Una rassegna di Andrej Tarkovskij a Palermo, per una voglia di d'essay che forse sta morendo

Il cinema Lubitsch, l'ultimo avamposto del cinema d'essay a Palermo, accetta la sfida

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Da ''L'infanzia di Ivan'' a ''Solaris''. I cinque film russi di Tarkovskij, scomparso nell'86, più ''Il rullo compressore e il violino'', mediometraggio con cui il grande regista si laureò nel 1960 nell'istituto cinematografico di Mosca, fanno parte della rassegna ''Sei film in vent'anni. Andrej Tarkovskij in terra russa'', che occuperà l'intera programmazione del cinema Lubitsch di Palermo fino a domenica 13 giugno.

''La rassegna su Tarkovskij - spiega Paolo Greco, che ne è il curatore - presentata alla Bergamo Film Meeting 2004, è un'operazione della Lab 80, la cineteca privata più importante d'Italia, che si occupa del recupero del cinema d'autore. I diritti dei cinque film girati da Tarkovskij sono stati acquistati direttamente in Russia e stampati su negativo comprato in loco. Le pellicole, in versione originale gireranno tutta l'Italia, anche se la prima uscita ufficiale è proprio quella di Palermo. Subito dopo le pellicole voleranno a Torino''.

Per quelli del Lubitsch, l'ultimo avamposto del cinema d'essay a Palermo, portare Tarkovskij in città è una vera sfida.

''Fare Tarkovskij - commenta Greco - risponde più che altro al piacere di ripresentare a Palermo, dopo 23 anni dall'esperienza del Nuovo Brancaccio, quando il regista russo rientrava nella normale programmazione - un gigante della storia del cinema. E poi vogliamo dare un segnale. A chi? Non so. Forse a una città che potrebbe decidere di ignorare l'evento cinematografico o rispondere in modo positivo. D'altronde non dimentichiamo che il Lubitsch è un cinema d'essay. E nei nostri progetti c'è proprio quello di recuperare lo spirito originario col quale iniziammo ormai più di cinque anni fa, quando, con i registi Daniele Ciprì e Franco Maresco decidemmo di aprire il Lubitsch''. Dalla prossima stagione, anche dopo il riscontro di pubblico con la rassegna ''Sette passi nel passato'', programmata il mese scorso, ''contiamo di regalare agli appassionati del buon cinema - continua Greco - una programmazione rivolta al recupero dei film che hanno fatto la storia del cinema, ricca di retrospettive e omaggi a grandi autori. Cominciando magari con Fellini''.

Ma oggi il cinema d'essay è ancora vivo? ''Negli anni '70 - risponde Greco - attorno al cinema Crystal e al cinema il Nuovo Brancaccio, c'era un certo movimento di idee e persone: erano luoghi d'incontro in cui ci si confrontava. Oggi, purtroppo non vedo nessun tipo di ricambio generazionale. E' anche per questo motivo che sarei portato a dire che il cinema d'essay è morto. Per riportarlo in vita occorrerebbe un processo di rivoluzione culturale che parta dall'alto, ma che in questo momento sembra davvero lontano''.

Fonte: Ansa Beni Culturali Sicilia

8 giugno 2004
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