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Per Crocetta l'essere tra i governatori meno graditi è l'ultimo dei problemi...

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Il governatore giunto penultimo nella classifica del gradimento dei presidenti di Regione (LEGGI) minimizza ("Ho il 46 per cento e sono stato eletto con il 34, non è cambiato nulla"), ma per i suoi avversari politici è il tempo dell'ironia: "Tutto sommato Rosario Crocetta nella graduatoria dei presidenti di Regione è andato bene: ha evitato l'ultimo posto", twitta velenosamente il Pd Antonello Cracolici. "Ma i sostenitori del governo delle riforme che dicono?", aggiunge. I "nominati" sono Davide Faraone, Lino Leanza e Gianpiero D'Alia. E la risposta di quest'ultimo non si fa attendere: "Gli ultimi saranno i primi" twitta l'esponente dell'Udc, aggiungendo una faccina sorridente.

Ma per il presidente tira aria di tempesta. "Crocetta dica al parlamento se ritiene di avere ancora la fiducia di una sempre più presunta e sempre meno reale maggioranza", attaccano i deputati della Lista Musumeci Santi Formica, Gino Ioppolo e lo stesso Musumeci, confermando "l'appoggio del gruppo alle mozioni di censura presentate all'Ars nei confronti dell'assessore regionale Nelli Scilabra dopo il flop del Piano giovani e dell'assessore Roberto Agnello per il fallimento degli accordi in commissione che impedivano la chiusura delle sedi periferiche di Riscossione Sicilia".

"Considerato che nei confronti dell'assessore Scilabra hanno espresso aperto dissenso più di un esponente del partito di Crocetta e che lo stesso avviene con l'assessore Agnello, verso il quale risultano firmatari di una mozione di censura parlamentari del Pd, vorremmo capire se il governatore intenda trincerarsi ancora dietro deboli baluardi di scuse non più plausibili o intenda ridare un minimo di dignità alla sua azione politica facendo partecipe il parlamento di quale sia il perimetro della sua reale e non fittizia maggioranza, rassegnando in caso contrario le dimissioni", concludono i parlamentari.

Critiche dure alle quali si aggiunge il coro di protesta dei sindacati: "Se l'assessore alla Formazione Nelli Scilabra accettasse di farsi da parte come auspicano le opposizioni con l'atto di censura posto nei suoi confronti, certo un timido segnale di cambiamento i siciliani potrebbero coglierlo, ma sullo scranno sacrificale non poteva mancare l'agnello, l'assessore al Bilancio Agnello, mozione di censura anche per lui". dice il segretario denerale dell'Ugl Sicilia Giuseppe Monaco. "Crocetta comunque vadano le cose è condannato all'impotenza - ha aggiunto - schiacciato tra la sua maggioranza che lo vorrebbe fuori, ma non prima di un rimpasto che sazierebbe la fame di poltrone delle fazioni interne ed una opposizione che lo vorrebbe buttare giù, ma non troppo presto, per chissà quale incomprensibile motivo. E mentre la politica gioca il dramma dei siciliani cresce". Monaco auspica "un ultimo atto d'amore estremo, lasciare i lavoratori siciliani liberi di scegliersi un altro Governatore e sperare in un destino diverso da quello a cui Crocetta ha relegato la Sicilia".

Cgil Cisl e Uil puntano il dito sulla Formazione e lanciano un ultimatum: "Ci aspettiamo entro una settimana soluzioni concrete e con tempi certi su tutte le nostre richieste, se cosi non sarà, continueremo a pressare il governo con mobilitazioni e manifestazioni chiedendo a tutte le forze politiche e all'Ars di intervenire su un esecutivo che, finora, non ha mantenuto l'impegno a riformare il settore con le dovute garanzie occupazionali e di reddito per i lavoratori".
Fra le richieste dei sindacati "il pagamento immediato delle retribuzioni arretrate dei lavoratori, lo sblocco della cig in deroga per gli operatori sospesi dagli enti, la soluzione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego". E poi l'avvio immediato della prima e terza annualità dei percorsi di obbligo formativo (IeFP), della terza annualità del Piano Giovani, già in forte ritardo e la strutturazione dei servizi per il lavoro in Sicilia con l'impiego degli ex lavoratori degli sportelli multifunzionali.

"Queste sono le richieste sindacali reiterate da due anni a questa parte e a queste richieste va data risposta immediata. Il governo - concludono - non può continuare a ignorare che i lavoratori della Formazione sono stremati da una grave emergenza sociale che necessita risposte urgenti e concrete alla loro disperazione, per il sindacato confederale è giunto il momento che l'esecutivo regionale dimostri coraggio e capacità amministrative, con scelte che riescano a coniugare le risposte alle emergenza sociale con la indiscussa necessità di ristrutturare e riformare il sistema della Formazione professionale in Sicilia"

[Informazioni tratte da Repubblica/Palermo.it, ANSA, Lasiciliaweb.it]

11 settembre 2014
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