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L'insostenibilità urbana della Sicilia… I risultati del Rapporto Smart City Index

L'insostenibilità urbana della Sicilia… I risultati del Rapporto Smart City Index

A cosa serve inorgoglirsi della bellezza della propria Terra se poi questa viene puntualmente mortificata?

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Noi amiamo tantissimo la nostra Isola e ci impegniamo ogni giorno a promuoverne le tante realtà positive, produttive, belle. Vorremmo parlarne sempre bene, e per la maggior parte delle volte lo facciamo, ma ogni tanto non è possibile e questa impossibilità, purtroppo, è dovuta alla stessa nostra amata Isola.

Rapporto Smart City Index 2020

Prendiamo ad esempio i risultati del Rapporto Smart City Index che EY - network mondiale di servizi professionali di consulenza direzionale, revisione contabile, fiscalità e transaction - ha anticipato in questi giorni. Con questo report annuale EY classifica le città capoluogo italiane in base al loro sviluppo infrastrutturale. Per il 2020 la parola chiave adottata è "sostenibilità urbana", e proprio attraverso questo concetto il rapporto prende in considerazione quanto le infrastrutture cittadine siano smart nelle diverse componenti del trasporto, dell'energia e dell'ambiente (acqua, verde e rifiuti).

Ecco, se noi andiamo a scorrere la classifica delle 109 città capoluogo italiane prese in esame, i nostri nove capoluoghi li ritroviamo tutti - proprio tutti - nelle ultime posizioni. Non solo, Catania si trova addirittura penultima in assoluto.

Nella classifica delle 109 città capoluogo italiane prese in esame dal Rapporto Smart City Index, i nove capoluoghi siciliani si trovano tutti nelle ultime posizioni.

Dunque, seppur la Sicilia è sicuramente una delle isole più belle al mondo, le sue città vengono sonoramente bocciate in politiche per mobilità, ambiente, acqua, verde e rifiuti: in una sola parola, le nostre principali città sono "insostenibili".

Già lo scorso dicembre la classifica sulla "Qualità della vita" del Sole 24ORE aveva illustrato come le città siciliane siano ben lontane dagli standard nazionali ed europei (LEGGI), adesso ci tocca fare i conti con i numeri e le percentuali di raccolte da Ernst & Young. Infatti, bisogna scendere al 66° posto della classifica nazionale delle smart cities per trovare la prima città siciliana che, a sorpresa, non è né Catania, né Palermo, ma Agrigento, con un punteggio di 34,33.

Al 66° posto della classifica nazionale delle smart cities si trova la prima città siciliana: Agrigento

Per incontrare la seconda si arriva al 79° gradino, dove si colloca ancora una piccola città del Sud dell'Isola, Ragusa con 29,68 punti. Tutte le altre siciliane si trovano in fondo alla classifica: Caltanissetta 92a con 19,47, seguono a ruota Messina a 18,84 e Palermo 94a a 18,68; Siracusa in 96a posizione con uno score di 17,43; in fondo troviamo Trapani 105a con 10,55, Enna 106a con 8 punti e Catania penultima, al 108° posto, con un punteggio 5,05. Per la cronaca, ultima è Crotone che chiude con ZERO punti.

La Sicilia fa una particolare brutta figura sul piano della mobilità sostenibile...

Se tale figura barbina non fosse abbastanza, c'è da aggiungere che la nostra bella Sicilia fa una particolare brutta figura sul piano della mobilità sostenibile, analizzata sulla base di 21 indicatori riguardanti le infrastrutture di mobilità elettrica, ciclabile, pedonale e condivisa, degli incentivi alla mobilità sostenibile, come il Piano urbano di mobilità sostenibile che tutte le città stanno varando e adottando, con tempistiche diverse, per cui alcune città sono più avanti di altre.

Dal 2002 al 2018 la maggior parte delle città metropolitane italiane ha registrato una diminuzione di auto, mentre a Catania e Messina si è registrato addirittura un aumento.

Ma andiamo alla dimostrazione dei numeri: prendendo in esami il periodo che va dal 2002 al 2018 si nota come la maggior parte delle città metropolitane italiane abbia registrato una diminuzione di auto (Milano ha addirittura "eliminato" oltre 100.000 veicoli dalla città), mentre in 3 città del Sud si è registrato addirittura un aumento. Le tre città sono: Messina, Catania e Reggio Calabria… Sigh!

Insomma, mentre tutti gli indicatori relativi alla mobilità sostenibile (che comprende mobilità elettrica, mobilità "lenta" o "dolce", cioè ciclabile e pedonale, e mobilità condivisa) nelle città italiane mostrano un costante aumento negli ultimi 6 anni, in Sicilia l'aumento è molto meno incisivo se non addirittura svilente.

Per concludere, è veramente e pateticamente stupido inorgoglirsi del fatto che qualche rivista patinata abbia eletto la Sicilia "l'Isola da visitare assolutamente" se poi, nella realtà, viverla quotidianamente significa convivere con l'orrido e il disagio.

4 marzo 2020
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