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Se anche Montalbano emigra...

La Sicilia non ha mai aiutato la produzione della fiction del Commissario Montalbano, quindi i set potrebbero essere spostati in Puglia

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La fiction del Commissario Montalbano oltre ad essere amata e seguitissima da tantissimi italiani, per la Sicilia ed in particolar modo per le province del sud-est è diventato un marchio vincente che, tra il Siracusano e il Ragusano, ha portato una ventata di benessere e di rinascita turistica. I "Luoghi di Montalbano" sono diventati pacchetti turistici amatissimi, che hanno dato la possibilità di scoprire le meravigliose bellezze barocche patrimonio Unesco dell’Umanità nonché le meraviglie gastronomiche, queste ultime spesso presenti nei romanzi di Camilleri e ben visibili negli sceneggiati interpretati da Luca Zingaretti, volto oramai notissimo del ruvido e acuto commissario siciliano.
Insomma, un business vincente e intelligente che però rischia di tramontare, perché il produttore della fiction, Carlo Degli Esposti, stanco di non essere mai stato aiutato dalla Regione Siciliana, ha dichiarato di essere pronto a spostare la remunerativa produzione in Puglia.

Il produttore della Palomar lamenta un'assenza vistosa della Regione: "Da 15 anni non hanno mai contribuito. All'inizio con l'assessore alla cultura Fabio Granata ci intendevamo, siamo andati insieme in Svezia a coinvolgere produttori di lì nella produzione e il turismo da quel paese verso la provincia di Ragusa si è più che centuplicato. Poi più niente. E pensare che la procedura per l'Unesco per la tutela della zona è stata provocata proprio dal Montalbano tv. Insomma - prosegue Degli Esposti - l'attenzione internazionale per quell'area è stata indotta dal successo non solo italiano della fiction".
Il nuovo Montalbano si girerà nel 2015, "ma le location sono importanti anche per scrivere la sceneggiatura. Torre Canne o Otranto non sono così paesaggisticamente diversi da Marina di Ragusa", dice il produttore, sottolineando che la storia, ovviamente, rimarrà siciliana.

Dunque, il commissario non sarà trasferito? "No, alla Puglia non interessa. Piuttosto interessa far lavorare nella troupe maestranze locali". E così Luca Zingaretti potrebbe nuotare nel mar Ionio, ma anche "Il giovane Montalbano" potrebbe finire presto in quelle acque. "Abbiamo appena cominciato le riprese - ribadisce Degli Esposti - ma se le cose non si smuovono, a metà lavorazione trasferisco tutto in Puglia".
A chi gli chiede cosa si aspetta adesso dalla Regione, il produttore risponde di non saperlo, "so che ho fatto con il governatore Crocetta la sala d'attesa più lunga della mia vita. Dalle 11 mi ha ricevuto alle 19. Ma voglio chiarire una cosa: non sono io che sposto Montalbano, eventualmente la sposteranno loro".

Si è detto completamente d'accordo con quanto dichiarato da Carlo degli Esposti, il papà di Montalbano, lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri. "La Regione Siciliana e i suoi governi in questi anni non hanno fatto niente per aiutare o coadiuvare la produzione del Commissario Montalbano. Malgrado l'indotto creato per il turismo dalle riprese cinematografiche, soprattutto nella parte sud orientale dell'Isola", ha dichiarato Camilleri.
"Sappiamo tutti che i turisti arrivati in Sicilia dal resto dell'Italia e dall'estero si sono moltiplicati quando gli episodi di Montalbano sono andati in onda sulla Rai e negli altri Paesi come di recente in Gran Bretagna - ha detto lo scrittore - Sia chiaro tutto questo non mi riguarda direttamente. Io non ho nessun interesse con la produzione di Carlo Degli Esposti ma quello che è giusto è giusto. È corretto che il produttore lanci un appello indicando un'altra regione del nostro meridione che si è detta disponibile ad ospitare le riprese. A me naturalmente dispiace solo per la Sicilia, nel senso del suo governo, che potrebbe perdere un appuntamento importante".

Come è facile immaginare le intenzioni di tresferimento del produttore della Palomar ha messo in allarme i sindaci del Ragusano che non vogliono essere "scippati" di cotanto testimonial di successo. Il commissario straordinario della provincia di Ragusa, Carmela Floreno, ha riunito i soci della Film Commission Ragusa per lanciare l'allarme e li ha esortati "a mettere in campo azioni incisive per bloccare il trasferimento della produzione della fiction che ha dato tanto in termini di presenze turistiche e di visibilità al territorio ibleo". È stato deciso anche di avviare un'interlocuzione con la Regione Siciliana per un confronto con il produttore Carlo degli Esposti.
Per quanto concerne il museo della casa di Montalbano che si vorrebbe realizzare a Noto (Siracusa) è stato deciso "di predisporre una proposta concreta di fattibilità in modo che non si 'delocalizzi' questo strumento ulteriore di promozione turistica e di fare in modo così che si rafforzi l'identificazione di Montalbano con la provincia di Ragusa".

Trova impensabile che si permetti il tresferimento dei set della fiction il deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. "Sarebbe veramente singolare se una produzione di eccellenza del servizio pubblico italiano come il Commissario Montalbano, esportata in tutto il mondo, venisse taroccata con l'ambientazione in un territorio diverso dalla Sicilia. È opportuno che la Rai chiarisca e intervenga". "Dopo i casi di italian sounding, con i prodotti enogastronomici di eccellenza del nostro Paese taroccati all'estero, siamo ora a una sorta di sicilian sounding? Sembra che la casa di produzione abbia chiesto sovvenzioni economiche agli enti locali e si parla addirittura della possibile richiesta di ulteriori tasse ai cittadini, per far rimanere le riprese a Ragusa. Sarebbe grave se una cattiva gestione di questa vicenda finisse per danneggiare, anche economicamente, uno dei prodotti di punta del servizio pubblico, fiore all'occhiello anche nella distribuzione a livello internazionale".

"Sembra una guerra tra ricchi - ha concluso Anzaldi - da una parte un territorio come la Regione autonoma siciliana, famosa per gli sprechi come quello dello scandalo Giacchetto, dall'altra una società di produzione televisiva che ha la fortuna e la capacità di essere presente negli appalti del servizio pubblico e gestisce il suo prodotto di punta, come ha dichiarato il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta in audizione in Vigilanza. Nel mezzo c'è la correttezza dovuta agli spettatori".

E alla fine della fiera parlò anche il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. "Mi spiace sentire queste parole riguardo la fiction Montalbano, non mi ha mai contattato nessuno" ha detto il governatore. "Sono pronto al dialogo e al sostegno. Se hanno parlato con qualche burocrate non del mio gabinetto non so, ma il presidente della Regione sono io e sono disponibile".
Gli ha fatto eco l'assessore regionale al Turismo sport e spettacolo Michela Stancheris: "Sono disponibile al dialogo, ma è chiaro che non posso garantire promesse fatte da qualcuno dei miei predecessori. Ad agosto l'assessorato ha pubblicato un bando destinato alle produzioni che vogliono realizzare fiction in Sicilia ed è chiaro che tutti coloro che sono interessati possono partecipare".

Crocetta però, approfitta del neonato "caso Montalbano" per sferrare un fendente alla Rai: "Ci deve dare 25 milioni di euro e fa saltare la fiction Montalbano? Non facciano i furbi, non accetto contropartite". "E' strano - affonda Crocetta - che questa vicenda esploda proprio quando la Rai chiede un incontro alla Regione siciliana sul contenzioso per la fiction Agrodolce, su cui indaga la magistratura. Sono pronto a denunciare tutto in Parlamento e alla Procura".
Sulla disponibilità dimostrata a caldo, il presidente ha detto: "E' vero però che non è stata presentata alcuna richiesta da parte della Palomar alla Regione siciliana. C'era un appuntamento previsto tra le 16 e le 17 lo scorso 3 aprile ma quel giorno all'Assemblea regionale c'era una seduta straordinaria. Da allora non abbiamo avuto più notizie dalla società, se nel frattempo hanno stretto accordi con la Regione Puglia meglio che lo dicano, per amore della verità". "So che al governo precedente - ha detto infine Crocetta - la Polmar aveva chiesto un contributo di 700 mila euro per potere continuare le riprese in Sicilia, sicuramente non è una cifra indifferente. Comunque Polmar si presenti e ci confronteremo, se poi ha avuto contratti più vantaggiosi dalla Regione Puglia abbia il coraggio di dirlo".

17 settembre 2014
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