Seconda udienza per il sequestro di Denise Pipitone

Piera Maggio: ''Al di là di qualsiasi sentenza io condanno moralmente l'indagata per non aver collaborato con gli organi inquirenti''

Si è tenuta oggi al Tribunale di Marsala l'udienza preliminare sul sequestro di Denise Pipitone, la bambina rapita cinque anni fa a Mazara del Vallo. Gli unici indagati sono Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, e il suo ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, che però deve rispondere solo di false dichiarazioni al Pm.
La madre della piccola, Piera Maggio, prima che iniziasse l'udienza ha detto: "Al di là di qualsiasi sentenza o fatto espresso in sede giudiziale io condanno moralmente l'indagata Jessica Pulizzi e sua madre Anna Corona, per non aver collaborato con gli organi inquirenti". Poi ha sottolineato che "nel caso di persone innocenti, come i sospettati si dichiarano, non è appropriato che si avvalgano della facoltà di non rispondere". "Non posso accettare - ha aggiunto la mamma di Denise, scomparsa il 1 settembre del 2004 - che queste due donne per cinque anni abbiano deliberatamente deciso di non collaborare con la giustizia, senza quindi fare chiarezza sull'intera vicenda. Solo dei mostri avrebbero potuto fare del male alla propria sorellina innocente che neanche li conosceva."

Cominciata l'udienza, il gup Lucia Fontana ha rigettato l'istanza del legale di Jessica Pulizzi, l'avvocato Gioacchino Sbacchi, presentata lo scorso 24 novembre in merito alla competenza a giudicare l'imputata, 22 anni. Secondo il difensore della ragazza, sarebbe competente il Tribunale per i minorenni di Palermo, perché all'epoca del rapimento l'imputata non aveva compiuto diciotto anni. Il gup Lucia Fontana ha deciso che la competenza per la scomparsa di Denise è del tribunale ordinario e non di quello per i minori.
Il reato contestato a Jessica Pulizzi è quello di concorso in sequestro di persone con l'aggravante che si tratta di una minore di 14 anni. Una fattispecie introdotta con il pacchetto sicurezza varato dal governo, fortemente sollecitata da Piera Maggio, e dal suo legale, l'avvocato Giacomo Frazzitta, che prevede una condanna fino a 15 anni di reclusione.
"Rispettiamo le decisioni del giudice anche se non le condividiamo. Questo naturalmente non significa che Jessica sia colpevole",  ha detto l'avvocato Gioacchino Sbacchi. Alla domanda se chiederà riti alternativi l'avvocato Sbacchi ha risposto: "La legge ci consente un termine per decidere e questo tempo ce lo prenderemo tutto".
Il gup di Marsala ha accolto anche la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Piera Maggio e Tony Pipitone, genitori di Denise. Ammessa anche quella del padre naturale della bambina, Piero Pulizzi, genitore anche di Jessica.
Lucia Fontana ha infine aggiornato l'udienza all'8 gennaio prossimo, quando sono previsti la requisitoria del pm Laura Cerroni e l'intervento delle parti civili. Nel corso di una udienza successiva, convocata per l'11 gennaio, il Gup deciderà l'eventuale rinvio a giudizio degli imputati o il non luogo a procedere.

"Sono molto provata, anche se l'udienza è andata bene. Il mio stato d'animo è quello di una mamma che sta per trascorrere il quinto Natale di seguito senza la sua bambina". Queste le parole di Piera Maggio all'uscita dall'aula. La mamma di Denise ha sottolineato, ancora una volta, l'assenza dei due imputati all'udienza: "E' abominevole il non voler collaborare, avvalendosi sempre della facoltà di non rispondere, nel caso di una bambina scomparsa. E' come se non si volesse dare aiuto ad una piccola che per strada chiede aiuto". "Non possono dire gli indagati - ha aggiunto - che non si presentano perché sottoposti al massacro mediatico, perché l'udienza preliminare si svolge a porte chiuse ed è sufficiente che loro chiedano di entrare in tribunale da un ingresso secondario dove non ci sono telecamere e microfoni".
Anche l'avvocato Frazzitta, come Piera Maggio, ha evidenziato l'assenza dei due imputati affermando che "questa non può essere giustificata con il presunto massacro mediatico perché l'udienza si svolge a porte chiuse e loro potrebbero entrare da un altro ingresso". Il legale ha evidenziato che agli atti del processo vi sono intercettazioni telefoniche che "confermano il dominio di Jessica sulla sequestrata anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età dell'imputata".
 
[Informazioni tratte da Ansa, AGI, Repubblica.it]

18 dicembre 2009
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