Vacanze rovinate!

C'è chi li aspetta per un anno intero, chi invece si angoscia e trema di paura via via che loro, le vacanze, si avvicinano!

Le vacanze, queste sconosciute! Già, perché sono in tanti che non hanno ancora capito se esistono le vacanze giuste, e se per caso non si è i soli a stancarsi il triplo proprio nel periodo che dovrebbe essere deputato al riposo e al relax.
Per non parlare delle insidie che si nascondono un anno intero per poi uscire ad un tratto nei quindici, venti giorni per i quali si era detto: "Caschi il mondo, se qualcosa potrà rovinarmi queste vacanze! Spengo il telefono, inforco le ciabatte, non mi tolgo la barba e non staccherò per nessun motivo gli occhi dal libro che ho comprato per l'occasione!"
Oppure le insidie, ben più dispendiose, che sbucano fuori, dopo che il tour operator di turno ti aveva assicurato che non ci sarebbe stato alcun problema...

Di queste ultime "vacanze rovinate" vogliamo parlare, quelle che quando sono finite, tra avvocati e telefonate agli avvocati ci verranno a costare più di quanto le avevamo pagate.

Pensavamo di averne sentite parecchie in tema di richieste di risarcimento, ma dalla Francia arrivano alcuni casi che farebbero impallidire anche l’italiano più ingegnoso.
C'è una madre che reclama con l'agenzia di viaggi perché la figlia adolescente è tornata incinta da un soggiorno in Tunisia: spermatozoi vivi nuotavano con la ragazza inconsapevole in piscina. Un altro signore si lamenta con l'agenzia perché, distratta, aveva dimenticato di dirgli che la tessera della metropolitana parigina non sostituisce il passaporto al check-in dell'aeroporto.

Ogni anno il sindacato nazionale delle agenzie di viaggio francese (Snav) riceve circa 700 lamentele di turisti al rientro dalle vacanze. Delusi da trattamenti scadenti, alberghi più modesti del previsto o scarso livello igienico, i vacanzieri di ritorno avanzano talvolta anche pretese a dir poco bislacche. Se è diventato un classico protestare contro il cattivo tempo - al punto che l'operatore Jet Tours ormai da un paio d'anni ha previsto l'opzione ''Garanzia sole'' da integrare ad alcune offerte. Sempre più spesso i reclami fanno riferimento a un certo ''francocentrismo'': ''in una lettera su dieci circa - sostiene dalle pagine del quotidiano transalpino ''Liberation'', Valerie Boned, responsabile del servizio liti di Snav - c'è un riferimento al troppo alto numero di autoctoni nell'hotel o all'impossibilità di parlare francese''.
Il sindacato, oltretutto, può aiutare a dirimere ''pacificamente'' la contesa, ma non ha alcun potere coercitivo su agenzie e tour operator. E anche quando si arriva a provare l'autenticità della lamentela, è utopia sperare in un rimborso completo della vacanza. Al massimo, qualche giorno di risarcimento. E, in effetti, con lamentele di questo tipo è difficile concedere un rimborso. 

Quando la denuncia diventa pretestuosa...
E nella stagione delle vacanze, troppo spesso queste si trasformano in sonore truffe.
Non solo per i per i turisti, ma anche per i tour operator, cui sempre più spesso i villeggianti al ritorno delle vacanze cercano di estorcere indennizzi e rimborsi, lamentando danni inesistenti o quantomeno fantasiosi.
Tra le tante denunce che arrivano alla polizia e alle associazioni dei consumatori infatti, sono ormai sempre più numerose quelle, per così dire, pretestuose.

Il titolo è "Vergognosa chiusura ombrelloni", ma non si tratta del titolo di una canzone di Elio e le storie tese, bensì di una delle lettere di protesta giunte al tour operator 'I grandi viaggi'. Oggetto del contendere la chiusura dell'ombrellone in una giornata di forte vento con bandiera gialla sulla spiaggia. ''Dopo aver aperto gli ombrelloni, è intervenuto immediatamente un bagnino che ci ha lasciato sbigottiti facendocelo chiudere immediatamente – si legge nella lettera - Ci domandiamo se dovremo subire ancora questi soprusi non motivati. Tenendo conto che mia madre 70nne aveva il corpo arrossato dal sole, l'episodio è stato ancora più inqualificabile''. Perciò, avendo pagato ''per una vacanza che includeva l'uso degli ombrelloni, cosa che ci è stata impedito per ragioni infondate, chiediamo fin da oggi un rimborso da quantificare al nostro ritorno''. E questa è solo una delle ''perle che ci sono pervenute - racconta Giorgio Zentilone de 'I grandi viaggi' - da quando ormai si è instaurato in molti consumatori il vezzo di fare richieste di indennizzo assurde a qualsiasi titolo''.

A testimonianza di ciò, Zentilone segnala un altro caso, quello della famiglia che si lamenta di non aver goduto presso un albergo di Gressoney in Val d'Aosta delle specialità culinarie locali. ''Le nostre aspettative di conoscere la cucina regionale - si legge nella lettera - sono state profondamente deluse. A colazione ci erano serviti biscotti della Lombardia o del Veneto, a pranzo pizza, pasta siciliana, pizzoccheri valtellinesi e pecorino calabrese. Confidavamo nell'attendibilità del vostro depliant che diceva 'per conoscere la cucina della Val d'Aosta'. Sentendoci raggirati, chiediamo pertanto il rimborso del 50% di quanto pagato per la delusione delle nostre aspettative''. Ma, risponde Grandi viaggi, sul catalogo estate 2004, la frase incriminata non era citata.

''Certo, ora c'è molta più informazione - commenta Paolo Martinello, presidente dell'associazione Altroconsumo – e quindi, è naturale che in mezzo a tante denunce giustificate, ci siano anche quelle di chi cerca di approfittarsene, spinto da una componente di rivalsa. Su 320mila richieste di consulenza che abbiamo ogni anno, capitano sempre più spesso, rispetto a 10 anni fa, quelle che in un certo modo premono per una 'eccessiva' tutela del consumatore''. 

13 agosto 2004
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