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Vergognoso e triste primato per l'Italia online. Un paradiso per i pedofili del web

Il nostro paese è quinto a livello mondiale per il numero di siti a contenuto pedo-pornografico

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Violenze inaudite, immagini che ritraggono volti sofferenti di bambine e bambini abusati. Questi e tanti altri gli orrori collezionati  dai tanti siti web a contenuto pedo-pornografico nel nostro paese. Purtroppo l'Italia, in questo senso, ha un triste primato: è il quinto paese nel mondo per diffusione di siti per pedofili preceduta soltanto da Usa, Corea del Sud, Russia e Brasile.
Infatti, secondo un rapporto dell'associazione di don Fortunato di Noto, il Telefono Arcobaleno, specializzata nella battaglia contro il racket internazionale dei pedofili, sarebbero stati circa 17.016 i siti denunciati nel 2003 con un incremento del 70% rispetto al 2002. Di questi 423 sono pubblicati nel nostro paese (la cifra è quadruplicata rispetto all'anno scorso).

Tanto per dare un idea delle dimensioni del fenomeno basta pensare che le segnalazioni sono state migliaia con una media di 1.418 siti proibiti al mese, 315 alla settimana, 46 al giorno.
I dati allarmanti, secondo l'associazione "confermano non solo un massiccio incremento della pedofilia in Internet, ma anche una preoccupante serie di carenze legislative e nell'azione effettiva di contrasto del fenomeno".
Un altro primato di cui certo il nostro paese non può andar fiero è quello che si è conquistato nell'ambito dell'Unione europea per l'Internet service provider con maggiore concentrazione di siti pedofili pubblicati. Sarebbero oltre 13 mila i siti legati al pedo-business confermando la incontrastata radice commerciale della maggior parte delle attività pedofile online.
Sarebbe brasiliano invece, l'operatore che detiene il primato mondiale (1195 siti) per quanto riguarda gli ISP/HOST che hanno ospitato il maggior numero di siti pedofili, seguito da tre operatori statunitensi.

Il rapporto di Telefono Arcobaleno riguarda esclusivamente i siti con espliciti contenuti pedo-pornografici segnalati a Fbi, Interpol, e polizie nazionali secondo le rispettive competenze, oltre che al Ministero dell'Interno italiano, al Servizio Centrale di Polizia Postale e al Nucleo investigativo telematico interforze della Procura della Repubblica di Siracusa.
L’ultima denuncia inoltrata da don Fortunato di Noto riguarda un sito in lingua russa che utilizza un server italiano il quale ospita oltre quattromila fotogrammi distribuiti in 60 pagine web e venduti on line in Cd rom.
"L'Italia sembra essere diventata il paradiso dei pedofili - è il commento di don Fortunato Di Noto, che oltre ad essere fondatore del Telefono Arcobaleno è membro del Comitato Scientifico "Ciclope" della Presidenza del Consiglio -, nonostante lo strenuo contrasto delle forze dell'ordine, in special modo della Polizia Postale che in questi anni ha assunto un ruolo determinate nel contrasto alla pedopornografia online". «Ribadiamo - conclude don Di Noto - che non servirà a nulla l'oscuramento del sito se non si mettono in campo forze e risorse per cercare di dare una identità a questi bambini sfruttati".
"Le cifre del fenomeno pedo-pornografico rese note da Telefono Arcobaleno – gli fa eco Pietro Zocconali, presidente dell'Associazione Nazionale Sociologi - sono dati da non sottovalutare. Il fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori, tipico dei Paesi poveri economicamente e culturalmente, diventa oggi elemento portante di una nuova economia planetaria che vede l'Italia fra i referenti più accreditati e proprio per questo più impoveriti dal punto di vista culturale". Quindi "è necessario rilanciare una seria politica di sensibilizzazione verso il tema anche perché nelle maglie della superficialità di cronache quotidiane senza peso specifico che primeggiano nelle colonne dei giornali o nei titoli di apertura dei telegiornali si annida l'assuefazione di un popolo al quale non è giusto celare un olocausto che dietro la multimedialità contempla bambini e sofferenze".

22 gennaio 2004
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