Una mostra a Milano celebra l'arte del Maestro Salvatore Fiume, nato in Sicilia e adottato dalla Lombardia

''Salvatore Fiume. Dipinti e disegni 1940-1990''. Galleria ArteSantErasmo, Milano

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SALVATORE FIUME
Dipinti e disegni 1940-1990

Galleria ArteSantErasmo - via Cusani 8, Milano

dal 25 novembre 2004 al 29 gennaio 2005

A due anni dalla grande antologica milanese e a sei mesi dall'esposizione romana presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, si apre a Milano una nuova mostra che dedica ampio spazio al disegno di Salvatore Fiume, un aspetto meno noto ma estremamente interessante della sua opera.

Galli, figure degli anni Cinquanta di sapore picassiano, figure femminili ricche di erotismo e le sue classiche città di statue prendono forma nei disegni che, come ha scritto Paolo Levi, ''hanno la compiutezza di un dipinto, ma col vantaggio di un pathos che nasce in un breve spazio e con pochi e decisivi segni''.
Nei disegni esposti, eseguiti da Fiume in un arco di cinquant'anni, appare così tutta la varietà dei suoi temi, espressi in forme a volte concluse, a volte appena abbozzate, ma sempre con una tecnica di assoluta eccellenza e con un segno di straordinaria ''pittoricità''.
''Per eseguire un disegno'', annotava il Maestro in uno scritto degli anni Ottanta, ''occorrono soltanto una penna o una matita e uno stato di grazia che toglie all'artista ogni preoccupazione e ogni fatica. Il segno parte sul foglio come partono i sogni e si dipana senza interruzione, ora frenetico, ora calmissimo, e si ferma quando meno l'artista se lo aspetti. Il disegno è come il vagito di un bimbo. La sua voce non è impostata, gli acuti non rispondono ad alcuna regola''.
Accanto ai disegni sono in mostra numerosi dipinti, con le famose donne di Fiume e le altrettanto note città di statue, ricche di raffinata sensualità le prime, costruttivamente rigorose le seconde.

Fiume amava ricordare di aver tratto i bianchi e i neri dalla Sicilia, il rosso delle corride dalla Spagna, il giallo dal Medio Oriente (''le donne arabe vestono d’oro''), i viola e i blu dal Giappone e infine, dall'Africa, ''i bruni e le gamme di tanti altri colori che il vento agita sulle fute e sui veli delle somale''.
In tutto sono in mostra una quarantina di opere del Maestro siciliano, milanese d'adozione, che visse per oltre cinquant'anni a Canzo, in provincia di Como, in un'antica filanda.

Biografia di Salvatore Fiume
Nato a Comiso, in provincia di Ragusa, il 23 ottobre 1915, Salvatore Fiume fu pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo.
A sedici anni vinse una borsa di studio che gli permise di frequentare l'Istituto d'Arte di Urbino, dove acquisì una ''Donna e Gallo'' (anni '60)profonda conoscenza delle tecniche della stampa: litografia, serigrafia, acquaforte e xilografia. Nel 1936, finiti gli studi, arrivò a Milano dove conobbe artisti e intellettuali fra cui Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri, con i quali strinse amicizia.
Sebbene intendesse affermarsi come pittore, ottenne il primo successo con un'opera letteraria, il romanzo "Viva Gioconda!" scritto durante la guerra e pubblicato nel 1943 dall'editore Bianchi-Giovini.
Alcuni anni prima, nel 1938, si era trasferito a Ivrea, presso la Olivetti, per assumere l'incarico di art director di "'Tecnica e Organizzazione", la rivista particolarmente cara al presidente, Adriano Olivetti, alla quale collaboravano intellettuali di prestigio come Franco Fortini e Leonardo Sinisgalli.
Tuttavia, per potersi dedicare interamente alla pittura, nel 1946 Fiume lasciò la Olivetti e si stabilì a Canzo, vicino a Como, dove adattò a studio una vecchia filanda dell'Ottocento che, dal 1952, divenne la sua residenza definitiva.

La prima mostra fu a Milano nel 1949 alla Galleria Borromini, dove le sue Città di Statue e Isole di Statue suscitarono molto interesse presso la critica (anche Carlo Carrà scrisse su di lui un articolo elogiativo apparso su L'Ambrosiano). A questo interesse seguì l'invito della Biennale di Venezia dove, nel 1951, Fiume espose il trittico Isola di Statue (ora nei Musei Vaticani) che gli valse una copertina sulla rivista americana Life. Ma già nel 1949, durante la mostra alla Borromini, il direttore del Museo d'Arte Moderna di New York, Alfred H.Barr, aveva acquistato un'opera di Fiume per il museo da lui diretto. Venne, invece, nel 1953, la commissione da parte delle riviste Life e Time, per le loro sale di riunione di New York, di una serie di opere raffiguranti una storia immaginaria di Manhattan e della Baia di New York, reinventate da Fiume sotto forma di isole di statue.
Fra il 1949 e il 1952, su invito dell'industriale Bruno Buitoni, Fiume completò un ciclo di dieci grandi dipinti sul tema: 'le avventure, le disgrazie e le glorie' dell'antica Perugia, nel quale è evidente la lezione dei maestri italiani del Quattrocento, soprattutto Piero della Francesca e Paolo Uccello. I dipinti, donati dalla famiglia Buitoni alla Regione Umbria nel 1998, sono esposti al pubblico nella "Sala Fiume" di Palazzo Donini a Perugia.

Nel 1950 il grande architetto Giò Ponti, cui erano affidati gli allestimenti interni del transatlantico Andrea Doria, commissionò a Fiume un dipinto di 48 metri per 3, destinato alle pareti del salone di prima classe di quella nave. In esso gli fu chiesto di rappresentare una immaginaria città rinascimentale nella quale i visitatori potessero pregustare una sintesi dei capolavori italiani del '400 e del '500 che avrebbero ammirato una volta giunti in Italia. Prima di assegnargli l'incarico, per capire se fosse in grado di svolgerlo, gli armatori chiesero a Fiume di eseguire una copia della Gioconda di Leonardo. Il grande dipinto di oltre 140 mq, portato a termine nel giro di circa un anno e mezzo, è ora sul fondo del mare nell'Andrea Doria affondata al largo di Nantucket nel 1956. Il salone ospitava anche la statua dell'ammiraglio Andrea Doria, un bronzo dello scultore Giovanni Paganin, per il quale Fiume nutriva una profonda stima.

Nel 1962 una mostra itinerante portò 100 quadri di Fiume in diversi musei tedeschi, toccando, fra le altre, le città ''La statua rossa dell'Isola'' (fine anni '70)di Colonia e Ratisbona.
Nel 1973, accompagnato dall'amico fotografo Walter Mori, Fiume si recò in Etiopia, nella Valle di Babile, 40 km a sud-est di Harar, dove dipinse un gruppo roccioso utilizzando vernici marine anticorrosione, I dipinti sono documentati in una monografia uscita nello stesso anno. Nel 1974 Fiume tenne una grande mostra antologica al Palazzo Reale di Milano nella quale presentò per la prima volta la Gioconda Africana, ora nei Musei Vaticani. In quella occasione realizzò un modello a dimensione naturale di una sezione delle rocce dipinte in Etiopia riempiendo quasi interamente l'enorme Sala delle Cariatidi.
Nel 1975 la cittadina calabrese di Fiumefreddo accolse con entusiasmo la sua proposta di rivitalizzare gratuitamente il centro storico con alcune opere. Negli anni successivi Fiume dipinse le pareti interne del castello settecentesco semi diroccato e la cupola della Cappella di San Rocco, poi collocò una scultura di bronzo in ciascuna delle due piazze panoramiche di Fiumefreddo che dominano il mare dall'alto. Un'altra sua importante mostra fu quella a Castel Sant'Angelo a Roma nel 1985. Nel 1987 tenne la mostra intitolata De Architectura Pingendi allo Sporting D'Hiver di Montecarlo, inaugurata dal Principe Ranieri di Monaco.

Nel 1991 espose i suoi progetti architettonici alla Mostra Internazionale di Architettura a Milano, al Palazzo delle Esposizioni. Nel 1992 tenne una mostra a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma.
Nel 1993 fece un viaggio in Polinesia per visitare i luoghi di Gauguin e, in omaggio al grande maestro francese, donò un proprio dipinto al Museo Gauguin di Tahiti.
Il debutto ufficiale di Fiume come scultore risale a 1994, con una mostra alla Galleria Artesanterasmo di Milano. La sua produzione comprende opere in pietra, bronzo, resina, legno e ceramica, alcune delle quali di grandi dimensioni, come la statua di bronzo al Parlamento Europeo di Strasburgo, i gruppi in pietra degli ospedali San Raffaele di Milano e di Roma e il gruppo bronzeo per la Fontana del Vino a Marsala. Un suo grande bronzo appartiene al Museo della Scultura di Portofino.
Nel 1995 il Centro Allende di La Spezia ospitò una mostra delle sue sculture. Nello stesso anno espose i suoi dipinti nelle sale di Villa Olmo a Como.
La prima esperienza di Fiume nella scenografia risale al 1950, quando eseguì i bozzetti per le scene e i costumi de La Vida Breve di Manuel De Falla per la Scala di Milano. Un'attività che continuò fino ai primi anni Sessanta, anche con altri teatri come il Covent Garden di Londra, l'Opera di Roma e il Teatro Massimo di Palermo.

Oltre Viva Gioconda!, Fiume scrisse e pubblicò altri tre romanzi, molti racconti, nove commedie, una tragedia e due raccolte di poesie. Il suo libro "Pagine Libere", del 1994, è una raccolta di osservazioni personalissime sulla vita e sull'arte.
Nel 1998 l'Università di Palermo gli conferì la laurea in Lettere Moderne honoris causa, come riconoscimento per la sua attività di narratore, poeta e drammaturgo.

Le sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il Museum of Modern Art di New York, il Museo Pushkin di Mosca e il Museo d'Arte Moderna di Milano.

Muore a Milano il 3 giugno, 1997.

(Foto in alto a sinistra: ''Pomona'', 1973) 

26 novembre 2004
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