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In Sicilia l'artigianato della terra

In Sicilia l'artigianato della terra

Dalla lavorazione dell’argilla e della lava alcune delle espressioni artigianali più pregiate della Sicilia

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La Sicilia è una terra a grande vocazione artigiana, addirittura una delle regioni italiane con la maggiore varietà di produzioni artigianali. Facendo tesoro del passato, questa terra e i suoi artigiani sono riusciti a portare fino ad oggi espressioni artistiche, culturali e folkloristiche di straordinario pregio e a farle rimanere fiore all’occhiello dell’economia regionale.

In questo articolo, nella fattispecie, vogliamo parlarvi di un artigianato particolare, quello realizzato grazie a tre elementi della terra: l’argilla, la lava e l'ossidiana.

Lavorazione dell'argilla e della pietra lavica

Indubbiamente, l'artigianato di maggior rilievo è rappresentato dalla lavorazione della ceramica. Caltagirone (CT), Sciacca (AG), Santo Stefano di Camastra (ME) e Burgio (AG) possono essere definite "capitali della lavorazione della ceramica". Nel calatino, ad esempio, i dati archeologici acquisiti nel tempo hanno confermato che l’arte della ceramica è addirittura anteriore alla venuta degli Arabi e che fosse largamente esercitata.

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Alcune tipiche ceramiche di Burgio

Caltagirone, così come Burgio e Santo Stefano di Camastra, ospitano plessi museali dedicati alla ceramica, mentre a Sciacca l’Istituto d’Arte Statale è celebre per la sua sezione di Arte della Ceramica, istituita nel 1940 e che da sempre si rapporta e confronta con le maestranze locali, depositarie della secolare e nobile tradizione.

"u Liotru" è l'elemento principale della "fontana dell'Elefante", collocata al centro di Piazza Duomo a Catania. La statua di pietra lavica che raffigura un elefante è considerato l'emblema della città.

Nel territorio etneo si scopre invece una materia prima di grande interesse quale la pietra lavica. Un vanto che ha visto le popolazioni etnee, nel corso dei secoli, impegnarsi a reagire al fine di non lasciarsi sopraffare dalla potenza di un vulcano minaccioso, imparando così a fare tesoro di quella stessa lava che, dall’essere causa di rovina, è divenuta una grande risorsa per l’economia locale.

La Chiesa di Santa Maria, a Randazzo (CT), interamente rivestita di pietra lavica

Utilizzata per adornare gli splendidi palazzi barocchi, le ville, le piazze e le chiese di Catania e dintorni, l'estrazione e la lavorazione della pietra lavica ha avuto un notevole riflesso sulla economia locale tanto da portare alla nascita di un vero e proprio mestiere che, nel corso del tempo, ha saputo adeguarsi alle richieste del mercato e, al fine di migliorare l'offerta, per la produzioni di tavoli, top di cucine, bagni etc., sempre più punta alla ceramizzazione della pietra lavica, una tecnica che consente di ottenere un prodotto di grande bellezza e straordinaria resistenza.

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Alcune bizzarre teste in Pietra lavica in mostra al Museo "Nino Valenziano Santangelo" di Catania

Tra le realtà più attive nel settore spicca Giarre, la capitale dell'artigianato della pietra lavica così come Paternò e Acireale. Interessante il Museo di Sculture in Pietra lavica "Nino Valenziano Santangelo" di Catania (Via A. Santangelo Fulci, 55/A/B/C), così chiamato in onore dell'omonimo scultore che, dal 1978, lavora la pietra lavica dando vita a grandi capolavori artistici.

Un grosso pezzo di Ossidiana

Nelle Isole Eolie, seppur sempre più rara, è attiva la lavorazione dell'ossidiana. L’ossidiana è un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapido raffreddamento delle lave. È da sempre utilizzata per fabbricare preziosi e punte di armi. A Lipari, sono state trovate tracce della lavorazione dell’ossidiana risalenti all'inizio del neolitico medio.

Punte di freccia in Ossidiana

Questo vetro, che si trova solo in pochi punti del Mediterraneo, era largamente esportato da Lipari in tutto il bacino occidentale di questo mare, ed era quindi una eccezionale fonte di ricchezza per gli abitanti. Nelle isole dell'arcipelago, ancora oggi, alcuni artigiani si occupano della lavorazione dell’ossidiana, creando gioielli molto preziosi e di grande fascino.

Una famigliola di delfini realizzata in ossidiana

Invece, appassionati riscopritori dell’antica tecnica di lavorazione dell’ossidiana detta scheggiatura, producono frecce, coltelli e rasoi destinati al mercato turistico.
Nella Sezione Preistorica del Museo Archeologico Regionale Eoliano Luigi Bernabò Brea, tanti i reperti prodotti con questo speciale vetro vulcanico.

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28 aprile 2020
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