Totò Riina chiede ancora con insistenza la revoca del regime carcerario previsto dall'art. 41 bis

L'ex boss di Cosa nostra, Totò Riina, arrestato dai ROS a Palermo il 15 gennaio 1993 dopo 25 anni di latitanza, insiste e chiede l'annullamento del regime carcerario previsto dall'art. 41 bis, già richiesto qualche tempo addietro. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, presieduto da Maria Grazia Moi, ieri è tornato nel carcere di Opera, dove Riina è detenuto, per ascoltare l'interessato alla presenza del sostituto procuratore generale Gustavo Cioppa.
Già l'anno scorso Riina aveva chiesto la revoca del particolare regime che invece era stato prorogato. Ora la sua istanza punta ad ottenere l'annullamento della proroga che scadrà il 15 dicembre prossimo.
Gli avvocati Luca Cianfaroni, Riccardo Donzelli e Valerio Vianello hanno spiegato nella domanda i vari motivi attraverso i quali il loro assistito, condannato a diversi ergastoli, mira a poter avere colloqui con i familiari oltre all'allentamento dei rigori previsti dal 41 bis.
La decisione sarà depositata dal Tribunale entro cinque giorni.

21 ottobre 2006
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