Tra cielo e terra. Storia dell'operaio catanese che andò su, in alto, per difendere la propria dignità

Carmelo Cannavò, operaio catanese da due giorni sopra una gru per protestare contro il suo licenziamento

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Simone, un giovane operaio sposato e padre di due bambini, viene licenziato e allo stesso tempo scopre che la moglie lo tradisce con un sindacalista della sua stessa fabbrica. Disperato, compie un gesto estremo e sale sul tetto della ciminiera. Il suo gesto viene visto come protesta per il licenziamento e la sua vicenda personale diviene un caso nazionale, pronta ad essere strumentalizzata dai rappresentanti delle istituzioni, mentre per la gente comune diventa un emblema della lotta per il riscatto.
Questa E' la trama del film "Né terra, né cielo", del regista Giuseppe Ferlito.

L'operaio Carmelo Cannavò è stato licenziato dall'azienda edile per la quale lavorava. "Poco dopo essere stato assunto ho detto al mio capo settore perché io dovevo fare un lavoro da solo mentre la stessa operazione veniva eseguita in un altro punto del cantiere da due persone. Ho ottenuto una risposta arrogante e allora ho detto che appena sarei stato nominato delegato sindacale avrei messo le carte in tavola. Dopo 40 giorni mi hanno licenziato. E' tutto qui". L'operaio Carmelo Cannavò da due giorni sta protestando sui ferri del braccio di una gru, ad un'altezza di 40 metri. "I tempi della giustizia sono lunghi. Non si può andare per ogni causa dal giudice. Noi combattiamo nei cantieri".
Questa NON E' la trama di un film, ma quello che è realmente successo a Catania...

"Certo da quassù tutto è più bello. Perfino Catania è più bella. Vedo il mare, il porto, lo stadio Massimino, i tetti dei palazzi antichi. Non ho dormito, ho solo riposato qualche ora, non ho mangiato, ho bevuto acqua e succo di frutta".
Da ieri lo vede così il mondo Carmelo Cannavò, carpentiere, rappresentante della Filca Cisl, licenziato dalla ditta edile Saiseb, per insubordinazione, che da piu di 24 ore si trova sulla gru del cantiere da dove è stato licenziato, ad un'altezza di 40 metri.
Carmelo Cannavò non ha intenzione di scendere. "So che in prefettura non è stato raggiunto alcun accordo - dice l'operaio - La mia non è una battaglia personale. Se un'azienda può licenziare il lavoratore come e quando vuole i diritti degli operai vanno a farsi benedire. Io lavoro da oltre 25 anni e so quali sono i miei diritti e i miei doveri".
"Non scendo - ribadisce Cannavò - nè va della mia dignità di operaio che guadagna 1250 euro al mese compresi gli assegni familiari. Sono qui per il futuro dei miei compagni. Solo il sindacato mi è vicino". "Mi chiedo - conclude - dove siano le istituzioni. Dov'è il sindaco Scapagnini? Dov'è l'arcivescovo salvatore delle anime? E dov'è il rettore Latteri che quest'anno è passato da Forza Italia al Centrosinistra candidandosi alle Europee? Ringrazio comunque tutti per la solidarietà".

Carmelo Cannavò prima di essere assunto alla Saiseb, il 15 giugno scorso, lavorava alla Pizzarotti, una grossa impresa edile, e prima ancora ha lavorato con l'impresa dei fratelli Costanzo per 22 anni. Cannavò ha una figlia di 13 anni che frequenta la seconda media ed un'altra di 16 che è al secondo anno dell'istituto commerciale. La moglie Angela Pavone, 41 anni, da ieri si trova alla base della gru e guarda in alto il marito. Lì sotto c'è anche la sorella dell'operaio Margherita, 42 anni. Entrambi stanno col fiato sospeso sperando che il congiunto scenda e non rischi la vita.

"Ho fatto un tentativo di mediazione, finito male. L'azienda non è disposta a spostarsi di un millimetro. Se ritiene che il suo licenziamento sia illegale, perchè non si è rivolto ad un giudice?". Lo ha affermato il Prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri Peluso, che stamane in Prefettura ha ricevuto rappresentanti dell' azienda e dei sindacati per esaminare la vicenda. La riunione non è servita, però, a far ritirare il licenziamento. "L'azienda è disponibile ad assumere eventuali altri esponenti sindacali - ha aggiunto il Prefetto - ma sulla persona non hanno nessuna intenzione di recedere perchè hanno ravvisato dei gravi comportamenti diciplinari. Non c'è niente da fare, i miei spazi d' intervento sono questi".

Intanto i colleghi di Carmelo Cannavò, hanno occupato simbolicamente il cantiere edile per solidarietà. I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un sit sotto alla gru.
Il cantiere è stato aperto per seguire un "serpentone" di palazzine, una alta nove piani le altre 4 o 5, che ospiteranno reparti del Policlinico universitario. L'ente che ha bandito la gara d'appalto è l'Università catanese. I lavori sono stati aggiudicati alla ditta romana Saiseb per un importo di 36 milioni di euro. La Saiseb ha anche un ufficio a Palermo.

4 agosto 2004
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