Si avvisano i 6 milioni di visitatori l'anno che la signora Monna Lisa sta poco bene...

Il quadro di Leonardo più conosciuto al mondo, dopo cinque secoli

Il tempo passa, inesorabile e crudele, per tutti, e sembra sia arrivato anche per lei il momento di darsi un'aggiustatina.
Beh, certo essere simbolo di  fascino e bellezza per cinque secoli è una merito di grande rispetto, e che un liftig arrivi dopo 500 anni si può pure perdonare.
Vi chiedete di chi stiamo parlando? Ma della Gioconda di Leonardo da Vinci!

Noi ci scherziamo, ma per i responsabili del Louvre non si tratta esattamente di una burla.
Infatti l'inquietudine è tanta per lo stato di conservazione del quadro più famoso al mondo, che presenta una deformazione.
"Il sottile pannello di pioppo su cui è dipinta questa immagine mitica presenta una deformazione superiore a quella che era stata constatata in precedenza", recita il comunicato stampa emesso la scorsa settimana dal museo parigino.
Gli esperti del Centro del Museo francese per la ricerca e il restauro contano di effettuare approfondite indagini "per capire meglio i materiali con cui è fatta l'opera e valutare lo stato attuale di fragilità... che è particolarmente sensibile alla minima variazione climatica". Per proteggerla dai mutamenti ambientali e dai flash delle macchine fotografiche, "La Gioconda", dipinta da Leonardo fra il 1503 e il 1506, è custodita dietro una lastra di vetro, che però non impedisce che l'opera subisca le ingiurie del tempo.

L'analisi della Gioconda sarà effettuata durante la ristrutturazione della "sala degli Stati", l'ala del museo in cui la tela è esposta.
I lavori nella sala sono previsti a inizio 2005. Ma i visitatori che accorrono al Louvre per contemplare l'enigmatico sorriso della Gioconda non saranno delusi: durante la ristrutturazione delle sale e le analisi scientifiche, il capolavoro sarà comunque accessibile al pubblico. 

L'appalto per la costruzione della nuova vetrina di protezione della Gioconda è stato aggiudicato all'azienda lombarda Goppion, la stessa che ha costruito le vetrine dei gioielli della corona inglese nella Torre di Londra, e il cui laboratorio museotecnico si avvale da anni delle vaste competenze di gruppi di lavoro formati da specialisti in ingegneria meccanica, conservazione preventiva, grafica, illuminotecnica e scenografia.
I principali fattori di degrado di cui essi tengono conto nei loro progetti sono l'umidità relativa, la temperatura, i gas inquinanti, le polveri, i microrganismi e l'illuminazione.
Entro il 2005, l'opera verrà protetta da una vetrina sistemata in una nicchia (2m per 4,5) nella Sala degli Stati. L'allestimento della vetrina e la ristrutturazione della sala, saranno realizzate senza spostare il quadro in modo da rimanere sempre accessibile.

1 maggio 2004
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