Le due sorelle dello Stretto che hanno reinventato il pescaturismo

Le due sorelle dello Stretto che hanno reinventato il pescaturismo

Antonella e Giusi Mancuso hanno trasformato un antico mestiere in un’opportunità di turismo

Trasformare un antico mestiere in un'opportunità di turismo. È quanto hanno realizzato le due sorelle Antonella e Giusi Mancuso, giovani pescatrici dello Stretto con la passione per il mare ereditata dal nonno.
Giusy e Antonella effettuano la pesca tradizionale dello Stretto con una rete di circa 500 metri: "Prendiamo pesce azzurro, quindi un mix di pesci locali sostenibili (né troppo piccoli né troppo grandi)".

Una pesca sostenibile, quindi, ma che si scontra con "le normative Ue - sottolinea Antonella - che gestiscono la pesca anche per le grandi aziende che hanno un'attività intensiva. Purtroppo non viene considerata la pesca tradizionale italiana che è completamente diversa. L'Europa dovrebbe dare le linee generali, ma la regolamentazione dovrebbe essere a livello regionale".
"Siamo - concorda Giusy - molto svantaggiati: abbiamo ad esempio il divieto di pescare tipologie di pesci che qui abbondano mentre in altre zone d'Europa scarseggiano. E poi c'è il problema della quota tonno: di solito si assegna alle grandi imbarcazioni e non alle piccole, che però pescherebbero pochissimi esemplari rispetto alle tonnare. Però, stranamente, la quota tonno è data alle tonnare e non a noi".

Le due giovani sorelle (di 30 e 34 anni, entrambe laureate) che hanno dimostrato di avere una marcia in più, alla loro attività di pesca hanno aggiunto il turismo: da alcuni anni portano turisti, anche e soprattutto stranieri a bordo delle loro imbarcazioni, per pescare insieme.
"Facciamo vivere loro un'esperienza diversa, lontana anni luce dalle loro vite quotidiane - spiegano all'unisono - e li catapultiamo nelle nostre tradizioni che così continuano a vivere. L'unica differenza è che invece di pescare di notte si parte alle 8 del mattino, un orario più adatto per i nostri ospiti. E così facendo integriamo i guadagni. L'idea di affiancare il progetto della pescaturismo è nata per sostenere economicamente l'azienda e per portare una novità nel nostro territorio". Una volta scesi a terra, i turisti possono assaggiare il pesce pescato ed essere dalle accompagnato dalle due giovani per il piccolo borgo marinaro di Ganzirri, a pochissimi km da Messina, e alla scoperta della costa.

Ma non finisce qui, infatti, Antonella e Giusi stanno per lanciare un progetto di ittiturismo. A Ganzirri stanno, infatti, ristrutturando la casa del nonno per trasformarla in B&B, così da far vivere ai turisti la vita di un vero pescatore a 360 gradi. L'obiettivo è anche quello di ripopolare Ganzirri magari facendo sinergia con gli altri abitanti.
L’attività di pescaturismo, sottolinea Antonella, "può essere un'ottima soluzione per il mare, perché consente ai pescatori di non farne uno sfruttamento intensivo. Io credo nel discorso pesca turismo, soprattutto se riusciamo a portare avanti il progetto di collaborare con altri per creare casette e punti di ripopolazione del borgo".

- www.pescaturismoimancuso.com

8 maggio 2018
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