Reimpossessarsi dello ''spirito del Natale'' grazie al silenzio e alla quiete dei ''Luoghi di Pace'' del Belpaese

Il Natale non è più quello di una volta, e forse attribuire le colpe a chi nel presepe mette le statuette gay, a chi dice che ''Babbo Natale non esiste'', a chi propone decorazione alternative e di dubbio gusto, non è giusto.
Il Natale si è ''guastato'' perché l'ambiente che ci circonda si è guastato. La frenesia dei tempi, l'inquinamento, la confusione hanno dato la loro parte di ceffoni allo ''spirito natalizio''; il forsennato shopping, l'impegno dedicato solo all'esteriorità di questa festa non sono stati da meno.
Lo spirito delle tradizioni e il loro intimo significato, forse, lo si potrebbe (ri)trovare e (ri)conoscere, allontanandosi per un po' da tutti gli alti livelli di guardia che delimitano le nostre città. Forse per ritrovare l'antico ''spirito del Natale'' si dovrebbe optare per un viaggio (andrebbe bene pure una vacanza) che porti verso l'essenzialità e, ancora forse, nel ''silenzio'', nella ''quiete'' questo si (ri)presenterebbe a noi con il nitore lasciato nell'infanzia.
Lapponia, Norvegia o Polo Nord? Se si può non sarebbe male, ma quiete e silenzio, elementi essenziali per riconciliarsi con la propria spiritualità, possiamo trovarli vicino a noi, anzi vicinissimo...

Per esempio, nel parco del Cilento, in Campania, è stato elaborato un progetto per un'oasi di pace sonora che prevede la tutela delle campane viste come il filo conduttore di un'identità acustica che dura dall'ottavo secolo, cioè dal periodo in cui cominciarono a diffondersi cadenzando ogni attività, battendo un tempo all'inizio non legato al meccanico scorrere delle ore ma alla vita dei campi.
In Sicilia invece, l'esperienza di ascoltare il gocciolio dell'acqua che cade negli ipogei scavati nel quinto secolo avanti Cristo dai prigionieri cartaginesi del tiranno di Agrigento, è sicuramente un'emozione incredibile. Una rete di gallerie drenanti che sbocca nella Kolymbreta, uno straordinario giardino di 5 ettari con i gelsi, i carrubi, gli olivi saraceni, le essenze della macchia mediterranea, proprio nel cuore della Valle dei Templi.
Questi sopra descritti sono solo due dei ''Luoghi di Pace'' segnalati dal Fai, luoghi che, come diceva Goethe: ''sono tra i posti la cui conoscenza ci fa interiormente, profondamente più ricchi''.

Ecco, pensate ad un Natale ascoltando il mulino di Baresi a Roncobello, in Val Brembana, oppure tendendo l'udito verso i suoni tenui dei giardini di Pantelleria, composti da piccoli nuraghi mozzi, coni di due metri che custodiscono il segreto della vita nei luoghi aridi: la rugiada che cola durante la notte sulle pietre all'interno del cerchio, rimaste all'ombra mentre la parte esterna si arroventava al sole, basta a dissetare l'arancio al centro della costruzione; un sistema idrico tradizionale e straordinariamente efficiente.

''Il silenzio attira perché è l'altra faccia della musica: un formidabile catalizzatore di suoni, la pausa che consente alle note di emergere'', spiega Paolo Scarnecchia, direttore artistico di ''Vis Musicae'', la rassegna internazionale del patrimonio musicale e ambientale del Mediterraneo che si svolge in estate sulla Sila piccola. ''John Cage, uno dei compositori più innovativi, è arrivato a teorizzare l'importanza del silenzio costruendo un famoso brano in cui l'assenza di musica è interrotta solo dai colpi di tosse, dai cigolii delle sedie e dagli altri rumori di fondo del pubblico in attesa di un concerto''.
Al silenzio esibito come provocazione concettuale si alterna il silenzio mistico. ''Qui c'è sicura quiete. Resta qui per sempre, o pellegrino. Questa quiete ti farà preservare'', si legge sull'arco del chiostro grande della trecentesca Certosa di Padula, nel Cilento. ''Il 10% di territorio protetto costituisce, nel suo assieme, un oasi di tranquillità'', dice Giuseppe Rossi, direttore di Federparchi. ''Ma abbiamo voluto segnalare alcuni luoghi in cui l'intreccio con una presenza antica crea un effetto particolare''. Come il Gigante Verde, il tratturo che attraversa il Molise ripercorrendo secoli di cammino della cultura della transumanza. Il Plemmirio, il lembo di macchia mediterranea di fronte a Ortigia e all'antica casa siracusana di Pitagora. Il sentiero sul torrente Cilian, in Val d'Aosta, un tratto dell'antica via Franchigena percorsa per secoli dai pellegrini e dagli eserciti. La Valle del Freddo, sul lago d'Iseo, che per un ghiribizzo della natura riproduce, a 360 metri sul livello del mare, essenze floreali e alpine di alta quota.
Insomma da Nord a Sud, nella nostra Italia, grazie ai suoi luoghi di silenzioso suono, tutti noi per queste feste possiamo riconciliarci con il vero spirito del Natale, che in mezzo alla quiete si presenterà a noi come quando con gli occhi pieni di stupore, nel cielo vedevamo una stella cadente, la Cometa...

22 dicembre 2006
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