La Dieta Mediterranea è l'alimentazione del futuro

La Dieta Mediterranea è l'alimentazione del futuro

Molto più che un semplice regime alimentare, essa promuove l’interazione sociale e la convivialità

"La Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo".
È con queste motivazioni che, nel novembre 2010, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall'UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.

Un patrimonio che riunisce le abitudini alimentari dei popoli del bacino del Mar Mediterraneo (Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Portogallo, Croazia e Cipro), consolidate nel corso dei secoli e rimaste pressoché immutate fino agli anni Cinquanta, proprio quando il nutrizionista statunitense Ancel Keys coniò l'espressione Dieta Mediterranea, e che va ben oltre una semplice lista di alimenti ma riguarda la cultura di vita, le pratiche sociali, tradizionali e agricole. Lo "stile" alimentare mediterraneo (che ha al centro cereali, ulivo, vite, frutta e ortaggi) fu però abbandonato nel periodo del boom economico degli anni Sessanta e Settanta, perché ritenuto umile e poco attraente rispetto ad altre mode che si imponevano, in particolare dalla ricca America. A partire dagli anni Novanta, la Dieta Mediterranea è tornata in auge affermandosi sempre più come un vero e proprio stile di vita, non solo nel Mediterraneo.

Un vero e proprio stile di vita dunque, che in Sicilia sentiamo particolarmente forte, proprio perché nella nostra Isola il cibo non è soltanto un fatto alimentare ma è, e lo è sempre stato, più un fattore culturale che coinvolge la tradizione, l’antropologia, il culto. In una sola parola: il Sentimento.
Per tutti questi motivi l'antropologo Marino Niola, durante una sua recente conferenza, ha spiegato - sintetizzando in sette punti - perché la nostra "filosofia alimentare", sana, buona e saggia per l'ambiente e la convivialità, è perfetta oggi e sarà vincente domani.

1. SEMPLICE - I suoi ingredienti base sono verdura e frutta di stagione, cereali, pesce, olio di oliva, meglio se extravergine, vino in quantità moderate, legumi freschi e secchi. Piccolissime le quantità di carne e grassi animali. Secondo lo schema della cosiddetta Piramide alimentare: alla base i prodotti consumati con maggior frequenza come pane, pasta, riso, polenta e ortofrutta, ai quali segue poi il consumo di pesce, carni bianche e rosse, uova e formaggi, oltre ad un moderato consumo di vino. Le sostanze sono ripartite in: 55-60% di carboidrati, entro il 30% di grassi e 10-15% di proteine.

2. DEMOCRATICA - Prodotti dell'orto e pesce azzurro, pane, pasta e pizza. Tutti alimenti generalmente poco costosi, per una tavola accessibile e inclusiva.

3. CONVIVIALE - È al centro l'abitudine di condividere i pasti, in famiglia e con gli amici. Come è stato sottolinEato in sede di riconoscimento Unesco, la dieta mediterranea promuove l’interazione sociale perché i pasti comuni sono la pietra angolare delle feste e delle nostre tradizioni sociali.

4. SANA E BENEFICA PER L'INDIVIDUO - Secondo numerose ricerche mediche tale regime alimentare ha effetti benefici sulla salute. Recenti studi pubblicati sul British Medical Journal analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell'Università di Firenze, la Dieta Mediterranea riduce l'incidenza o mortalità per malattie cardiovascolari, tumori e l'insorgere di patologie come il morbo di Alzheimer e la sindrome di Parkinson.

5. SOSTENIBILE E AMICA DELL'AMBIENTE - Prevedendo un elevato consumo di cereali, frutta, verdura e legumi, richiede un impiego di risorse naturali (suolo, acqua) e di emissioni di gas serra molto meno intensivo rispetto al modello basato sul consumo di carni e grassi animali. Inoltre per la sua stagionalità. La dieta mediterranea prevede il consumo degli alimenti rispettando i ritmi della natura. Questo si traduce in una riduzione delle coltivazioni in serra e dei relativi impatti ambientali, così come dell’approvvigionamento e dei costi di trasporto da paesi lontani (food miles). Senza contare che rispetta il territorio e la biodiversità, attraverso semine diverse in ogni area e rotazione delle colture, al fine di garantire anche la sicurezza alimentare.

6. INCORAGGIA L'INCONTRO TRA I POPOLI - Se le diete dividono, quella mediterranea unisce, non solo perché è trasversale e può mettere alla stessa tavola carnivori, pescetariani, vegetariani,  vegani e crudisti, ma anche perché è un vero esempio di cucina sociale. Il mare Mediterraneo non preclude ma da sempre facilita gli scambi e ha formato nei millenni caratteri comuni tra popoli come l'italiano, greco, marocchino e spagnolo, accomunati da ingredienti e sapori simili.

7. STILE DI VITA - La Dieta Mediterranea è un insieme di abitudini alimentari, espressione di un intero sistema culturale improntato alla salubrità, alla qualità degli alimenti e alla loro distintività territoriale. Conta tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e due spuntini di supporto a metà mattina e metà pomeriggio. Anche in questa prospettiva, la tavola viene spesso rivalutata come punto di incontro e di riunione.

21 dicembre 2017
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