Sono diminuiti nella Rete i siti pedo-pornografici, ma rimane difficile identificare le vittime

Di seguito i dati forniti dal II Rapporto sulla pedo-pornografia di ''Save the children Italia''

Oggi gli "Orchi" hanno meno spazio su Internet, tuttavia è sempre molto difficile identificare le sue vittime: il secondo Rapporto di "Save the children Italia" sulla pedo-pornografia on line, presentato nei giorni scorsi a Roma, invita a una maggiore attenzione all'educazione di ragazzi e adulti sui rischi che le nuove tecnologie possono comportare.

Diminuiscono i siti pedopornografici - Tra il novembre 2002 e il settembre 2004 Stop-It - il progetto di Save the children che si avvale di un sito, al quale si possono inviare segnalazioni anonime di materiale pedo-porno casualmente incontrato in rete - ha ricevuto 4.664 segnalazioni, 203 al mese. Quelle considerate pericolose e "girate" alle autorità competenti sono state 1.553. Le segnalazioni alle autorità registrano una flessione, essendo passate dal 38,96% (sul totale di quelle ricevute) nel primo anno al 29,48% nel secondo; in diminuzione anche le segnalazioni relative a siti residenti in Italia, scese dal 9,7% al 3,8%. Questa tendenza è dovuta, secondo l' organizzazione, a una maggiore attenzione al problema e conseguentemente alle attività di sensibilizzazione e di contrasto.
Poche le vittime identificate - Resta invece aperto il problema dell'individuazione delle piccole vittime, cioè dei bambini le cui immagini circolano infinite volte in rete. Dal 1998 ad oggi sono stati 145.587 i siti web monitorati dalla Polizia Postale, 138 quelli illegali residenti in Italia, 2.273 le perquisizioni effettuate, 115 gli indagati sottoposti a provvedimenti restrittivi ma neanche un bambino ritratto nelle immagini poste sotto sequestro è stato individuato. A livello internazionale, l'Interpol ha raccolto, dal 2001, circa 250.000 immagini pedo-pornografiche; fino ad oggi è riuscita a identificare 300 minori, in 19 paesi. Individuare la vittima, sottolinea il rapporto, significa interrompere l' abuso in corso e offrirle il sostegno necessario.

Il profilo della vittima - Delle 150.000 foto e oltre 400 video che Copine, uno dei più grandi archivi al mondo di immagini pedo-pornografiche, ha passato in rassegna, più della metà rappresenta bambine ritratte in attività sessuali esplicite e soggette a violenze sessuali. Circa il 40% delle bambine e oltre il 50% dei bambini ha un'età compresa fra 9 e 12 anni, il 10% è più piccolo. Nella grande maggioranza dei casi i bambini sono bianchi dai tratti indo-europei. Molto rasi i bambini neri. Nel 2001 Copine stimava in circa due al mese il numero di minori che compaiono in media in rete.
Il ruolo della Rete - Le immagini pedo-pornografiche vengono diffuse attraverso canali commerciali e non-commerciali. I siti pedo-pornografici commerciali sono spesso indicizzati sui motori di ricerca oppure è possibile accedervi attraverso siti pornografici apparentemente legali e pubblicizzati attraverso lo spamming. Esiste poi il canale non commerciale, utilizzato da chi ha come interesse quello di soddisfare le proprie pulsioni sessuali. Il materiale prodotto e diffuso è quasi sempre amatoriale, cioè si tratta di immagini prodotte con strumenti ''artigianali'' in ambienti ''familiari''.

L'adescamento on line - Si calcola che degli oltre 13 milioni di ''navigatori'' italiani, circa 2 milioni e mezzo di bambini, di età compresa fra i 2 e i 13 anni, si connette alla rete. Circa il 90% di giovani, inoltre, possiede un telefono cellulare.
Questa schiera di bambini 'on linè, dunque, invia e riceve sms sul proprio telefonino, chatta con il Pc dalla propria camera, frequenta le communities dove ci si incontra quotidianamente in Internet, e dove spesso vengono richiesti i propri dati personali. È in questa fitta rete di scambi che si può inserire l'abusante, il quale cerca di mettersi in contatto col minore, di guadagnarne la fiducia e costruire con lui un rapporto esclusivo al fine di ottenere un incontro.
Internet: Quale tutela? - Internet è e resta, prima di tutto, un formidabile strumento attraverso il quale i minori possono reperire informazioni, comunicare e dare spazio alla loro creatività. L'approccio più efficace è quindi quello di fornire a bambini e ragazzi un'informazione equilibrata sia sulle opportunità che sui rischi della rete. La responsabilizzazione del minore, la conoscenza e comprensione del rischio rappresentano - conclude il rapporto - la migliore risposta al problema della sicurezza dei minori in rete.  

- Giornata Mondiale per i Diritti dei Bambini

19 novembre 2004
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