Souvenir da Milano...

20 giorni di prognosi per Berlusconi, colpito al viso da un presunto psicolabile, dopo una manifestazione a piazza Duomo

Ha trascorso una notte tranquilla in osservazione all'ospedale San Raffaele di Milano il premier Silvio Berlusconi, ieri ferito al volto da un uomo di 42 anni con problemi psichici.
Il presidente del Consiglio si è svegliato molto presto questa mattina, a quanto si apprende da fonti ospedaliere. Risente del trauma di ieri e ha una forte cefalea, per questo verrà trattenuto ancora un altro giorno al San Raffaele. L'umore del presidente, nonostante il mal di testa, è buono.
"Ha avuto un forte mal di testa per tutta la notte - ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, ospite di Mattino 5 - ma stamattina ha chiesto di poter leggere i quotidiani. Alle 12 ci sarà un bollettino medico".

Il premier è stato colpito ieri sera, intorno alle 18.30, mentre firmava gli autografi al termine del suo comizio in piazza Duomo a Milano. Il presidente del Consiglio, che subito dopo l'aggressione sanguinava copiosamente dal labbro inferiore, è stato portato via dalla piazza in macchina per essere medicato all'ospedale San Raffaele. Il referto medico, diffuso dopo la tac, parla di due otturazioni saltate, un'infrazione all'osso nasale e un labbro spaccato. I medici hanno prescritto 20 giorni di prognosi.
A colpirlo un uomo di 42 anni, Massimo Tartaglia, immediatamente fermato dalla polizia che l'ha sottratto alla folla furiosa. In serata poco prima le 22 è stato formalmente arrestato per lesioni multiple aggravate dalla qualità della persona offesa e dalla premeditazione perché in tasca gli è stato trovato uno spray al peperoncino. Secondo una prima ricostruzione, Tartaglia aveva in mano una statuina del Duomo, lanciata contro il volto del premier. La polizia, dopo averlo portato in Questura, ha perquisito l'appartamento dell'uomo che non ha né precedenti penali né segnalazioni a suo carico alla Digos per legami con gruppi organizzati ed estremisti.  Tartaglia, contrariamente alle notizie diffuse ieri, "non è più in cura presso il Policlinico" del capoluogo lombardo. Lo precisa questa mattina lo stesso ospedale. "A quanto ci risulta - spiegano all'Adnkronos Salute dal Policlinico di Milano - Massimo Tartaglia è stato assistito dai nostri servizi psichiatrici fino al 2003. Da allora non è più un paziente di questo ospedale", assicurano.
Il 42enne si trova ora nel carcere di San Vittore, dove è guardato a vista dagli agenti della polizia penitenziaria. In giornata il procuratore aggiunto Armando Spataro inoltrerà al gip la richiesta di convalida del fermo.

Da ieri sera, il premier ha ricevuto numerose visite tra familiari ed esponenti di governo. Tra i tanti i figli Piersilvio, Marina, Eleonora e Barbara, i ministri Sandro Bondi, Roberto Maroni e Maria Vittoria Brambilla, il fratello Paolo, il presidente del Milan Adriano Galliani, il direttore del Tg4 Emilio Fede, il sindaco di Milano Letizia Moratti. Questa mattina è arrivato il presidente della Camera Gianfranco Fini con il ministro Ignazio La Russa, è in programma anche la visita del presidente del Senato Renato Schifani. E' arrivato stamattina anche Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset.
Un cartello con su scritto 'Presidente Berlusconi auguri di pronta guarigione, gli italiani veri sono sempre con te' è comparso questa mattina davanti al Pronto soccorso del San Raffaele. Mentre continuano ad arrivare senza sosta da ieri sera i messaggi e gli omaggi floreali.

La dinamica dell'accaduto - "È spuntata improvvisamente una mano che stringeva una statuetta. Poi il colpo violento al volto, sulla parte destra, che gli ha spaccato il labbro". È il racconto di Doriano Riparbelli, responsabile dell'organizzazione regionale del Pdl, che si trovava a fianco di Silvio Berlusconi, quando, ieri in piazza Duomo, è stato aggredito da Massimo Tartaglia.
"È accaduto tutto in pochi secondi", spiega Riparbelli che non si capacita ancora di quel che ha visto, di quella scena che in pochi istanti nei fotogrammi di alcune tv ha fatto il giro del mondo. Secondo la ricostruzione di chi ha organizzato il comizio il premier, appena lasciato il palco e prima di salire sull'auto, era stato fermato da uno dei suoi sostenitori che gli ha consegnato alcune foto. Dopo di che l'uomo rivolgendosi al premier: "Aspetta Silvio, ti dò il mio biglietto da visita". Poi altri simpatizzanti. Tutti a urlare "Silvio, Silvio" e a fare a gara per stringergli la mano. "Lui si è spostato di poco - prosegue Riparbelli - e improvvisamente è arrivato un braccio con una mano che stringeva una statuetta del Duomo. L'ha colpito al volto, la parte di destra". Berlusconi si è piegato sulle gambe, ma in un baleno la sua scorta è intervenuta per sostenerlo e portarlo alla macchina. "Quando era già dentro e si stava tamponando il viso con un fazzoletto - continua l'esponente del Pdl - ha aperto la portiera ed è di nuovo uscito dall'auto, probabilmente, è la mia sensazione, per andare da quell'uomo, il suo aggressore, e chiedergli senza alcun rancore il motivo del suo gesto, perchè l'ha fatto". Ma i suoi body guard gli hanno consigliato di rientrare. Poi la corsa al San Raffaele. È entrato sdraiato su una barella "cosciente", con una borsa del ghiaccio sul volto. Subito è stato medicato e, come ha deciso il suo medico personale, il prof. Alberto Zangrillo, è stato sottoposto a una tac: ha subito un "trauma contusivo importante al massiccio facciale - hanno riferito dall'ospedale - con una ferita interna ed esterna al labbro superiore. Due denti, uno dei quali in modo serio, sono fratturati".
E poi l'accertamento diagnostico ha evidenziato una piccola frattura al naso. La prognosi è di 20 giorni. Nonostante sia apparso scosso e abbattuto "sta reagendo con la sua solita tempra", hanno fatto sapere i medici. E, infatti, mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso ha stretto la mano a uno del suo staff. "Sto bene, sto bene", ha esclamato.

Le reazioni e le polemiche - "Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio al quale va la mia personale solidarietà". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha commentato l'aggressione al premier Silvio Berlusconi. Ha voluto poi rilanciare "il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza".
"Io non voglio che ci sia mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza". Antonio Di Pietro ha commentato così all'Adnkronos quanto accaduto a Milano. "Io - ha aggiunto il leader dell'Idv - condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese".
Parole definite "inaccettabili" dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Non si può in alcun modo giustificare un atto di violenza" ha detto. "Si tratta di un gesto gravissimo di fronte al quale tutte le forze politiche hanno il dovere di manifestare una convinta condanna esprimendo solidarietà al presidente del Consiglio".
Condanna "senza se e senza ma" anche dal presidente del Senato, Renato Schifani. "Quello che è accaduto - dice Schifani - deve essere assolutamente condannato senza se e senza ma. Siamo davanti ad un gesto gravisssimo e incivile di intolleranza che offende il popolo italiano e il nostro Paese."
Solidarietà a Berlusconi anche dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani che ha definito "il gesto inqualificabile che va fermamente condannato".
Un atto "intollerabile" per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "La violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma".
Per il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, si è trattato di un "gesto vile". "E' la prima volta nella storia Repubblicana - ha detto Zaia -, che un Presidente del Consiglio è fatto oggetto di questa violenza fisica. Si tratta del vile gesto di un infame''.
Per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, "quello che è successo è frutto del clima di odio che si è creato, si sono fatte manifestazioni contro la persona e non contro la politica. Stiamo a un passo dal baratro, il problema è che talvolta per alcuni il passaggio dalle parole ai fatti non è così lungo". Parole di odio che, sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola "alla lunga si trasformano in fatti. Dovrebbero comprenderlo tutti, soprattutto quei moderati che negli ultimi giorni hanno contributo a demonizzare il presidente Berlusconi, al quale va tutta la mia solidarietà".
Per l'eurodeputato della Lega Nord, Mario Borghezio "l'aggressione non è solo conseguenza del clima di odio, perpetrato dalla sinistra contro il governo e il suo presidente, ma anche e soprattutto dell'impunità assicurata da certa magistratura agli estremisti usi alla violenza come strumento di lotta politica". D'altronde, conclude il ministro degli Esteri, Franco Frattini "a forza di invocare la piazza violenta purtroppo qualche delinquente agisce".

Solidarieta al premier per l'aggressione subita ieri a Milano, anche dal presidente del Pd Rosy Bindi, ma "resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c'è anche Berlusconi, che non può sentirsi la vittima". "Questi gesti - ha aggiunto Rosy Bindi - vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta, però sono spiegabili. Certo, se si continua a dividere questo Paese, alla fine...". "Motivi di esasperazione - prosegue Bindi - ce ne sono molti, legati alla crisi economica che alcuni pagano con prezzi altissimi. La sensazione più diffusa è che non sai più a chi rivolgerti, non sai più chi ti tutela. C'è perfino una rottura in parte creata ad arte del movimento sindacale. E poi c'è uno scontro politico che si porta dietro sicuramente frange estremiste o persone che perdono la testa, ma chi ha più responsabilità fa di tutto per dividere il Paese". "Sbagliano i contestatori, non si disturbano le piazze degli altri, è anche vero che c'è modo e modo per zittire le persone. E anche ieri - insiste Bindi - il premier ha mantenuto toni duri: mancava solo la frase 'e per tutto questo andiamo al voto...'. Le opposizioni sono pronte a reagire se il premier vuole elezioni per cambiare la Costituzione. Berlusconi a Milano non ha fatto altro che confermare il messaggio che siccome lui ha il consenso popolare nessuno lo può fermare".

Oggi vertice in prefettura a Milano presieduto da Maroni -
Sarà il ministro dell'Interno Roberto Maroni a presiedere la riunione che in mattinata si terrà a Milano in prefettura, con il prefetto Gian Valerio Lombardi e il questore Vincenzo Indolfi, per avere "una informativa dettagliata e completa" su quanto accaduto ieri sera in piazza Duomo. L'interrogatorio di Tartaglia domenica sera si è protratto infatti per circa quattro ore, ed è stato condotto direttamente dal procuratore aggiunto Armando Spataro. Intorno alle 3 l'uomo è poi stato condotto nel carcere di San Vittore. Nulla trapela, ovviamente, dallo stretto riserbo degli investigatori, anche perché questa mattina dovranno riferire al ministro Roberto Maroni nel corso di un vertice in Prefettura, ma secondo alcune indiscrezioni quello che preoccupa di più le forze dell'ordine è che, pur trattandosi apparentemente di un gesto isolato, Tartaglia, proprio perché psicolabile, possa essere stato manovrato da qualcun altro.

Massimo Tartaglia, l'aggressore del premier - L'uomo che ha colpito Berlusconi ha reso piena confessione. Il 42enne che ha ferito Silvio Berlusconi non ha dato alcuna giustificazione vera e propria del suo gesto ma ha ammesso di essere il responsabile dell'aggressione al capo del governo.
Massimo Tartaglia, che ha dei problemi mentali, ha spiegato nel suo racconto che era andato al Duomo per assistere al comizio del premier e che se ne era andato quando ancora Berlusconi era sul palco, dissentendo da quello che il presidente del Consiglio stava dicendo. Il grafico 42enne stava raggiungendo la metropolitana quando ha visto la macchina del presidente del Consiglio parcheggiata, ma soprattutto ha sentito le grida di alcuni contestatori che hanno attratto la sua attenzione. A quel punto si è infilato in una strada laterale per tornare indietro e si è trovato davanti Berlusconi a cui ha lanciato il souvenir che aveva comprato poco prima su una bancarella. Tartaglia non ha spiegato i motivi del suo gesto e domenica mentre veniva interrogato in Questura appariva molto frastornato. Gli inquirenti hanno subito indagato sulla rete di conoscenze e sulle frequentazioni dell'aggressore. Accertati infatti i problemi psicologici di Tartaglia, si punta a escludere che l'uomo possa essersi mosso comunque concordemente con altri dato che gli oggetti che aveva con sé, e in particolare uno spray al peperoncino, hanno fatto propendere per il gesto premeditato.
L'uomo è incensurato, e la Digos neppure lo conosce, segno che non appartiene a centri sociali o organizzazioni extraparlamentari. Nessun precedente penale. Solo il ritiro della patente per motivi di viabilità qualche mese fa: nulla di più. Quarantadue anni, abita con i genitori in un'elegante palazzina a Cesano Boscone (Milano); l'aggressore di Silvio Berlusconi è un ingegnere elettronico che lavora nell'azienda del padre, la AL.TE.TEK di Corsico, specializzata nella realizzazione di obliteratrici per autobus. Vota Pd, come tutta la sua famiglia, "ma in casa - assicura il padre Alessandro - nessuno odia Berlusconi. Mai fatto politica attiva", spiega il genitore. "Non ha mai fatto del male a nessuno: è un volontario del WWF".
Dalla dinamica dei fatti, dalla storia dell'aggressore e dalle risposte che l'uomo ha dato agli agenti della Digos, il suo sembra più un gesto isolato, frutto di un disagio psichico piuttosto che un tentativo di aggressione organizzato. Il padre non lo nega: "Massimo è uno psicolabile. Stamane è uscito di casa spiegando che andava da un'amica. 'Non so quando torno', ha detto. Se avessi intuito, l'avrei fatto desistere. Penso che questo episodio sia maturato nel clima negativo che sta montando in Italia. In casa nostra - ha spiegato il genitore - abbiamo sempre commentato quello che succede in politica. Nessuno però, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare".
Per tentare di ricostruire i trascorsi dell'aggressore e tracciarne un profilo mentale meno approssimato, in serata era arrivata nella Questura di Milano anche la psicologa che ha in cura Tartaglia da 10 anni. Una vicina di casa di Massimo Tartaglia ricorda che qualche volta sentiva l'uomo "urlare nel suo appartamento". E quando i poliziotti lo hanno trascinato via dalla piazza dopo l'aggressione, ripeteva: "Non sono io. Io non sono nessuno".
Quindici anni fa, il nome di Massimo Tartaglia era comparso sui giornali interessati a pubblicare le strane invenzioni degli "Archimede di casa nostra". Accanto al nome del futuro aggressore di Berlusconi, comparve la foto dei cosiddetti "Quadri musicali". Coniugando la passione per l'elettronica con il gusto per l'arte astratta, Massimo Tartaglia realizzò dei piccoli quadri che si illuminavano di luce colorata diversa ogni volta che nella stanza in cui erano appesi si ascoltava della musica. A quanto pare, però, l'invenzione finì presto in un cassetto e dei "Quadri musicali" non si sentì più parlare.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it, Repubblica.it, Corriere.it]

14 dicembre 2009
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