aprire un nuovo capitolo industriale per tutti i lavoratori di Termini Imerese. L’ipotesi di intesa prevede l’assorbimento di tutti i lavoratori - tranne quelli che sceglieranno la mobilità volontaria incentivata - nella newco Blutec, mantenendo tutti gli attuali diritti e il salario. Inoltre, il Governo, tramite Invitalia, si è fatto garante della capitalizzazione e del piano industriale della newco. Sia Blutec che altre eventuali aziende che vorranno investire nell’area di Termini dovranno attingere al bacino dell’indotto. Si tratta inoltre di un’occasione per il Paese di sviluppare il settore delle auto ecologiche, da cui rischiavamo di rimanere esclusi per la scelta di qualcuno di sviluppare questo progetto solo negli Stati Uniti. Per questo servono politiche pubbliche a sostegno delle auto ecologiche. Ancora una volta - hanno concluso Landini e De Palma - la lotta paga e garantisce la difesa dell’occupazione, dei salari e dei diritti".

Per Ludovico Guercio, segretario Fim Cisl Palermo-Trapani, e Giovanni Scavuzzo, della segreteria provinciale Fim, "di certo non è finita qui. Abbiamo chiesto che continui la ricerca di nuovi investimenti nell’area di Termini Imerese da parte del Mise e della Regione, nonché progetti di formazione per la riqualificazione dei lavoratori di Fiat ed indotto, oltre ovviamente agli ammortizzatori per l’indotto".
"I punti irrinunciabili sono sempre stati la tutela per tutti, operai Fiat e indotto - hanno commentato in aggiunta i segretari di Cisl Sicilia e Cisl Palermo-Trapani, Mimmo Milazzo e Daniela De Luca - e su questo punti ci batteremo fino alla fine, ci auguriamo che si definisca presto la proroga della cassa integrazione straordinaria per i prossimi due anni, per dar tempo così alla Metec di avviare le attività e soprattutto che si concretizzi subito l’accordo di programma quadro per Termini Imerese, non solo per il futuro del sito automobilistico ma quello di tutta l’area industriale, dopo tanti anni di angoscia, bisogna dare certezze ai lavoratori".

[Informazioni tratte da ANSA, Italpress/Sicilia, Lasiciliaweb.it, €conomiaSicilia.com]

- Una nuova stagione industriale per Termini Imerese (Guidasicilia.it, 23/12/14)

24 dicembre 2014
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