In Sicilia meno treni e più lenti rispetto a 15 anni fa

In Sicilia meno treni e più lenti rispetto a 15 anni fa

Legambiente ha presentato il Rapporto Pendolaria a Palermo, capoluogo della Regione dove i treni viaggiano come nel passato

Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). A crescere in maniera evidente sono, invece, le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto.
È questo il dato saliente del Rapporto Pendolaria 2016 che Legambiente ha deciso di presentare a Palermo, non a caso. Infatti, "il punto più critico del sistema ferroviario italiano sono il sud e la Sicilia".
Già, perché il rapporto Pendolaria mostra un'Italia a due velocità: un Paese dove nella sola Lombardia si percorrono più chilometri in treno che in tutto il Meridione, con la conseguenza naturale di un aumento dei passeggeri dove i servizi sono più efficienti e un calo dove invece non funzionano.

In Sicilia i treni sono più vecchi e lenti che nel resto d'Italia, e d'altronde non è un caso: secondo il rapporto i servizi sono stati tagliati del 12,1 per cento dal 2010 a oggi, mentre le tariffe sono aumentate del 7,7 per cento. Il risultato? Le corse quotidiane dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia. Inoltre, i treni sono più lenti e l'età media dei convogli al sud è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del nord e ai 17,2 della media nazionale.
"Sulla linea che collega Messina a Siracusa passando per Catania - spiega il presidente regionale dell'associazione, Gianfranco Zanna - la velocità media è di 64 km orari e negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti addirittura del 41 per cento e viaggiano meno veloci che in passato. Stiamo parlando di 180 km di linea che collega tre grandi città siciliane, capoluoghi di provincia, località turistiche e porti".

Ci sono, però, pure due note positive. Legambiente indica il tram di Palermo e la linea ferroviaria fra il capoluogo e Catania come i due punti di maggior miglioramento del trasporto su rotaia in Italia, e da Trenitalia arriva anche una promessa per il futuro.
"L'obiettivo - questo l'impegnato annunciato da Orazio Iacono, direttore della divisione passeggeri - è ridurre la percorrenza della Palermo-Catania a 2 ore e mezza". Un punto che entrerà nell'accordo fra l'azienda e la Regione, in fase di definizione: "Siamo alle battute finali", ha assicurato Iacono.

Per i prossimi anni non sono previsti finanziamenti atti ad aumentare i treni in circolazione, con la conseguenza che nelle tratte non ad Alta Velocità si rischiano ulteriori tagli nel servizio. Secondo Legambiente, occorre garantire gli stessi standard di sicurezza e qualità su tutte le linee del Paese. Se la prima decisione che il Governo ha preso, di avere un'unica Agenzia per la sicurezza con gli stessi e più stringenti standard, va nella direzione giusta ora dobbiamo garantire la stessa qualità del servizio in tutta Italia. Per Legambiente occorre quanto prima trasferire la gestione delle infrastrutture regionali a RFI (Rete Ferroviaria Italiana), per realizzare subito investimenti in sicurezza e efficienza delle linee, e poi affidare il servizio attraverso gare europee per garantire i diritti di chi ogni giorno prende il treno a Roma o Napoli come in tutte le altre città italiane.

- Il Rapporto Pendolaria 2016 (pdf)

25 gennaio 2017
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