I giardini di Pantelleria e il ''valore'' dell'acqua

I giardini di Pantelleria e il "valore" dell'acqua

Il messaggio di Donnafugata e del Fondo Ambiente Italiano: dalla sapienza contadina, una lezione di sostenibilità per il futuro

Foto Vittorio Ghelfi

Uno dei tanti motivi per visitare Pantelleria è sicuramente quello di poter ammirare il Giardino Pantesco che l'azienda vitivinicola Donnafugata ha restaurato e donato nel 2008 al Fondo Ambiente Italiano. 

Un giardino particolarissimo, come tutti i giardini concepiti a Pantelleria, autosufficiente dal punto di vista idrico e quindi esemplari per il futuro di un uso sostenibile dell'acqua.

Giardino Pantesco Donnafugata - veduta da drone

Torri in pietra lavica, costruite a secco, simili a nuraghi che racchiudono al loro interno un solo albero, i giardini panteschi offrono una straordinaria testimonianza degli accorgimenti messi in atto in un territorio dove i fattori naturali sono decisamente avversi, e ancor di più per la coltivazione degli agrumi: l'assenza di sorgenti d'acqua dolce, un clima con elevate temperature estive, piogge scarse e venti intensi.

Ed è proprio sulla scarsità di acqua, sulle minacce dei cambiamenti climatici e dei processi di desertificazione in porzioni sempre più ampie del pianeta, che il giardino pantesco ci invita a riflettere.

Giardino Pantesco Donnafugata - Interno con arance

"Quando mio padre Giacomo colse con entusiasmo l'auspicio di Marco Magnifico, Vicepresidente esecutivo del FAI, affinché un giardino pantesco fosse donato al Fondo Ambiente Italiano - afferma José Rallo, quinta generazione alla guida dell'azienda di famiglia - lo fece per far conoscere questa antica architettura agraria, simbolo di sostenibilità nel rapporto tra l'uomo e la natura".

Vite ad Alberello Pantesco Donnafugata - ph. Fabio Gambina

Il giardino pantesco ci ricorda che Pantelleria - più che di pescatori - è un'isola di contadini, i quali con ammirevole ingegno e sacrificio, hanno garantito alla propria comunità, i frutti di una preziosa fabbrica delle vitamine necessarie per scampare ai rischi dello scorbuto.

I giardini sono anche i testimoni di quella sapienza contadina che anima la viticoltura ancora oggi attiva su circa 400 ettari dell'isola e che ne rappresenta la principale fonte di sostentamento: una tradizione che si è guadagnata il riconoscimento di Patrimonio dell'umanità Unesco per la coltivazione della vite di Zibibbo ad alberello, pratica agricola creativa e sostenibile.

"Quanto amore e quanto sudore in questi vigneti" ripeteva Giacomo Rallo - fondatore di Donnafugata - per rendere il senso di quella che è la viticoltura eroica di Pantelleria, di cui il vino Passito è un'icona di eccellenza nel mondo, come nel caso del Ben Ryé di Donnafugata.

Una viticoltura che insieme ai giardini, ai capperi, agli ulivi striscianti e ai muretti a secco dei terrazzamenti, rappresenta l'identità del paesaggio agrario di Pantelleria: un patrimonio da proteggere e valorizzare.

- www.donnafugata.it

- www.fondoambiente.it

27 luglio 2018
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