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Come sarà andare dal parrucchiere/barbiere durante la Fase 2?

Come sarà andare dal parrucchiere/barbiere durante la Fase 2?

Anche il comparto "benessere e bellezza" inizia a ragionare su come riprendere l'attività alla fine del lockdown

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Messa in ginocchio dalle restrizioni anti-coronavirus e ulteriormente colpita dagli abusivi che sottobanco svolgono i servizi, la categoria dei barbieri, dei parrucchieri e degli estetisti non ce la fa più.
La Fase 2 per questa categoria purtroppo non coincide con il 4 maggio; secondo l'ultimo annuncio del premier Conte, il settore "benessere e bellezza" potrà riprendere la propria attività dal primo giugno. Una proroga del lockdown inaccettabile per i diretti interessati.

Ma così tanto inaccettabile che i barbieri e i parrucchieri di Palermo, nei giorni scorsi, hanno inviato un videomessaggio di denuncia al premier Conte, minacciando la loro riapertura proprio dal 4 maggio, che ci sia o meno una precisa direttiva (CLICCA QUI PER IL VIDEO).
Il problema, grave e serissimo, ovviamente non riguarda soltanto i barbieri e i parrucchieri palermitani, tutto il comparto nazionale è stato azzerato dal periodo di isolamento.

La riapertura di barbieri, parrucchieri ed estetisti, tra l’altro, è fra le più attese dalla gente, che ne ha veramente abbastanza di estetica fai da te, tagli improvvisati e ritocchi teleguidati dai parrucchieri online.

E nonostante la loro riapertura non sia ancora ufficiale - né si sia compreso come questa dovrà avvenire -, nel settore qualcuno inizia a muoversi, così da non farsi trovare impreparato alla ripresa. Dando per scontati sanificazione, pulizia accurata, guanti e mascherine (in molti istituti a dirla tutta c'era già prima, ora anche gli altri dovranno adeguarsi), i parrucchieri pensano ad aggiornamenti sulla digitalizzazione, personalizzazione e e-Commerce per dare continuità alla clientela che potrà andare meno spesso di prima nei negozi.

Nella nuova normalità saranno ancora vietati assembramenti di persone, quindi non succederà più di condividere il salone con altre dieci, venti persone in attesa per la piega o per il lavaggio dei capelli. In questo nuovo scenario l'unico modo per assicurarsi un appuntamento sarà la prenotazione, meglio se online.

Il 66% dei clienti, si legge in un report diffuso dall'Osservatorio di Uala (sito e app europea dedicati al beauty), dichiara infatti di aver intensificato l'utilizzo di strumenti digitali durante la quarantena e vorrebbe poter usufruire in futuro di servizi come la prenotazione online del proprio trattamento di bellezza. Di questi il (19%) sceglierà il proprio salone in base alla sua presenza e prenotabilità online.

La gestione delle prenotazioni e la capacità dei saloni di riorganizzarsi e ridistribuire il flusso di clienti lungo fasce più ampie della giornata o in giorni della settimana meno affollati, costituirà un elemento determinante per superare la crisi.

Altra idea in cantiere, gli orari dilatati, flessibili. Insomma si potrebbe andare dal parrucchiere anche la sera. In una nuova quotidianità in cui saranno indubbiamente meno i clienti serviti ogni ora, sarà imprescindibile uno sforzo da parte dei centri di bellezza nel dilatare gli orari di apertura.

La gestione delle prenotazioni e la capacità dei saloni di riorganizzarsi e ridistribuire il flusso di clienti lungo fasce più ampie della giornata o in giorni della settimana meno affollati, costituirà un elemento determinante per superare la crisi. Più della metà degli intervistati (51%) dichiara che sarebbe disposto a recarsi in salone anche dopo le 21, pur di trovare posto.

La piega costerà di più? Forse, soprattutto se ci si vorrà assicurare uno degli appuntamenti più ambiti, il venerdì o il sabato.

La piega costerà di più? Forse, soprattutto se ci si vorrà assicurare uno degli appuntamenti più ambiti, il venerdì o il sabato. Così come paghiamo di più un aereo o un treno nel weekend, si potrebbero vedere maggiorati i costi del trattamento negli orari più ambiti.

I saloni, comunque, potrebbero decidere di far spostare la domanda sui giorni generalmente più liberi, anche con promozioni aggressive. Promozioni a cui gli utenti si dimostrano sensibili: più di 1 su 3 (35%) dichiara che sarebbe felice di acquistare e pagare in anticipo pacchetti o abbonamenti con sconti interessanti per aiutare i saloni di bellezza sul fronte della liquidità.

Un altro scenario possibile per il mondo beauty potrebbe ricalcare le orme di quanto già avvenuto in altre esperienze, come quella del coworking. I saloni potrebbero infatti decidere di condividere spazi più grandi, mettendo a disposizione team più numerosi e capaci di coprire fasce orarie più ampie. Questo anche per far fronte all’inevitabile crollo del fatturato causato dalla quarantena: il 58% dei saloni ritiene che per tornare a livelli di fatturato precedenti alla crisi sanitaria saranno necessari più di 4 mesi dalla fine del lockdown.

24 aprile 2020
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