Una medaglia ''per un eroe normale''

Il Presidente della Repubblica, nell'ultimo giorno di visita in Sicilia, ricorda il sacrificio di un giovane eroe

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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha scelto quest'anno di visitare l'entroterra siciliano facendo tappa nei capoluoghi di Caltanissetta ed Enna.
La visita annuale del Presidente in Sicilia si è conclusa ieri con la visita al capoluogo più alto d'Italia, Enna, da dove Ciampi ha lanciato messaggi e ribadito concetti che per la Sicilia (e sulla Sicilia) sono da decenni concetti ripetuti e risaputi: che il "Caso Sicilia" è di interesse nazionale; che i siciliani devono alzare la testa, rimboccarsi le maniche ed aiutarsi  senza aspettare passivamente gli aiuti dall'alto; che lo Stato deve intervenire in maniera forte sull'occupazione e sull'istruzione in tutto il meridione e in particolar modo in Sicilia.
Una Sicilia insomma, che il Presidente ha trovato sempre bella, sempre meravigliosa e sempre afflitta dalle stesse problematiche. Da sempre.
Ma parlando di questa visita di due giorni che Ciampi ha fatto in Sicilia, non vogliamo parlare della parte ''politico-istituzionale'' (ci sarebbe fin troppo da dire), ma di un fatto forse marginale, un premio che il Presidente della Repubblica ha conferito ieri ad un giovane "eroe normale" di Centuripe, un comune della provincia di Enna.

Una medaglia d'oro al valore civile a "un mito, un vero eroe". Così amici e familiari, commossi, commentano la consegna del riconoscimento da parte del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a Francesca Zappalà, mamma di Francesco Salaniti, il 17enne deceduto il primo maggio scorso nel fiume Simeto per la sua generosità.
Il giovane morì annegato nel disperato tentativo di salvare due coetanei caduti in acqua: uno riuscì a portarlo a riva, l'altra perì insieme a lui.
Per il Quirinale, Francesco ha "immolato la propria giovane vita ai più nobili ideali di umana solidarietà" e il suo gesto è stata una "fulgida testimonianza di generoso altruismo e di preclare virtù civili".

Francesco Salaniti, nei pressi della Torre Saracena, in territorio di Adrano (Catania), fu travolto dalla forte corrente mentre cercava di recuperare anche Annamaria Cardiano, una ragazza del suo stesso paese, Centuripe, in provincia di Enna, che faceva parte però di un'altra comitiva.
Una gita fuori porta che si trasformò in tragedia. I due ragazzi, trascinati dalla forza del fiume, scomparvero tra i gorghi. Il corpo della ragazza fu trovato subito; quello di Francesco due giorni dopo, trecento metri più a valle rispetto al luogo dove è avvenuta la tragedia. Era incastrato tra due rocce, in una gola dove il Simeto attraversa un'antichissima colata lavica dell'Etna. A trovarlo, quasi a pelo d'acqua, furono i sommozzatori dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Per recuperarlo si rese necessario l'intervento della squadra Saf (Speleo alpino fluviale) dei pompieri e dei militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi. Si calarono nel pendio di basalto e risalirono in «cordata» con il cadavere agganciato su una speciale barella.

"E' stato un eroe...", ripete ancora oggi chi lo ha conosciuto. Francesco Salaniti frequentava il quarto anno di corso di elettrotecnica della scuola professionale Ipsia di Biancavilla, perché voleva diventare elettricista. Intanto lavorava saltuariamente come manovale, e dava una mano nel negozio di rivendita di fiori del padre, a Centuripe. Studiava, e con buoni risultati, anche Annamaria Cardiano, che frequentava il liceo linguistico di Enna, e da grande voleva fare l'hostess o l'interprete.

Ecco cosa abbiamo voluto sottolineare di questa visita che il Presidente della Repubblica ha fatto in Sicilia.
Un atto che crediamo possa dare speranza e ancora più valore ad una terra che, purtroppo, tende a fare un passo avanti e due indietro.
Il ricordo del sacrificio di Francesco, un giovane qualunque che per noi è diventato eroe, ma che sicuramente non per eroismo tentò di salvare la vita di qualcuno. Un esempio prezioso.

18 novembre 2004
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