Ufficio Pensioni di Invalidità di Palermo: un luogo reale che sembra uscito dalla penna di Kafka

L'invalidità dell'Ufficio pensioni di Invalidità di Palermo. Migliaia di fascicoli bloccati da mesi

Ecco dove un novello Kafka potrebbe ambientare oggi un suo romanzo a Palermo.
1.300 pratiche ogni 30 giorni. 26 persone a protocollare con ritmi da catena di montaggio. Un ufficio traboccante di fascicoli. Uno sportello assaltato dalle persone. Un telefono che squilla incessantemente.
Queste immagini kafkiane si possono trovare in via Archimede a Palermo, dove è sito l'ufficio pensioni di Invalidità della prefettura, sportello cerniera tra l'Azienda Usl e l'Inps.
La prima (Azienda Usl) si occupa di controllare lo stato di malattia del cittadino. Il secondo (Inps) concede l'assegno.
Tra il certificato della commissione medica dell'Asl e l'ufficio pensioni Invalidità dell'Inps c'è la Prefettura, che riceve le richieste dell'Asl, le istruisce, le ordina secondo i protocolli e le invia all'Inps.
Questo passaggio è agevole come il collo di un imbuto.
 
Sono quattro i contributi che possono spettare agli invalidi:
- la pensione di invalidità (per chi ha handicap al 100%)
- l'assegno (per chi ha un'invalidità solo parziale)
- l'indennità di accompagnamento (che si può cumulare alla pensione per chi è invalido al 100% e ha bisogno di un aiuto).
Infine le rate per vedove o vedovi, cioè quella somma che era stata riconosciuta all'invalido prima della morte e non era stata riscossa in vita.

Oggi, Luglio 2004, in quell'ufficio c'è un arretrato di due mesi e mezzo.
Il responsabile dell'ufficio della Prefettura, Giovanni Falletta, si mostra comunque ottimista e spera che entro i primi giorni di settembre ogni accumulo sarà smaltito.
Da gennaio ad aprile sono state evase circa ottomila pratiche, cioè tutte quelle che giacevano, da settembre dello scorso anno. Quest'anno, cioè, in quattro mesi sono riusciti a fare il lavoro fino al 2003, lavoro che  non si riusciva a portare a compimento in un anno. Tutto perché il sistema di trasmissione di pratiche - dalla prefettura all'Inps - è cambiato a partire da gennaio 2004.

Fino al 2003 i fascicoli passavano via cavo con un sistema informatico che spesso si ingolfava e che non garantiva la celerità necessaria. Oggi la maggior parte delle pratiche vengono trasferite con corriere - spiegano dalla prefettura. E da qualche settimana è stato installato in prefettura un software per preparare i decreti. Con il computer si manda avanti circa l'80% del carico di lavoro, il sistema informatico prepara anche una scheda di presentazione con tutti i dati dell'invalido. Il modulo arriva all'Inps e serve per accelerare le procedure di pagamento. A questi supporti tecnologici la prefettura ha aggiunto un rinforzo di lavoranti. L'ufficio protocollo è passato da uno a cinque impiegati. Mentre l'ufficio pensioni di invalidità è passato negli ultimi mesi da 17 dipendenti a 26. "Questo dovrebbe consentire -secondo le previsioni di Falletta di istruire una pratica nel giro di 25 giorni, malgrado oggi, la legge consenta ai nostri uffici ben 180 giorni".

"Nel corso degli anni il carico di lavoro – afferma Falletta- è aumentato notevolmente. Il nostro ufficio ha registrato un incremento del 60% dei decreti con cui si concede l'indennità di accompagnamento. La mole di lavoro complessivamente è aumentata vertiginosamente. Basti pensare che nel '95 c'erano circa novemila pratiche in un anno. Oggi ce ne sono circa quindicimila. Trend legato all'aumento della vita media".
          
Il Labirito nei dettagli
Invalidità: come chiedere una pensione.
Il percorso burocratico prevede una richiesta da parte della commissione medica della Usl. Il soggetto che ritiene di essere invalido e per questo di poter percepire un contributo deve rivolgersi alla segreteria della commissione medica dell'Asl, in via Salvatore Meccio.
La commissione controlla lo stato di salute o malattia della persona. Poi redige un referto che trasmette alla prefettura. L'ufficio competente della prefettura è lo sportello pensioni di invalidità, in via Archimede.
Dopo l'istruzione della pratica, la prefettura inoltra il decreto di concessione del sussidio all'Inps, che provvederà a pagare. La prefettura invia all'Inps una scheda dell'utente in cui sono contenuti i dati anagrafici dell'invalido, del coniuge, del delegato (se l'invalido volesse delegare qualcuno) a riscuotere la pensione, infine dell'ufficio postale o del conto corrente bancario dove l'Inps depositerà la somma.
Per chiarimenti o informazioni all'Inps, bisogna rivolgersi agli uffici di via Laurana.

22 luglio 2004
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