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Un modo per tagliare le tasse? Farne delle nuove (???) Ora ci vogliono fare pagare le S.S.

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STRADE STATALI: VALANGA DI NO SU IPOTESI PEDAGGI
Il governo annuncia in finanziaria nuovi pedaggi su 1.500 chilometri di strade e autostrade, per ricavare 3 miliardi di introiti, ed è subito valanga di no.
Da parte dei consumatori e dalle file dell'opposizione, ma non solo, l'idea trova un muro anche tra gli alleati della Lega che annunciano battaglia a colpi di emendamenti.

''E' una vergogna'' tuonano le associazioni in difesa degli utenti, calcolando un balzello ulteriore da 150 euro a famiglia. Le statali sono già pagate dai cittadini, puntualizza Ugo Parolo, del Carroccio. Ma l'esecutivo sembra avere questa volta le idee chiare.
Il Comma 19 della bozza di Finanziaria indica già le 5 arterie 'papabili': ''869 chilometri di rete autostradale sulla quale gli utenti transitano a titolo gratuito'', gestiti direttamente dall'Anas, oltre ai 20.590 chilometri di strade.
E sono: il Grande raccordo anulare di Roma; la Roma-Fiumicino; la A3 Salerno-Reggio Calabria; la A19 Palermo-Catania; la A29 Palermo-Mazara del Vallo.

Il ministro dell'Economia, Siniscalco, attribuisce caratteristiche autostradali a collegamenti che attualmente non lo sono, come il Gra, o la Roma-Fiumicino. Inoltre, sancisce la fine delle autostrade gratuite nel Mezzogiorno, annunciando il pedaggio non solo per la Salerno-Reggio Calabria, ma anche per le autostrade siciliane a scorrimento veloce, come la A29 e la A19.
In realtà, quella di mettere a pagamento le maggiori strade, in particolare quelle nelle zone intorno ai grandi centri urbani, è una linea già intrapresa da altri governi, ad esempio quello britannico. Dal capitolo, Siniscalco conta di ricavare introiti per 3 miliardi di euro, applicando il modello Autostrade; se ''si assume una concessione quarantennale analoga a quella del gruppo Autostrade con un ricavo medio da pedaggio per chilometri pari a circa 0,68, ipotizzando un rendimento del capitale investito per la società acquirente intorno al 7,5%'', puntualizza il ministro senza indicare i tempi.

La fine delle autostrade gratis per il Sud era già stata prospettata dallo stesso ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, sollevando le proteste dei consumatori e degli operatori turistici. E nel Libro Bianco 2003 dell'Anas, il totale dei chilometri papabili per la messa a reddito, ammonta a 1.200. Secondo la spa delle strade, i pedaggiamenti potrebbero riguardare la E45 Orte-Cesena, la Salerno-Reggio Calabria, lo stesso Gra di Roma una volta che sia stata realizzata la terza corsia; il collegamento Roma-Fiumicino nel tratto gestito dall'Anas. E poi anche qui sono prese di mira le arterie siciliane, una volta terminato il loro ammodernamento: Palermo-Catania; Palermo-Mazara del Vallo; la Alcamo-Trapani; la Catania- Siracusa che però è ancora in costruzione. All'elenco vanno aggiunte la Torino-Caselle, la tratta ferrarese Campogalliano- Sassuolo, la Asti-Cuneo. Ma i consumatori non intendono farsene una ragione.

''E' una vergogna - replica l'Intesa dei Consumatori - per un Governo che ha vinto le elezioni con lo slogan elettorale 'meno tasse per tutti', prevedere ulteriori tassazioni indirette facendo pagare l'ennesimo balzello''. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno fatto due conti: le strade, dicono, sono ''già finanziate dal costo di manutenzione delle auto, visto che ogni famiglia italiana paga 239,5 euro al mese, ossia 2.875 euro l'anno di tasse e imposte per i trasporti su strada, versando la ragguardevole somma complessiva di ben 57,5 miliardi di euro l'anno''.
La via del pedaggio non piace all'opposizione, ma trova muro anche tra gli alleati. E' contraria la Lega Nord: ''le statali sono già pagate dai cittadini. Imporre un pedaggio su questi percorsi significa imporre tout court una nuova tassa'' dice Parolo, responsabile dell'ambiente per il Carroccio. ''Le strade statali - prosegue l'esponente leghista - sono state realizzate con i proventi delle tasse e dunque già pagate dai cittadini. E', in sostanza, una proposta inaccettabile che vede i cittadini danneggiati perché si impone una nuova tassa ma anche beffati visto che, molto probabilmente, le strade statali saranno svendute, esattamente come già accaduto con le autostrade, a società private espropriando, quindi, i cittadini di un bene che hanno già pagato''.

Spiraglio di apertura da parte di Ermete Realacci (Margherita), ok al pedaggio ma solo se serve a risolvere i gravissimi problemi delle nostre infrastrutture non a coprire uno dei tanti buchi della finanza pubblica, puntualizza. Ma per il resto, proteste a valanga.
I pedaggi penalizzano il Sud, secondo l'esponente della Margherita, Tino Iannuzzi. No deciso anche da parte dei sindacati; ''assolutamente contrario'' il sindaco di Roma Walter Veltroni che dice: ''la devono smettere di far pagare le loro riduzioni delle tasse ai cittadini''.

Fonte: Ansa Trasporti e Infrastrutture

5 ottobre 2004
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