Sicilia... alla ribalta al Salone Internazionale del Gusto di Torino

Tantissimi i prodotti tipici nostrani pronti per farsi assaggiare dal palato di tutto il mondo

Sono tutti ospiti a Torino, la cipolla di Giarratana, il limone Interdonato, il caciocavallo palermitano, la lenticchia di Ustica e tanti altri ancora al Salone Internazionale del Gusto 2004.
Piccole produzioni da salvare o da valorizzare, di quel circuito virtuoso che sono i presìdi di Slow Food, fiore all'occhiello del Salone del Gusto che fino a lunedì 25 delizierà palato, odorato e vista di tutti i partecipanti.
La Sicilia più buona sfilerà al Lingotto di Torino con 29 prodotti da salvaguardare, il più alto numero di presidii in Italia sui 199 individuati in tutta la penisola. Nell'elenco ci sono formaggi, legumi, agrumi, ortaggi e dolci, produzioni di nicchia spesso conosciuti solo in ambito locale e che  possono diventare straordinari volani economici e vessilli di difesa del territorio.
Tutti questi prodotti ed altri ancora potranno essere degustati e acquistati negli stand dell'Assessorato Regionale all’Agricoltura e Foreste (Pad. 3, Stand Q1 - Q2 – Q3) dove nello spazio gestito da Slow Food Sicilia, cuochi, gelatieri e pasticceri proporranno alcuni tra i più classici piatti siciliani, i più semplici e popolari e quelli più raffinati, destinati alla tavola della nobiltà.
Insomma, citando Gaetano Basile, "… Mettete la Sicilia a tavola e sfoglierete pagine di storia".

Inoltre sono presenti con uno stand:
L'Ente Parco delle Madonie - Pad. 2, Stand H9
La Provincia Regionale di Enna - Pad. 2, Stand H14
La Provincia Regionale di Palermo - Pad. 2, Stand H15
La Provincia Regionale di Ragusa - Pad. 2, Stand H13

Il Salone del gusto è anche l'occasione per conoscere produzioni di tutto il mondo, incontri a tema (i cosidetti Laboratori del Gusto); ristoranti aperti a chef provenienti da tutta Italia e soprattutto il monumentale convegno Terra Madre, dove 5.000 persone in rappresentanza di migliaia di comunità agricole di tutto il mondo, grazie a una felice intuizione di Carlin Petrini, presidente di Slow Food, dibatteranno su agricoltura e sviluppo sostenibile.

I 29 Presìdi Slow Food siciliani (in ordine alfabetico) presenti al Salone del Gusto
A) Aglio Rosso di Nùbia - Asino Ragusano
B) Bottarga di Favignana
C) Caciocavallo Palermitano - Cappero di Salina - Capra Girgentana - Cipolla di Giarratana - Cuddrireddra di Delia
F) Fava Larga di Leonforte - Fagiolo badda di Polizzi - Fragolina di Ribera
L) Lenticchia di Ustica - Limone Interdonato
M) Maiorchino - Mandarino tardivo di Ciaculli - Mandorle di Noto - Manna delle Madonie - Masculina da magghia - Meloni d'inverno
O) Oliva minuta
P) Pane nero di Castelvetrano - Pesche tardive di Leonforte - Pistacchio di Bronte - Provola dei Nebrodi - Provola delle Madonie
R) Ragusano
S) Sale marino artigianale di Trapani - Suino Nero dei Nebrodi
V) Vastedda del Belìce


TERRA MADRE

Il cibo è il nostro sostentamento, il mezzo attraverso il quale ci procuriamo energia, ma anche un piacere per il palato e, a volte, una forma d'arte. Oggi quello che mangiamo è sempre più frutto dell'industria alimentare che sfrutta produzioni agricole razionali, realizzate utilizzando pesticidi, concimazioni chimiche, sementi geneticamente modificate e tutti i mezzi che la tecnologia ci offre.
Questo panorama, non certo roseo, ci conduce verso un impoverimento delle specie animali e vegetali, accompagnato anche da una perdita di sapori. Per fortuna nel mondo esiste ancora un microcosmo costituito dalle migliaia di agricoltori che lavorano e vivono la loro terra come una madre benigna da cui trarre il meglio, nel rispetto degli equilibri planetari, della qualità dei prodotti, della vita e del lavoro.

Sloow food ha tentato un esperimento promuovendo a Torino dal la manifestazione Terra Madre, aperta ai soli operatori del settore, al margine del salone internazionale del gusto.
A Terra Madre si sono incontrati, cinquemila persone, rappresentanti di un modello sostenibile di produzione e distribuzione del cibo. L'obiettivo è quello di creare un centro di aggregazione, un'occasione di incontro e di condivisione dei saperi e soluzioni per l'agricoltura.
Un programma ricchissimo di laboratori e incontri si è snodato nell'arco dei tre giorni toccando i diversi aspetti dell'agricoltura e dell'allevamento, ma anche del ruolo delle donne all'interno delle comunità rurali, nel convincimento che lo sviluppo del terzo mondo passi anche attraverso la produzione agricola e la conservazione dell'eco-diversità.

Tema centrale della manifestazione è anche la solidarietà tra comunità rurali del pianeta che si concretizza in un sistema di adozioni a distanza, allo scopo di garantite la sopravvivenza di specie animali e vegetali in via di estinzione. Ad esempio, gli allevatori della vacca rossa polacca saranno sostenuti da un produttore di formaggio delle montagne cuneesi, mentre i produttori delle patate andine verranno aiutati da un'industria alimentare astigiana, o, ancora, i coltivatori di vaniglia di Mananara (Madagascar) saranno supportati dal parco regionale del delta del Po.

Dalle pagine del sito ufficiale della manifestazione l'augurio del ministro dell'agricoltura Alemanno:
"Mi auguro che cittadini-consumatori di ogni parte del mondo possano vedere queste immagini (si riferisce all'eco dato dai media alla manifestazione) per maturare la consapevolezza che non può esistere una buona alimentazione senza un'agricoltura forte e radicata nei valori del territorio e della comunità.
Solo da questa consapevolezza può nascere una nuova legittimazione della cultura contadina e dell'economia rurale, come componente irrinunciabile di uno sviluppo sostenibile in tutte le latitudini del nostro pianeta.
Solo Slow Food poteva tentare questo miracolo, a cui siamo orgogliosi di aver contribuito."

G. M.

www.terramadre2004.org

23 ottobre 2004
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