Il Gelato: un lusso quotidiano alla portata di tutti

Il Gelato: un lusso quotidiano alla portata di tutti

È il "prodotto alimentare" più amato dagli italiani, che sia esso artigianale o industriale

Gli italiani (e vogliamo intendere tutti, uno per uno) nutrono una passione comune: quella per il gelato! 
Da quello artigianale, dal sapore morbido e cremoso, a quello industriale, più comodo da portare e reperibile dappertutto, i  consumi di questa squisitezza del palato sono in continuo aumento, e non soltanto in Estate.

Aumento di consumi che non è stato fermato nemmeno dall'aumento di prezzo. Secondo una recente indagine, infatti, l'87 % delle persone consuma gelato, il 94 % lo ritiene una merenda ideale per i bambini. E secondo l'Istituto del Gelato Italiano, il consumo medio pro capite di gelato industriale, negli ultimi anni, è stato tra i 4 e i 6 chili a testa.

Tipologie di gelati industriali

Con i suoi 595 milioni di litri la Penisola è diventata il primo produttore dell’Unione Europea con circa 1/5 (19%) dell’intera produzione comunitaria (3,2 miliardi di litri) che proviene infatti dallo Stivale secondo le elaborazioni Coldiretti sugli ultimi dati Eurostat. Un primato ottenuto grazie al sorpasso nei confronti della Germania che lo ha detenuto per oltre 20 anni ma  che - precisa la Coldiretti - adesso è ferma a 515 milioni di litri (16%) seguita dalla Francia a 454 milioni (14%).

E di grande rilevanza in Italia - precisa ancora la Coldiretti - è anche l'impatto sull'indotto, con l’utilizzo di 220mila tonnellate di latte, 64mila di zuccheri, 21mila di frutta fresca e 29mila di altre materie prime.

Insomma, un "prodotto alimentare" amato alla follia e per il quale, almeno per quanto riguarda quello artigianale, anche la politica ha più volte provato a fare qualcosa per "proteggerlo". Infatti, se è vero che che il gelato artigianale è certamente superiore come gusto e varietà di offerta, per quel che riguarda la qualità bisogna stare un po' attenti.

I produttori di gelato industriale da più di dieci anni si sono dati un codice di autodisciplina che definisce alcune regole, come la percentuale di frutta o di yogurt in un gelato, raggiungendo quello che si può definire un buon standard qualitativo. Una cosa simile esiste da qualche anno per il gelato artigianale, dopo diverse iniziative legislative, ed esplicite richieste fatte dai produttori e dalle associazioni di categoria.

E se, da un punto di vista legislativo, le norme europee creano complicazioni ad ogni piè sospinto, è oramai cultura comune parlare e pretendere qualità, anche (e soprattutto) quando si parla di gelato.

20 giugno 2018
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